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I MURI DI MALDESTRO – Recensione album di Maldestro “I Muri di Berlino”

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Voto Autore
di Luisella Pescatori

È un graffio sui muri, quelli di Berlino e non solo: la voce di Maldestro (che abbiamo intervistato in un articolo precedente) ha la forza di un’unghiata sull’intonaco della non consapevolezza, non ha un tono arrabbiato, ma anzi la quiete di un saggio.

Maldestro, all’anagrafe Antonio Prestieri, ha un canto che abbatte le forme, anche quelle incorporee e velate dei sentimenti, per rivelarci la sostanza organica della serenità. Come un alchimista ci dà le formule per smantellare quegli ostacoli che non riusciamo a superare, quelle fondamenta inverse impastate di paure connaturate e di difese precostituite.

Siamo noi gli architetti del nostro dolore e dobbiamo affrettarci a superare gli eventi,  accettando quello che è già,  perché il futuro è solo una questione di minuti.

Il suo album, “I Muri di Berlino” (per Warner Music) – il secondo della sua carriera che arriva a 2 anni di distanza da “Non trovo le parole”, e ad un mese dalla partecipazione a Sanremo Giovani – ha debuttato il 24 Marzo con una copertina dai toni surreali: i tasti di un pianoforte sono la chiave ascensionale per superare i muri e iniziare il viaggio, sulla rotta Napoli/Berlino a bordo di un’immaginifica mongolfiera, la cui gondola, un cappello blu rovesciato, è appesa a un gomitolo di bianco cotone.

maldestro

TRACKLIST

01. Abbi cura di te – (03:42)
02. Tutto quello che ci resta – (03:54)
03. Canzone per Federica – (03:31)
04. Che ora è – (03:41)
05. Io non ne posso più – (03:32)
06. Prenditi quello che vuoi – (05:13)
07. Sporco clandestino – (04:42)
08. Arrivederci allora – (03:53)
09. Tu non passi mai – (04:34)
10. Lucì (In un solo minuto) – (05:13)

Maldestro sarà in tour da aprile con uno spettacolo in perfetto equilibrio tra musica, prosa e brevi recitativi, tutto nella misura di quel Teatro che lui tanto ama e che tanto lo ha formato nel talento e nella vita.

Una delle canzoni dell’album Abbi cura di Te, è stata inserita nella colonna sonora del film Beata ignoranza, di Massimiliano Bruno.

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Maldestro – Abbi cura di te (Official Video)
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Luisella Pescatori

Nella vita uno deve prendere presto coscienza di sé e sapere cosa perseguire, oltre ogni ragionevole ostacolo. A sei anni mi sono innamorata di Massimo Ranieri e senza sosta il mio giradischi arancione inghiottiva “Erba di casa mia”, l’unica erba peraltro che io abbia mai assunto, anche negli anni a venire, ma che mi ha creato, parimenti, dipendenza.
Da qui il mio sogno: un palcoscenico, un pubblico gli applausi e una grande passione per le operette che seguivo in televisione.
Per gli esami di seconda elementare, ho imparato a memoria circa trenta poesie, da declamare alla commissione esterna: ammessa a pieni voti al triennio successivo.

I numeri non sono mai appartenuti alle mie determinazioni, ai miei interessi: non ho mai avuto un buon rapporto con loro se non attraverso le mia dita, fedeli complici nei compitini e davanti alla lavagna. Una colossale tonta numerica. Quando al posto dei numeri c’erano le lettere le cose andavamo bene, ero vincente. Nei temi in classe avevo sempre voti alti, ricordo un dieci per aver usato “parole difficili”.
La professoressa di matematica delle superiori apostrofava me e qualche compagna così: “Signorina lei è una capra”, mi trovavo in una dimensione spazio temporale che non mi apparteneva: dov’ero finita? Per uno scherzo del destino: a ragioneria; davvero risuonava estranea alle mie inclinazioni, la materia, ma così era stato deciso.
Le ore di tecnica bancaria erano le mie preferite: le parole avevano suoni duri e meccanici, e io mi divertivo a farle risuonare morbide fantasticando su anagrammi improbabili o ripetendole nella mente secondo il verso contrario. Concentravo la vista sullo squarcio di natura che la finestra concedeva, vedevo le lettere animarsi e come soldatini seguire un nuovo ordine. Avevo bisogno di isolarmi da quella materia priva di umanità e di emozioni. Fatto un bilancio: mi interessava altro.
Menomale che a salvare la media arrivavano, puntuali, le eccellenze dal professore di italiano che intonava il controcanto, alle colleghe, invocando la salvezza per la “Creatura del Bene”. Gli sono riconoscente: ha sostenuto e compreso il mio amore per l’Arte scrittoria.
Indirizzo universitario Scienze Letterarie. Ma ancora una volta il destino orienta le scelte. Per me si apre il mondo del lavoro: segretaria contabile.
Basta, era chiaro: dovevo fare qualcosa per salvarmi dai numeri. Mi avvicinai all’Arte recitativa.
E venne il Teatro.
E poi la scrittura.

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