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Gli Oscar 2017: Colpi di scena con le buste e maratona anti Trump – Miglior film “Moonlight”

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Crediti FotoMontaggio Immagini: FareMusic - FMD Copyright ©
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di Marco Volpato

Il caffè è sul fuoco. Il pigiamone l’ho messo e di pop-corn ne ho in abbondanza! Sono pronto per la maratona dell’89/ma edizione degli Academy Awards (di cui abbiamo parlato nel precedente articolo). Che atmosfera incredibile! Quanta magia! Finalmente un vero Red Carpet. E’ una vera esplosione di colori, di luci. Acconciature pazzesche, gioielli irraggiungibili ed abiti cuciti e pensati proprio per questo evento. Un’ottima vetrina per le più importanti couture e una grande opportunità per i giovani stilisti. Premettendo che non sono un esperto di moda, gli abiti  indossati che più mi sono piaciuti sono quelli di Isabelle Huppert, in Armani Privé; Emma Stone in un abito Givenchy Haute Couture.

Nicole Kidman con un abito succinto e trasparente che commenta dicendo “E’ molto comodo“!

Ma ora cala il silenzio e si apre il sipario. Signori, ecco a voi gli Academy Awards.

Justin Timberlake rompe il ghiaccio cantando Can’t stop the feeling facendo ballare tutti quanti, cosa che, sinceramente, non ricordo esser mai accaduta.

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Il presentatore Jimmy Kimmel inaugura la serata, o meglio la nottata, con un discorso molto abile che ha visto nell’ironia la migliore arma contro i muri dell’ignoranza e dell’intolleranza costruiti dal neo presidente Trump. Standing Ovation per la “Super sovra-valutata” (parodia da citazioni di Trump n.d.r.) attrice Meryl Streep, alla sua ventesima nomination, alla quale viene dedicato un bellissimo discorso: “E anche qui presente c’è un’attrice che per cinquant’anni è riuscita ad imbrogliare tutti e che quest’anno, pur non avendo recitato, l’abbiamo inserita ugualmente perché ormai siamo abituati” (anche qui una ovvia parodia rivolta a Trump n.d.r.)!

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FuocoAmmare, il documentario italiano candidato agli Oscar non vince l’ambita statuetta pur avendo riscosso ottime critiche (leggi nostro articolo), ma l’Italia è rappresentata dalle statuette vinte per il miglior trucco in Suicide Squad, da Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson; Bertolazzi sul palco, dopo i ringraziamenti, ha detto: “Io sono italiano, questo Oscar è per tutti gli immigrati“.

Un esilarante momento è stato quello in cui una ventina di turisti si son ritrovati, a loro insaputa, all’interno del Dolby Theatre. E’ stato un divertente siparietto durante il quale Jimmy Kimmel non si è risparmiato, presentando, tra le altre, la Streep come “overrated”, sopravvalutata!

Momento toccante e forte è stato il premio per il miglior film straniero. Si è iniziato con la meritata standing ovation per Shirley McLaine, accompagnata da Charlize Theron: le due hanno annunciato che la statuetta andava al film IRANIANO Il Cliente di Asghar Farhadi, e qui il colpo assestato dall’Academy a Trump è stato sonoro e palesissimo, in diretta mondiale con più di un miliardo di telespettatori collegati.

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Il regista iraniano, come annunciato, per protesta contro l’amministrazione Trump e contro il “muslim ban” non era presente alla cerimonia; però un suo messaggio, incredibilmente duro e senza remore, è stato letto sul palco: “La mia assenza è un atto di rispetto verso i miei concittadini e quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per una legge disumana che colpisce soprattutto le vittime che hanno già subito di tutto da situazioni di guerre e sopprusi. Dividere il mondo in due categorie, noi e i nostri nemici, porta alla paura e non crea quell’empatia di cui il mondo, ora, ha davvero tanto bisogno“. E la platea ha condiviso il messaggio con un lungo e caloroso applauso.

Qualche dubbio per l’oscar al miglior montaggio che, come dice il critico Gianni Canova, doveva andare a La La Land, non fosse altro per l’inizio, un fantastico piano sequenza, finezza di montaggi che danno grandi respiri.

