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Snoop Dogg spara per gioco Donald Trump in un video – Si può premere il grilletto per gioco?

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snoop dogg lavender frame
Frame tratto dal video di Snoop Dogg "Lavender (Nightfall Remix) ©rap-up.com
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di Stefano De Maco

Snoop Dogg, spara a Donald Trump (nel video alias Ronald Klump), discusso presidente USA, nel suo remix di Lavender (Nightfall Remix). Si può sparare per gioco? Il virtuale ci assolve dalle responsabilità cancellando la linea tra ironia e istigazione?

Il rap nella sua essenza è protesta. Così come lo è stato il rock dagli anni dalla seconda metà degli anni ’60. La parola come fionda con cui colpire i Golia della politica, dell’establishment. Così come anche l’Arte, nella sua accezione più radicale spesso ha fatto.

Considerazioni estetiche a parte, cosa significa il fenomeno del nuovo video di Snoop Dog in cui viene inscenato l’omicidio del neo presidente Trump? Non sono un sociologo, benché forse sarebbe questa la chiave più appropriata per una lettura realistica.

Di certo riconosco più merito a questo tipo di uso che non al solito video con catenazze d’oro e auto di lusso come ostentazione di una rivalsa socio economica. Merito discutibile, però che genera dialettica accesa.

Nel refrain, la cupezza di Snoop ripete che quando la notte cade, cade tutto, in un mondo di clown. Quale è mr Klump, secondo il pensiero che l’Artista fa suo. Essere contro può trovare molti modi di espressione, dalla manifestazione pacifica, alla devastazione da Blackblock. Con strascichi che sfociano nella delinquenza.

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SNOOP DOGG – BADBADNOTGOOD – Lavender (Nightfall Remix)

Si può lanciare un messaggio come “All you need is love” (Beatles) in un mondo devastato dalle guerre, oppure chiedersi fino a quando “le palle dei cannoni voleranno” sospirando  “The answer is blowin’ in the wind” (B.Dylan)

Ma il precedente dell’assassinio di JFK, dell’attentato a Reagan, sono troppo pericolosi per ridurre tutto ad un mero fattaccio di furba promozione artistica. Con le pallottole non si scherza. Nemmeno con quelle sparate dalla polizia contro i manifestanti. Nemmeno con quelle dei giocattoli da carnevale o da fumetti.

Il sospetto di un’opportunistica ricerca di facile consenso è troppo forte. Sfruttando il malcontento che lo stile molto discutibile di questo nuovo presidente genera. Del resto, purtroppo, siamo sempre più abituati ad una dialettica politica che parla più alle pance piuttosto che alle menti. E la cosa non può che essere pericolosa, proprio come una pallottola di una pistola. È come armare la mano di un folle che prima o poi premerà un grilletto. Troppo comodo poi nascondersi dietro il paravento del politically (s)correct.

Non sto dicendo che dobbiamo limitarci a mettere “fiori nei cannoni”, troppo nostalgico di un periodo che ormai sta solo nelle polaroid delle grandi adunate musicali passate. Vorrei solo rilevare che il messaggio che il video trasmette è sicuramente di rabbia, ma che nei modi è paraculo. Quindi falso.

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W la libera espressione, ovvio. Ma una volta fatta, w la libera coscienza di poter reagire di conseguenza, facendo le personali considerazioni.

L’Arte è trasformazione, persino quando si tratta di fotografia. Figuriamoci con la Musica. Cercare il facile successo sfruttando il malcontento e il rumore del momento è solo un escamotage ruffiano vestito da impegno civile. Perché le pallottole più pericolose sono quelle silenziose. Quelle che non spariamo direttamente noi. Peggio delle Bombe intelligenti che distruggono ospedali.

Lo sberleffo, anche crudele, si è sempre rivelato un’arma di gran lunga più onesta ed efficace. Mi viene in mente il video “Shoot the Dog” del compianto George Michael (anche se nel titolo, pure in quel caso, compariva la parola Shoot, ossia Sparare, ma in quel caso aveva altro significato metaforico) dove ridicolizzava Tony Blair (ex Primo ministro Inglese) e George W.Bush, per l’assurda guerra in Iraq, facendo passare Blair per il cagnolino fedele del guerrafondaio Bush che fa di tutto quando il “padrone” comanda. L’ironia di quel video, tagliente più di una pallottola, era amplificata anche dal fatto che era un Video animato (ossia con cartoni animati), disegnati dagli stessi disegnatori della serie dei Simpson.

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George Michael – Shoot the Dog VIDEO

E tornando ai nostri, Snoop e Donald, di elementi per essere deriso per fortuna Trump ne offre a carrettate, tanto che persino il suo staff trema ogni volta che il dito di POTUS (President of the United States) digita un tweet sul suo account personale (a proposito, almeno Obama usava quello istituzionale, appunto @potus)

E non sto parlando di risate goliardiche da osteria, sia chiaro. Sto parlando di Coscienza. E di credibilità. A meno che, anche questa non sia solo un trucco da videoclip.

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