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L’ECONOMIA DEL DONO E LA NASCITA DEL BAZAR DEL DONO

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di: Mariaserena Mariuccia

L’economia del Dono è una formula sconosciuta ai più e suona quasi come un ossimoro per molti.

Tuttavia questa nuova pratica “economica” (lì dove per economia si intende gestione intelligente delle risorse a disposizione) sta prendendo lentamente piede tra gli ambienti più underground, spesso protagonisti di importanti rivoluzioni sociali, culturali e artistiche.

Il nuovo sistema risulta essere molto semplice: donare ciò che non serve, ma in buone condizioni, mettendolo a disposizione di qualcun altro per, se serve, prendere qualcosa che allo stesso modo è stato condiviso.

Potrebbe a un primo sguardo sembrare una forma più easy di baratto, ma questo sistema rifiuta completamente la dinamica forzata del dare/avere per imporne una ancora più semplice: dare.

Chi infatti decide di donare un capo che non risulta più utile, deve scardinare dalla propria mente la logica del prendere necessariamente qualcosa in cambio. Così, allo stesso modo, chi prende non deve in quella occasione sentirsi in dovere di dare.

Un’economia fluida quindi che si pone l’unico scopo di soddisfare i bisogni dell’individuo, in un modo che successivamente verrà analizzato come materno.

Genevieve Vaughan, semiotica femminista disse infatti, nel suo libro For-Giving, che le dinamiche sociali di competizione e di scambio paritario (che sia tramite moneta o baratto) sono frutto di una logica patriarcale, assolutamente forzata e innaturale. Questa logica crea squilibri sociali che altro non fanno che alimentare giudizi, liti e finanche guerre.

Al contrario la Vaughan auspica, in contrapposizione, la logica matriarcale che seguendo l’istinto naturale di una donna con i figli, la quale non chiede ma dà. Dare al bisogno e distribuire equamente per la semiotica americana non è una scelta che si dovrebbe fare solo spinti dalla propria emotività ma addirittura al fine della sopravvivenza della specie, che così potrebbe godere di pace e armonia.

Lentamente e fortunatamente l’economia del Dono inizia a essere adottata sempre di più negli ambienti così detti “alternativi” e lentamente iniziano a spuntare piccole botteghe che attuano questo tipo di dinamica.

A Lecce da più di un anno l’associazione il Formicaio ha creato il Bazar del Dono e a maggio a Milano ha aperto Spazio Tuttogratis.

Sono solo due delle piccole realtà dal grande cuore in un momento sociale in cui tante persone hanno bisogno solo di prendere, fiduciosi che quando avranno di più, saranno i primi a dare.

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