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Samuel: “Il Codice della bellezza” è un convincente disco pop contemporaneo – RECENSIONE

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Voto Autore

di Veronica Ventavoli

A qualche settimana dalla sua uscita, è possibile tentare un bilancio per quanto riguarda il primo lavoro solista di Samuel Romano, cantante dei Subsonica: registrato fra Torino, Roma e New York e realizzato con un team di tutto rispetto – basti pensare alla produzione affidata a Michele Canova e alla presenza di ben cinque pezzi scritti da Lorenzo Jovanotti –  “Il Codice della bellezza” sta avendo un riscontro più che positivo da parte del pubblico (attualmente è il 13° album più venduto nella classifica Fimi) e una buona fetta di critici lo ha accolto con elogi a nostro avviso più che motivati.

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“Smettere di cercare risposte, smettere di aver curiosità, smettere di sentirsi come un bambino che impara a camminare è la fine di tutto”
: Samuel commentava così, qualche mese fa, l’uscita del singolo “La risposta”, primo estratto de “Il Codice della bellezza”, e di fatto sembra essere proprio questa la linea guida dell’intero lavoro.

Debuttare come solista dopo oltre vent’anni come frontman di una delle formazioni italiane in assoluto più apprezzate da pubblico e critica è di per sé la prova che Samuel abbia voluto rimettersi in gioco; farlo in maniera originale, senza cioè appiattirsi su suoni e tematiche già rodati, col rischio quindi di non convincere fino in fondo lo zoccolo duro dei fan dei Subsonica, dimostra quanto questa volontà sia stata perseguita da Samuel in tutta onestà.

Echi “subsonici” sono tutt’altro che assenti nell’album, specialmente nei primi tre estratti molto radiofonici (oltre a “La risposta”, la sanremese “Vedrai” e “Rabbia”), ma “Il Codice della bellezza” non è soltanto questo.

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Samuel – Vedrai – Sanremo 2017

Le 14 tracce rivelano prima di tutto un Samuel più “solare”, più melodico e interprete decisamente ispirato; se in alcuni brani è presente una certa cupa amarezza (pensiamo a “Dea”, sesta traccia che tratta di un amore/ossessione) l’album nel suo insieme può dirsi un viaggio attraverso le molteplici facce dell’amore introspettivo ma vitale, mai rassegnato (“I sogni più intensi sono andati, troverai il modo di ricominciare e lo sai che certe volte può andar male”, recita il testo di “Più di tutto”).

Il disco rivela inoltre quanto la personalità di Samuel sia ben definita e matura: la cifra stilistica marcatamente elettronica di Michele Canova, com’è noto uno dei produttori più richiesti del momento, è tanto forte e riconoscibile da aver molto spesso completamente soverchiato l’impronta sonora propria degli artisti da lui prodotti. “Il Codice della bellezza” può dirsi un’eccezione a questa regola: “Rabbia”, per esempio, è forse il brano in cui la firma sonora di Canova si percepisce più chiaramente eppure il risultato finale è un amalgama perfetto dei due mondi.

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Samuel – Rabbia VIDEO

Qualcosa di simile avviene nei pezzi che portano la firma di Jovanotti: dal duetto “Voleva un’anima”, a mio avviso il brano più orecchiabile, alla coinvolgente ballad “La luna piena” e perfino in “Niente di particolare”, che è forse la canzone meno incisiva del gruppo nonostante l’arrangiamento molto curato, il mondo di Samuel si lascia piacevolmente contaminare senza perdere di vista la propria essenza.

Se volessi sapere cos’è la bellezza guarderei dritto verso di te”, canta Samuel in un passaggio della splendida title track che vale la pena parafrasare: se volessimo sapere cos’è un convincente disco di pop contemporaneo di sapore internazionale dovremmo guardare dritto verso “Il Codice della bellezza”.

samuelTracklist:
1. La risposta
2. Vedrai
3. Rabbia
4. Il treno
5. Più di tutto
6. La statua della mia libertà
7. Qualcosa
8. Come una cenerentola
9. Voleva un’anima ft. Lorenzo Jovanotti Cherubini
10. La luna piena
11. Passaggio ad un’amica
12. Il codice della bellezza

 

L’album completo è su Spotify:

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Veronica Ventavoli
Pistoiese di nascita, prima di laurearmi in Storia medievale all’Università di Siena e poi in Storia contemporanea a La Sapienza di Roma, ho lavorato per oltre dieci anni come cantante solista e in vari gruppi di cover toscani. In tale veste, vincendo quella che al tempo si chiamava Accademia della Canzone di Sanremo, ho avuto l’opportunità di partecipare all’omonimo Festival del 2005 classificandomi al terzo posto nella categoria Giovani. I primi ricordi nitidi che ho mi vedono impegnata a inventare e disegnare cartoni che non si sono mai animati, a imitare nei cortili parenti e personaggi famosi, a consumare i tanti 45 e 33 giri ricevuti in regalo da zii, cugini, vicini di casa: fra le sigle di Fantastico e il prog italiano degli anni Settanta, tra Pupo e i Beatles, anche se priva di fratelli e sorelle non mi sono mai sentita sola! Gli amici mi chiamano “scimmietta” perché sono tuttora curiosissima di conoscere canzoni, libri e film. Sono – da sempre, mi pare – devotamente innamorata di gatti, pastasciutte, David Bowie, Anna Marchesini e “Cipì” di Mario Lodi.

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