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Elisabetta Guido, il fascino eclettico di una voce del Salento

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elisabetta guido
Crediti Foto Fabio Felici
Voto Autore

di Stefano De Maco

Elisabetta Guido è una artista del Salento con un curriculum che spazia dal Jazz, al Gospel alla didattica, alla TV e alla contaminazione. Un talento particolare che si esprime recuperando atmosfere della sua terra proiettata in un panorama musicale variegato ed eclettico. Una vocalità con influenze afroamericane, orientali ma anche con solide radici classiche italiane e popolari nostrane.
Ne ha dato prova in occasione di un breve concerto tenuto a Milano presso la Camera del Lavoro lo scorso 10 marzo, all’interno di una serata denominata SalentArte, dedicata ai colori e ai sapori non solo gastronomici di una terra generosa anche in termini artistici. Molti talenti del nostro panorama non solo musicale hanno le proprie radici nella regione più geograficamente caratteristica del nostro paese, dal cinema alla musica. Lecce, centro nevralgico di questi percorsi artistici, è una città ricca di storia e cultura. Una Cultura, quella del Salento, che recupera tradizioni quasi millenarie, contaminandosi con linguaggi mediterranei che vanno dai Balcani alle sponde Africane e Mediorientali.

elisabetta guido

Presentando il suo ultimo lavoro discografico “The Good Storytellerper l’etichetta barese Dodicilune, Elisabetta, egregiamente accompagnata da Danilo Tirso al pianoforte e Roberto Ottaviano al sax, ha dato voce alla sua musicalità eclettica che non teme di affrontare percorsi solo apparentemente lontani tra loro, da Debussy a Monk alla Pizzica, genere musicale tipico della regione. Una vocalità molto sicura e solida, con colori che spaziano dal Bel Canto allo Scat jazzistico, con testi in italiano, francese e inglese che parlano di quotidianità, ma con un tratto più impressionistico che fotografico. Ironie e drammi, si mescolano in un linguaggio variopinto, con melodie che sembrano tratti di colore la cui intensità varia secondo gli stati d’animo, più che secondo le parole in sé, di cui alle volte purtroppo si perde la definizione nelle evoluzioni vocali.

Ma come nella tradizione Liederistica o Jazzistica, a differenza della Canzone d’Autore, la forza evocativa risiede più nel colore del suono che nella parola stessa, così come accade nelle improvvisazioni che arricchiscono la performance. L’onomatopea al posto del significato a volte rende più libera la voce di esprimersi. Come nel caso del brano “Sea Waves” o dello scherzoso “Funk You”.
L’eclettismo e la stratificazione stilistica si fondono armonicamente, come i sapori intensi di una terra semplice ma al tempo stessa ricca. Note larghe e salti arditi, che non sempre seguono un percorso armonico tonale, pur senza sconfinare nella sperimentazione atonale, quanto piuttosto nella creatività dell’improvvisazione che vede in dialoghi quasi contrappuntistici con magnifico sax di Roberto, un momento di lirismo puro e magico. Musica sicuramente di non facile ascolto, ma non per questo meno meritevole di attenzione. Anzi.

elisabetta guido

All’interno della serata è stato presentato in anteprima anche il cortometraggio “Santo Rizzello: 100 anni di storia” per la regia di Agnese Correra, ritratto di un centenario di Porto Cesareo, che attraverso l’evocazione della sua personale storia, ripercorre un secolo di vita del luogo, con i cambiamenti inevitabili, specchio di un paese che prosegue il suo cammino nella quotidianità storica che si muove in silenzio.

Il video clip del brano tratto dal CD “Funkattivo” , curato ancora da Agnese Correra, offre uno spunto visuale al lavoro di Elisabetta e della sua musica. Ambientato nei luoghi suggestivi di cui il Salento è ricco, le figure umane rappresentano aspetti di una storia, di presa di coscienza nel tratto dei sentimenti feriti.

Un omaggio allo stile personale di Joni Mitchell e Charlie Mingus, chiude la serata, con un brano che racchiude degnamente il senso musicale della serata, “The Dry Cleaner from Des Moines “ che la cantante canadese (non a caso anche pittrice) scrisse con il grande musicista, mescolando due mondi, il folk e il jazz. Esattamente come Elisabetta, che riesce a fondere musica etnica, tradizione vocale europea e orizzonti afroamericane e mediterranei.

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Elisabetta Guido – Funkattivo (official video)

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