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Una Madonna Rivoluzionaria schiera l’Arte contro la gretta ineguaglianza – Esce il cortometraggio “Her Story”

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Crediti FotoMontaggio Immagini: FareMusic - FMD Copyright ©
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di Mela Giannini

E’ uscito a sorpresa, in questi giorni – esattamente il giorno dell’#internationalwomensday – un cortometraggio particolare di Madonna.
Come spesso la Ciccone ha fatto nella sua carriera, usa l’arte, in ogni sua forma, per armare il suo arco come fosse la più efficace freccia per combattere le ingiustizie e le diseguaglianze.

Il filmato di cui si parla si intitola Madonna – Her Story, dura 12 minuti ed è diviso in otto capitoli. Le immagini sono stilisticamente curate e raffinate, anche un po’ rétro e patinate, ma sicuramente ben elaborate, prodotte e realizzate, senza lasciare nulla al caso.

Lo spunto della pubblicazione di questa produzione era quello di festeggiare le donne nel giorno dell’anno a loro dedicato, rendere omaggio a “tutte le donne che lottano per la libertà”; ma il messaggio dell’artista, negli intenti, va oltre e si estende non solo alle donne, ma a tutte le persone, che in un modo o nell’altro, subiscono ingiuste disuguaglianze, o peggio ancora, sono emarginate dalla società in cui vivono.

Il parallelismo tra le lotte per i diritti delle donne e quelle per i diritti di tutti i discriminati viene palesato alla fine della pellicola, quando compare la scritta “Women’s rights are human rights”.

E se il corto si chiude in modo diretto e inequivocabile, l’inizio dello stesso è anche più forte e di impatto, accompagnato da un proclama che non lascia spazio ad equivoci:
Welcome to the revolution of love, to our refusal as woman to accept this new age of tyranny”.

Ebbene, la rivoluzione comincia qui per la regina delle regine, per la paladina di numerose lotte per i diritti… e per concretizzare la sua “rivoluzionaria battaglia artistica” Madge ha chiamato a corte la crew tedesca di Vogue e due dei più blasonati fotografi in circolazione, Luigi & Iango.

Ovviamente questa iniziativa, a livello sociale e politico, non è casuale, ma nasce come risposta a quello che il nuovo establishment presidenziale e governativo americano si appresta a legiferare, leggi che riportano di decenni indietro diritti faticosamente raggiunti negli anni dalle donne, e non solo.

Non a caso l’artista è tra i firmatari del “Gender Equality for International Women’s Day” e, inoltre, insieme ad altri colleghi, tra cui i Coldplay, John Legend e Beyoncé, ha aderito ad una iniziativa tanto singolare quanto significativa, ossia quella di redigere una “lettera aperta” firmata “Global Citizen” (“Cittadini globali”), documento plebiscitario che condanna tutte le iniziative discriminatorie e populiste della nuova amministrazione Trump:
Noi combattiamo per il nostro futuro, poiché nessuno di noi può progredire se la metà di noi viene lasciata dietro”.

Buona visione.

 

 

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