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LE PAROLE CHE VORREI AVER SCRITTO

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la parole
Crediti FotoMontaggio Immagini: FareMusic - FMD Copyright ©
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di Laura Valente

Con immenso piacere e un velo di trepidazione, eccomi al debutto sulle pagine di #FareMusic.

Alberto Salerno è un caro amico; lui e Mara hanno avuto un ruolo molto importante nella mia vita, perché sono stati rispettivamente il mio primo produttore e la mia prima discografica. Ma soprattutto sono stati una sorta di “gancio” che il destino ha scelto per il mio incontro con Pino.

Tutto è avvenuto in un pomeriggio autunnale del 1983, al Mulino, mitico studio d’incisione nei pressi di via Palmanova qui a Milano, di proprietà di Pizzamiglio, papà del mai dimenticato Alessandro Bono.

Quel giorno, che ha cambiato il corso della mia vita, c’era anche Alberto. Pino stava registrando “Oro” e la storia era ancora tutta da scrivere e mai avrei potuto immaginare che sarebbe stata così incredibilmente bella e piena d’amore.

E allora consentitemi di cominciare questa collaborazione con Alberto, proprio con le parole di Pino, e precisamente quelle di una sua intensa ed evocativa poesia, una delle 152 che ci ha lasciato, insieme ad un patrimonio musicale di straordinario valore artistico. Ma chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, sono sicura che porterà per sempre anche nel cuore il ricordo del suo sguardo, quello di un uomo buono oltre i limiti, sincero, intelligente ed appassionato.

le parole

Questa è la poesia che oggi vorrei leggere insieme a voi, queste sono le prime parole che vorrei aver scritto…

SE LA MUSICA NON CI FOSSE

Guai!
Guai se non ci fosse la musica!
Se la musica non ci fosse
non potrei amarti.
Se non ci fosse la musica
potrei mai alimentare i tuoi giorni?
e sottoporre i giorni miei al tuo tempo?
e vivere la vita che tu vivi
inventando un tempo per te?
Come farei a dire che il “buon giorno”
non nasce dove nasce il sole
ma col tuo risveglio?
Che non esistono
sensazioni sbagliate
ma solo i sensi in corsa,
in corsa fino a domani,
quando mi dirai: “Guai se non ci fosse la musica!
Se la musica non ci fosse
non potresti raccontarmi di te
e degli azzurri tuoi dimensionati”

Dopo poco più di due anni dalla sua scomparsa, ho capito che la mia logica pragmatica ha fallito e con lei ogni tentativo di metabolizzare ed accettare la sua perdita. Quindi, per riuscire a vivere, non posso far altro che rassegnarmi all’idea irrazionale che lui sia sempre accanto a me, ora anche più di prima.
Vi abbraccio, con tutto l’amore che conta davvero!
Alla prossima.

le parole
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