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Crozza, i suoi “Fratelli” e la solita minestra – RECENSIONE

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di Antonino Muscaglione

Dopo il debutto a reti (Discovery) unificate della settimana scorsa, venerdì 10 Marzo è andata in onda la seconda puntata di “Fratelli di Crozza” sul NOVE. La squadra è la stessa, come Crozza ama ripetere più volte, ci sono con lui: Andrea Zalone e la Silvano Belfiore band. Nel trasloco di rete, da La 7 al NOVE, cambia ben poco: stessa scenografia (di Marco Calzavara), stessa regia (di Massimo Fusi), stesso format, stesso produttore (ITC Movie). Peccato non ci sia la stessa satira, le stesse coreografie che animavano lo show, anche gli stessi personaggi, ai quali, in qualche modo, il pubblico si era affezionato.

Mentana, rimasto sulla rete di Cairo assieme all’originale, è stato malamente sostituito da un Mannoioni (che annoia più di quanto non faccia lo stesso Mannoni di Linea Notte) e da un (Maligno) Belpietro, in una piatta, e già vista parodia, della sua striscia quotidiana “Dalla nostra parte”. Devo ammettere che non sto dalla parte di Crozza che pare abbia perso per strada, nel trasloco, il suo smalto.

Si ripete nel giustificarsi che l’auto da duecento mila euro, con la quale era stato fotografato lo scorso autunno non era sua, ma gliel’aveva prestata un concessionario (la prima battuta comica pare proprio questa: “che i concessionari prestino auto”, ma qui parla sul serio).

Tra gli altri personaggi imitati si fa spazio Michele Emiliano, e qui Crozza coglie l’occasione per dirne quattro all’ex presidente del consiglio, Matteo Renzi.

Un’altra new entry è Giovanna Botteri, corrispondente dei tg Rai da New York, ma l’imitazione appare eccessiva, e la voce a tratti simile a quella del già “personaggio” Montezemolo. Dopo un’ora e mezza di show Crozza saluta e lancia (unico guizzo, mi piace l’idea del titolo) “le prove del Nove” (parafrasando l’operazione matematica), dove, come faceva su La7 (tanto per non cambiare), terminato lo show, mostra al pubblico le prove e come l’ha fatto.

Crozza ha perso l’occasione per rinnovare il programma, dispiace vedere che non sia cambiato niente, solo nome e logo del canale. Dopo l’atteso debutto con 1.471.000 telespettatori della prima puntata, la seconda è stata seguita da 1.073.000 (4%, in termini percentuali), notevole (fisiologico direbbero i più) calo d’ascolti direttamente proporzionale al poco entusiasmo che Crozza pare metta in questa nuova avventura, che comunque quadruplica la media degli ascolti della rete che lo ospita.

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