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Caro direttore del Club Tenco, si alzi e vada a cercare giovani cantautori, perchè ce ne sono

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Sergio Secondiano Sacchi Crediti Foto Fabrizio Fenucci
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di Roberto Manfredi

Si fa un gran parlare della dichiarazione del nuovo direttore del Club Tenco Sergio Secondiano Sacchi (succeduto al dimissionario Enrico de Angelis, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo) che si è lasciato scappare una frase un po’ infelice: I giovani di oggi non sanno trasmettere emozioni”. Probabilmente la frase è stata estrapolata da un discorso ben più ampio, ma dato che le parole tra i cantautori hanno una certa importanza, la frase rimane senza dubbio un errore, forse pari a quella dell’ex ministro Fornero che aveva definito i giovani un po’ “svogliati”.

Ora è in dubbio che il paragone tra i cantautori della vecchia generazione e quella dei nuovi non regge per ovvi motivi. Chi potrebbe essere oggi il nuovo De Andrè o Guccini? Probabilmente nessuno. Sergio Secondiano Sacchi ha citato Vinicio Capossela, che però ormai ha superato i cinquanta, per cui tanto giovane non è. Rimane il fatto però che fare del gap generazionale non promuove certo lo sviluppo della canzone d’autore.

Vinicio Caposella

Qualcosa di simile aveva detto anni fa anche Pippo Baudo a proposito degli autori televisivi, sostenendo che non c’erano più autori di talento. Balle! Il Pippone nazionale si era dimenticato di affermare che non ci sono più dirigenti televisivi di talento, né capistruttura che hanno avuto il coraggio di sperimentare e innovare. Gli autori e i cantautori talentuosi ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre, ma tocca all’industria dar loro spazio e autonomia, altrimenti le idee così come i sogni, restano nel cassetto chiuso a chiave a doppia mandata.

Non so se il nuovo direttore del Club Tenco viaggi per l’Italia in cerca di nuovi cantautori. Probabilmente non lo fa, perché altrimenti si accorgerebbe che esistono, eccome. Certo, se uno sta a casa sua ad aspettare i dischi che le Major non stampano più, allora lo scoramento arriva per forza.

Così ci siamo presi la briga di indicargli qualche nuovo cantautore, da osservare e ascoltare con attenzione:

Alberto Gesù

Alberto Gesù, appartenente alla scuola della canzone ironica e divertente. Non a caso il suo disco si intitola “Ma che miracolo e miracolo”, che abbinato al suo cognome fa un bel calambour.

Federico Cimini, calabrese, tre album all’attivo, l’ultimo è “Pereira”.

Bonetti, più che canto, disincanto puro. Osserva il mondo come se non ne facesse parte.

David Ragghianti, toscano, viso, voce e personalità davvero interessanti. Il suo album d’esordio è “Portland” ed è da ascoltare con attenzione, traccia dopo traccia.

Calcutta, alias Edoardo Calcutta, laziale, fondatore di numerose band volanti  e provvisorie. Unisce il mondo della canzone d’autore alla Battisti con pure sonorità e ritmi indie.

club tenco
Calcutta

Frisino, pugliese, l’ultimo dei “romantici” per eccellenza ma senza sbavature sdolcinate. In lui c’è qualcosa che va da Rino Gaetano a Luigi Tenco.

Letlo Vin, punta alto… vola nelle atmosfere di Cohen e Cash, e scusate se è poco.

E ancora c’è quel matto di Felix Lalù, coltivatore di mele nella val di Non. Andate a scoprirlo su youtube. Fa tutto da solo: musica, testi, arrangiamenti, suoni e videoclip. E’ un incrocio tra Beck e Caparezza

E proseguendo la play list d’autore possiamo segnalare volentieri anche Matteo Castellano, Simone Cicconi (una scoperta di Musicultura), Filippo Andreani, cantautore punk per alcuni, Andrea Nardinocchi, cantautore amato dai nerd e infine The Leading Guy, il cui unico “difetto”, si fa per dire, è cantare in inglese.

Andrea Nardocchi

Ci promettiamo, nella prossima lista, di inserire solo cantautrici, così almeno Sergio Sacchi avrà un cast completo ed emozionalmente ricco e variegato.

La raccomandazione è che non si metta a fare confronti e paragoni, perché dopo trent’anni e più, tutto è cambiato inesorabilmente: gusti, mode, stili, tempi, socialità, modi di vivere e comunicare, linguaggi e persino… i popoli. Figuriamoci se non cambiano i cantautori.

Le emozioni invece restano per fortuna, basta andarle a cercare. Largo ai giovani cantautori quindi e bando alle nostalgie. La canzone d’autore va avanti comunque.

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Roberto Manfredi
Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc… Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7. Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA - Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice. Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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