Dopo varie categorie e infiniti discorsi di stampo politico contro Trump, salvo quello sentito e sincero di Viola Davis (miglior attrice non protagonista), è arrivata l’emozionante esibizione di Sting in “The empty chair”. Sting è un vero numero uno.

Photo by Kevin Winter/Getty Images

Il presentatore Jimmy Kimmel, attonito per la mancanza di tweet da parte del presidente Trump, decide di mandargli un messaggio chiedendogli se fosse sveglio e lanciando immancabilmente l’hastagh #Merylsayshi, ovvero Meryl (ti) saluta! E immediatamente dopo l’attrice sale sul palco per premiare la concorrenza: Oscar alla miglior fotografia a Linus Sangren per La La Land, che prosegue la sua corsa per battere ogni record di statuette vincendo anche l’Oscar per la miglior colonna sonora e la miglior canzone originale. Purtroppo alla fine il film non riuscirà nel record prefissato, perchè vincerà 6 statuette su 14 nomination.

Continuano le statuette, ora per le sceneggiature; ma – signori – ora iniziano gli Oscar che “pesano”, quelli che “contano”. L’Oscar al miglior regista va Damien Chazelle per La La Land, il più giovane regista nella storia a prendere l’Oscar. E l’ansia continua a salire ancora di più: l’Oscar al Miglior Attore Protagonista va a Casey Affleck per Manchester by the sea, che, emozionatissimo, afferma: “Una delle prime persone che mi hanno insegnato a recitare è stato Denzel Washington, anche se lo vedo qui per la prima volta”.

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Photo by Chris Pizzello/Invision/ANSA/AP

Di seguito entra Leonardo di Caprio per premiare la Miglior Attrice Protagonista. L’Oscar va a Emma Stone per La La Land: una vittoria meritata o scontata? Entrambi. Il discorso di ringraziamenti di Emma Stone era rivolto in particolar modo a Ryan Gosling per averla fatta ridere e per aver alzato l’ “asticella” (momento in cui viene inquadrata l’immensa Streep… solo un caso?!).

Come sempre cominciano a salire i brividi per quella che è considerata la categoria più importante.

Dopo un infelice errore in cui veniva annunciato come vincente il film La La Land, dopo tutti i ringraziamenti viene annunciato lo sbaglio. L’Oscar non è per La La Land ma per Moonlight, film che si aggiudica anche la statuetta per il Miglior attore non protagonista a Mahershala Ali. Un vero “colpo di elettricità” come lo ha definito il critico e giornalista Francesco Castelnuovo. E in effetti, secondo chi scrive, l’Oscar per il miglior film doveva essere assolutamente di La La Land, ma il clima politico anti Trump e una dovuta e condivisibile risposta ferma dell’Academy contro quello che sta succedendo in America, e contro la nuova amministrazione presidenziale, ha avuto la meglio, e c’era da aspettarselo. Comunque, il critico cinematografico Gianni Canova si è espresso negativamente in merito a questa vittoria, affermando che La La Land rimarrà nella storia del cinema, al contrario di Moonlight; e noi, che siamo pienamente d’accordo sul piano cinematografico, anche se capiamo e sosteniamo la scelta dell’Academy per il premio a Moonlight, riproponiamo la nostra recensione del film di Damien Chazelle QUI.

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Ma cosa è successo davvero? Cominciamo con il dire che la PriceWaterhouseCooper (società responsabile del conteggio dei voti agli Oscar) ha annunciato di aver aperto un’inchiesta su l’errore dell’annuncio del miglior film: “Ci scusiamo sinceramente con Moonlight e La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway e tutti i telespettatori per quanto accaduto durante l’annuncio del miglior film. I presentatori hanno ricevuto per errore la busta sbagliata, errore che è stato immediatamente corretto appena scoperto. Stiamo investigando su quanto è accaduto e siamo profondamente dispiaciuti che sia successo“.

In realtà, nella busta c’erano due biglietti, e il regista di Moonlight, Berry Jenkins, spiega cosa è successo: “Ho chiesto di vedere la busta non me l’hanno consegnata immediatamente. Quando ho avuto modo di leggere, ho visto che c’era chiaramente scritto Moonlight. Nella busta, in effetti, c’erano due biglietti e nell’altro biglietto c’era scritto ‘Emma Stone per La La Land‘”… per cui si trattava della copia del biglietto che annunciava la vittoria di Emma nella categoria migliore attrice protagonista e Beatty ha letto quel biglietto, uscito per primo dalla busta causando un colpo di scena nel teatro.

