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VIRGINIO E I SUOI ACUSTIC LIVE RAFFINATI E EMOZIONANTI

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Crediti FotoMontaggio Immagini: FareMusic - FMD Copyright ©
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È Iniziato da Firenze l’Acoustic Live che Virginio sta portando avanti nelle principali città italiane.

È innegabile che Virginio quando canta dal vivo susciti emozioni ben visibili nei volti di chi “incantato” si ferma ad ascoltarlo.

Conosciamo bene le doti vocali di questo Artista e nelle prime tappe del suo tour acustico le abbiamo potute apprezzare pienamente. Infatti, iniziando dalla splendida location del Borghese Palace Art Hotel –  conosciuto per l’eleganza, la raffinatezza e le esclusive mostre d’arte che accoglie – nel cuore di Firenze, tra la Galleria degli Uffizi, il Duomo e Piazza della Signoria, Virginio ha dato il via al suo nuovo tour acustico. È seguita poi la tappa nella meravigliosa cornice del golfo di Napoli presso Nalbero e il 26 febbraio il live ha preso vita nella città che è ormAi la casa di Virginio: Milano presso il Memo Music Club.

Accompagnato dalla chitarra di Vincenzo Angrisani e dal violoncello di Bruna Di Virgilio siamo rimasti affascinati dalle capacità tecniche di questo giovane cantautore. Ma ascoltando l’intero live possiamo dire che non solo le capacità tecniche rendono particolare la voce di Virginio, ma anche un’emozione particolare, oseremmo dire unica, palpabile durante lo show e in particolare nei momenti più toccanti, che hanno reso il live qualcosa di molto speciale.

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Il concerto è inizia sulle note di “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli con un’interpretazione che mette in risalto le molte sfumature della raffinata voce dell’Artista. Virginio ha fatto “sua” questa canzone e ciò non è senza dubbio impresa facile.

Seguono poi i numerosi brani del suo repertorio da “Alice” (Elis) a “Sale”, da “La dipendenza” a “Ad occhi chiusi”. Intensa l’interpretazione di “Novembre” – brano contenuto nel suo primo album, in cui Virginio resta da solo al piano – e di “Halleluja” di L. Cohen (con un assolo di chitarra davvero inaspettato e particolare) che Virginio, come ha spiegato al suo pubblico, sente come un brano che oramai gli appartiene e che pertanto non può mancare nel suo repertorio.

Naturalmente non poteva non esserci “Davvero”, canzone con la quale nel 2006 ha esordito al Festival di Sanremo. Insomma un repertorio che ha spaziato tra brani tratti dal passato e dal presente fino ad “Hercules”, ultimo pubblicato e nato dalla penna di Virginio, che rappresenta però solo un “assaggio” del nuovo progetto sul quale l’artista sta lavorando.

Nella tappa milanese nella scaletta sono state introdotte due piacevoli sorprese. Abbiamo infatti potuto apprezzare prima l’intensa interpretazione di “Knockin on heaven’s doo” di Bob Dylan che Virginio ha eseguito al piano accompagnato dalle armoniche del giovane cantautore Jacopo Sarno e poi, sul finire del live, il magnifico duetto, sulle note di “Careless Whisper” con Paola Iezzi. Un momento davvero magico visto che le voci dei due artisti si sposano davvero bene insieme creando un’armonia particolare visibile anche dalla particolare intesa che c’è tra i due artisti. Un tributo a Geroge Michael davvero apprezzato da tutti i presenti in sala.

Sicuramente in questa dimensione acustica Virginio sa esprimere al meglio la sua vocalità, la sua disinvoltura sul palco, la sua capacità nel trasmettere emozioni portando, come si aprisse una finestra su un mondo finora sconosciuto, il pubblico in un’atmosfera del tutto particolare.

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E dobbiamo dire che la scelta di usare poca tecnologia è stata vincente, perché è proprio la voce dell’artista la vera protagonista di tutta la serata. Una voce cresciuta enormemente e dalle sfumature ambrate e calde, ma anche sorprendentemente potente.

Poca tecnologia, dunque, che riporta all’essenziale, alla sua voce. Alla voce che si spande nell’aria e riempie qualsiasi vuoto così che quel niente diventi tutto. E allora durante il concerto non puoi fare a meno di pensare che la musica non è solo quella delle classifiche, dei primi posti; ma la musica è un’esperienza emozionale che ti porta lontano anche senza viaggiare, che ti fa arrivare nella profondità di te stesso, che ti fa entrare in comunicazione con l’altro, che ti fa sentire meno solo. Ed è proprio questo quello che ho vissuto durante questo concerto.

E ti è chiaro che Virginio è un Artista vero e hai la certezza della strada meravigliosa che ha davanti, piena di successi seminati col tempo e con cura, che sanno crescere come piante dalle radici profonde, non più sradicabili.

E così, in tutte le tappe, in un’atmosfera speciale, tra una canzone ed un aneddoto (Virginio è divertente e scherza costantemente col pubblico) arriviamo alla fine del concerto sulle note di un brano a sorpresa, magari di uno o due bis. Virginio, saluta il suo pubblico raccogliendo gli ultimi fortissimi applausi e, guardando i numerosi fans che costantemente giungono da tutta Italia, si scorge la gioia per questo intenso momento in musica e la voglia di rivivere al più presto nuove emozioni.

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