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George Michael: Non c’è pace tra gli ulivi, nemmeno da morti – Disgustoso documentario trasmesso su Channel 5

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Crediti del FotoMontaggio Immagini: FareMusic - FMD Copyright ©
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di Mela Giannini

La sera di giovedì 23 marzo, Channel 5, canale televisivo inglese, ha mandato in onda un discutibilissimo e sprezzante documentario in cui il fine era quello di focalizzare l’attenzione soprattutto sulla vita privata di George Michael, prendendo spunto dalla sua morte, avvenuta come è noto il giorno di Natale scorso. Il titolo dello special, della durata di circa un’ora, è “The Last Days of George Michael“.

In sunto, il documentario sembrava fatto apposta per “farla pagare” al personaggio pubblico George Michael, anche adesso che l’uomo e l’artista dietro lo stesso “personaggio”, che ha sempre combattuto contro questo tipo di stampa spazzatura, non si può più “difendere”.

Praticamente gli autori dello special hanno preso un’intervista che George concesse per sbugiardare i tabloid (per la maggior parte di proprietà di Murdoch), l’hanno spacciata per inedita, l’hanno tagliata in modo da dare un senso diverso alle parole dell’artista – la versione più lunga di quell’intervista la trovate su YouTube anche se in pessima qualità video – hanno chiamato un ex direttore ed una columnist di due tabloid (ovviamente del SUN e Mirror) e hanno tralasciato quasi del tutto quello che non era gossip.

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Il succo di tre quarti del documentario era che la ragione stava tutta dalla parte della stampa scandalistica, e addirittura la Carole Malone, una “columnist” di tabloid, ha addirittura definito George paranoico nei confronti di Murdoch e tutti i suoi giornali/tabloid/feccia.

Gambaccini, il giornalista del Guardian, è l’unico a cui hanno dato la possibilità di accennare alla benemerenza filantropica di George… ma giusto di sfuggita, come fosse la foglia di fico messa lì per mettere le mani avanti.
In definitiva è stata un’opera da sciacalli oltre che documento di scarsissimo valore giornalistico.

Appena terminato lo special, si è scatenata una sorta di bufera sul canale televisivo, una valanga di proteste e indignazioni da parte di fan, e non solo, che hanno ritenuto il documentario poco rispettoso, omofobico e fuori luogo in un momento delicato come questo, in cui la famiglia deve ancora dar luogo al funerale, dopo tre lunghi mesi di permanenza del corpo del proprio caro in un obitorio Londinese per i dovuti accertamenti da parte del coroner.

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ANDREW RIDGLEY –
PICTURE EXCLUSIVE BY BILLY GRIFFITHS

La polemica si è accentuata e sviluppata di seguito sui social network.
I commenti più duri sono arrivati soprattutto dall’amico di sempre di George, l’altro componente degli WhamAndrew Ridgeley, che su Twitter non ha fatto sconti a nessuno e ha espresso le sue perplessità senza mezzi termini verso gli autori del documentario e verso la dirigenza del canale televisivo che ha deciso di mandare in onda lo special:

Concepire un simile sensazionalistico e lurido pezzo di voyeurismo forse per voi è una cosa normale. La decisione di trasmetterlo prima del suo funerale è insensibile, sprezzante, da condannare. Potevate avere almeno  la decenza di programmarlo dopo il funerale e dopo un rispettabile periodo di tempo

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Ma si sa, la stampa e i media in generale, inglesi, e non solo, hanno sempre “beccato” come sciacalli sulla vita di George. Lo hanno fatto senza scrupoli quando era vivo, e lo stanno facendo, con altrettanta assenza di scrupoli, anche adesso che è morto. L’accanimento che hanno dimostrato nei confronti dell’artista è stato davvero squallido, tanto che verrebbe da chiedersi se il “giornalismo spazzatura” è l’unico modo ormai rimasto per fare un mestiere che, deontologicamente, dovrebbe essere più nobile e serio, almeno rispetto ad un qualunque tabloid gossipparo. Ma ormai tutto sembra si sia “livellato” e non essendo capaci di fare più del vero giornalismo, si scava nella spazzatura per cercare di rendere appetibile anche carne umana… soprattutto se “morta”, lanciandola impudicamente verso il  pubblico come si fa con la carne da macello quando viene data in pasto ai “porci”!

Questo di seguito è il documentario oggetto di polemiche:

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Last Days Of George Michael – Channel 5 – FULL DOC

N.B. Si ringrazia So Ens per il contributo di parte del testo.

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