Photo by Matt Sayles/Invision/ANSA/AP

Questi Oscar sono stati pieni di emozioni, di sentimenti e di ringraziamenti particolari ai genitori che hanno supportato i figli nei loro sogni, ad amare le loro passioni e a coltivarle senza pensare ad un “piano B”, ma a crederci fino in fondo.

Sono state ore difficile per rimanere svegli, tuttavia immergersi in quella realtà così magica, così hollywoodiana, ripaga delle ore di sonno perdute.

In sunto, per finire, fuorché l’Oscar a Moonlight, che avremmo voluto vedere per La La Land e per quello alla miglior attrice protagonista che avremmo consegnato senza dubbio alla magistrale bravura di Meryl Streep in Florence Foster, possiamo definirci soddisfatti delle scelte dell’Academy.

Ed ora, come è stato già detto, andiamo al cinema! E ricordiamoci le parole di Viola Davis: “Il potere dell’arte è proprio quella di trascendere da tutte le categorie, da tutte le etichette e per questo non ha e non può avere un unico linguaggio”. L’arte non conosce confini.

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Tutte le categori, i premi e i premiati della serata:

Prima categoria: Oscar al miglior attore non protagonista va a  Mahershala Ali per Moonlight

Seconda categoria: Oscar al makeup a Alessandro Bertolazzi che ringrazia dicendo “Io sono italiano, questo Oscar è per tutti gli immigrati”, Giorgio Gregoriani e Christopher Allen Nelson per Suicede Squad.

Terza categoria: Oscar per i costumi va a Collen Atwell per Animali Fantastici e dove trovarli.

Quarta categoria: è quella nostra, quella di FuocoAmmare come miglior documentario, che però non ha ricevuto la statuetta; a prenderla invece è “O.J.: Made in America”.

Quinta categoria: Oscar per il montaggio sonoro a Sylvain Bellemare per Arrival.

Sesta categoria: Oscar al miglior sonoro va a Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per “La battaglia di Hacksaw Ridge”.

Settima Categoria: Oscar alla migliore attrice non protagonista va giustamente alla bravissima Viola Davis per Barriere.

Ottava categoria: Oscar al miglior film straniero va a  “Il cliente” di Asghar Farhadi.

Nona categoria: Oscar al miglior cortometraggio d’animazione va a Piper.

Decima categoria: Oscar al miglior film d’animazione va a Zootropolis.

Undicesima categoria: Oscar alla miglior scenografia va a La La Land.

Dodicesima categoria: Oscar ai migliori effetti speciali va a Robert Legato, Dan Lemmon, Adam Valdez e Andrew R. Jones per “Il libro della giungla”.

Tredicesima categoria: Oscar al miglior montaggio va a John Gilbert per “La battaglia di Hacksaw Ridge”.

Quattordicesima categoria: Oscar al miglior cortometraggio documentario va a Orlando von Einsiedel .

Quindicesima categoria: Oscar al miglior cortometraggio a Christopher Deak e Anna Udvardy per Sing.

Sedicesima categoria: Oscar alla miglior fotografia a Linus Sangren per La La Land.

Dicciasettesima categoria: Oscar alla miglior colonna sonora va a Justin Hurwitz per La La Land.

Diciottesima categoria: Oscar alla miglior canzone originale va Justin Hurwitz per “City of Stars” per La La Land.

Diciannovesima: Oscar alla miglior sceneggiatura originale va a “Manchester by the sea”, scritta da Kenneth Lonergan.

Ventesima categoria: Oscar alla miglior sceneggiatura non originale va a Barry Jenkins e Tarell Alvin Mccraney per Moonlight.

Ventunesima categoria: Oscar al miglior regista va a Damien Chazelle per La La Land.

Ventiduesima categoria: Oscar al miglior attore protagonista va a Casey Affleck per Manchester by the sea.

Ventitreesima categoria: Oscar alla miglior attrice protagonista va a Emma Stone per La La Land.

Ventiquattresima categoria: Oscar al miglior film a Moonlight.

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