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Francesco Gabbani: vi racconto il mio “dopo” Festival, in attesa del nuovo album – INTERVISTA

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francesco
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di Mariafrancesca Mary Troisi

A Sanremo è riuscito nell’impresa di battere, in una finale di altissimo livello, la super favorita Fiorella Mannoia.

Lui, Francesco Gabbani, è il vincitore del Festival di Sanremo 2017.

In quel dell’Ariston ha letteralmente spopolato con la sua “Occidentali’s Karma” e il trascinante balletto che l’accompagna, riuscendo a far ballare persino la sala stampa.

 

francesco
VIDEO – Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma

Risultato non casuale, perché lui di certo non è un “novellino”: ha infatti alle spalle sedici anni di carriera, sviscerati in 2 album pubblicati con i Trikobalto, e un progetto da solista, prima dell’approdo e relativa vittoria a Sanremo “giovani” dello scorso anno, con “Amen”, riuscendo a centrare un risultato mai eguagliato prima da altri artisti (vincere il Festival per due anni consecutivi, nelle due diverse categorie).

Il suo è chiaramente il ritratto esaustivo di chi, dopo una lunga gavetta, riesce a consolidare con intelligenza la propria carriera.

Impegnato attualmente nella lavorazione del nuovo album, Gabbani si gode il successo del suo brano, trionfale su tutti i fronti (radiofonici e di vendita).

Noi di faremusic.it siamo riusciti però ad espugnare il “bunker” in cui si è rinchiuso (per lavorare all’album), realizzando con lui una simpatica chiacchierata.

francesco


Ciao Francesco, grazie per averci concesso questa intervista, so che sei impegnatissimo con la lavorazione del nuovo album, quindi ti ringrazio doppiamente.

Il tuo esordio a Sanremo (nella sezione Nuove proposte) è di appena un anno fa, dove hai conquistato la vittoria con il brano “Amen”; quest’anno sei tornato sul palco dell’Ariston tra i “Big”, con “Occidentali’s Karma”, stravincendo il Festival (complimenti!).

Il tuo pezzo ha conquistato all’unanimità sia pubblico che critica, stravolgendo i pronostici della vigilia, che vedevano Fiorella Mannoia grande favorita.
Sei anche il primo artista che riesce nell’ ardua impresa di vincere consecutivamente nella sezione “giovani” e “big”.
Cosa immagini succeda dopo questa meritata vittoria?

Ad oggi, considerati tutti i risultati che abbiamo ottenuto in così breve tempo, devo dire che la mia condizione è quella della non realizzazione precisa di quello che sta succedendo, perché è arrivato tutto come una gran sorpresa.

Ero consapevole delle potenzialità del brano, ma non mi sarei mai immaginato tutta questa risposta.

Adesso sono in studio e sono concentrato sulla chiusura del nuovo disco, per cui mi aspetto di riuscire a fare un gran lavoro e di preparare il live che partirà a giugno.

Sul palco dell’Ariston il balletto con la scimmia ha accompagnato la tua performance canora, riscuotendo grande successo (anche in sala stampa abbiamo ballato con te!); successo mescolato alle onnipresenti critiche, che come saprai non si sono limitate all’aspetto scenografico della tua esibizione, ma anche alla “comprensione” del testo. Come risponderesti alle critiche che pungono sul testo, definito un mix di citazioni, messe lì solo per “impressionare”?

Risponderei dicendo che tutte le citazioni presenti, in un certo senso, potremmo definirle quasi delle esche, o meglio, degli spunti di riflessione.

“Occidentali’s Karma” è chiaramente vincente su tutti i fronti: il videoclip ufficiale, diretto da Gabriele Lucchetti di BluzzMedia, nella giornata di domenica (successiva alla vittoria) ha confermato il primato per il video di un artista italiano con maggiori views in un solo giorno (su Vevo). Il brano inoltre è tra i più trasmessi in radio, e su iTunes è tra i più acquistati. Come ti spieghi quest’ondata di successo incontenibile? 

Come ho già detto… è un successo inaspettato. Sto cercando anch’io di analizzare la situazione, e penso che tutta questa reazione non sia da attribuire, realisticamente, solo al valore della canzone, ma dipenda da una somma di fattori, uno dei quali penso sia il desiderio di una profonda leggerezza.  

Come anticipavo prima, hai vinto il Festival, capovolgendo tutti i pronostici; una delle foto più belle di Sanremo è proprio quella che ti ritrae, subito dopo l’annuncio della vittoria, inginocchiato davanti a Fiorella Mannoia (grande favorita alla vittoria), quasi a chiederle “scusa” (Gesto di grande rispetto e umiltà).

Dopo anni in cui alla vittoria sanremese si sono avvicendati giovani artisti “da talent” o grandi artisti “evergreen” (Vecchioni, gli Stadio), quest’anno sei arrivato tu, giovane artista “non” da talent, a consegnare una vera e propria ondata di capovolgimento.
Credi ci sia aria di cambiamento a Sanremo? E nella musica italiana in generale? 

Guarda… diversi giornalisti mi hanno chiesto se questo è stato il Festival “della rottamazione”. Io non credo sia così. Credo invece che i gusti cambiano, per cui più che di “rottamazione” credo sia giusto parlare di “evoluzione”.

La musica evolve, inutile credere che possa star “ferma”.

“Occidentali’s Karma” (è stata scritta da Gabbani insieme a Fabio Ilacqua, suo fratello Filippo Gabbani e il produttore Luca Chiaravalli) così come “Amen” è frutto del sodalizio con il paroliere Fabio Ilacqua: come sintetizzeresti la vostra proficua collaborazione?

Filippo Gabbani è (come dici) mio fratello, e suona con me dal vivo. Fabio Ilaqua è come un fratello acquisito: è una persona molto colta, e tra noi si è creata una sinergia. Lui rappresenta la parte più filosofica, io quella più pop.

Luca Chiaravalli si è occupato della produzione artistica di Occidentali’s Karma, e lavoreremo insieme a tutto il disco.

A novembre è uscito “Le migliori”, il disco di Mina&Celentano, che contiene “Il bambino col fucile”, unico brano del disco cantato solo da Celentano, in cui non solo sei autore di musica e testo, ma anche musicista (suoni una delle chitarre) e arrangiatore (con Celso Valli); che effetto fa ritrovarsi nell’album di due colossi della musica nostrana? 

E’ un grande onore. Spero di riuscire a stringere loro la mano un giorno.

Come vincitore del Festival di Sanremo rappresenterai l’Italia all’Eurovision Song Contest (in programma a Kiev dal 9 al 13 maggio); il tuo pezzo è stato accolto benissimo dal pubblico europeo: la canzone è entrata in classifica in ben 15 Paesi!

La tua vittoria all’Eurovision è già caldeggiata da molti: cosa ti aspetti da questa esperienza e come la affronterai? 

L’Eurovision Song Contest cercherò di affrontarlo con serenità, ho intenzione di dare il meglio per questa grande occasione. Non mi spaventa, ma devo ancora capire bene i meccanismi e le dinamiche della manifestazione.

Come accennato all’inizio, sei chiuso in studio per lavorare al nuovo album.
Quando uscirà e come sarà il nuovo disco?

Il nuovo disco uscirà tra fine aprile e inizio maggio e sarà coerente con la dimensione di Occidentali’s Karma, sempre in tema di profonda leggerezza.

A chi dedicheresti la vittoria sanremese e questo momento “fortunato” che stai vivendo?

Io sono davvero grato a tante persone, che negli anni mi hanno sostenuto, anche prima che le cose andassero bene. Ho una cerchia di collaboratori e di amici, che sono quelli che mi accompagnano da tempo.

Francesco, io ti ringrazio per l’intervista, in bocca al lupo per tutto.
E comunque vada… panta rei, and singing in the rain! (ormai è la mia citazione preferita).

Grazie a voi!
Ciao amici di FAREMUSIC.IT, un grande abbraccio da Francesco Gabbani!
Scusate la fretta, ma… se l’intervista è finita, con permesso, io torno a suonare un po’!!
Un bacione.

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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