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Sanremo 2017: Tutto quello che è successo nella 4rta serata

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di Antonino Muscaglione

Ore 20.52 del 10 febbraio 2017, Maurizio Pagnussat accende le telecamere e inizia la quarta serata del Festival di Sanremo.

È venerdì, come da tradizione la serata in cui viene proclamato il vincitore della gara cadetta. Conti entra in scena accompagnato dai quattro giovani finalisti, questa sera cambia il regolamento, spiega che il voto sarà così composto: «il 30% è espressione della giuria demoscopica; il 40% il valore del voto da casa; il 30% il peso che darà la, cosiddetta, giuria di esperti». Senza tanti giri di parole i quattro giovani fanno la loro esibizione, in ordine di uscita: Leonardo Lamacchia, (l’amico…) Lele, Maldestro e Francesco Guasti. La qualità della loro esibizione è direttamente proporzionale all’emozione che canalizzano tutta nel giocarsi la partita.

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Pausa pubblicitaria. Si rientra in teatro, stavolta a salutare il pubblico ci sono i due conduttori del Festival Carlo Conti e, una sempre più disinvolta (si vede che la signora Costanzo c’ha preso gusto) Maria De Filippi. La prima canzone ad aprire la gara dei campioni è “l’ottava meraviglia” cantata da Ron. Continua con ritmo incalzante la gara ed è la volta di Chiara, diretta dal maestro Pagani, esegue (in perfetto “stile Annalisa”) la sua “nessun posto è casa mia”. Segue sul palco dell’Ariston, per la sua consacrazione da solista, Samuel (ex Subsonica) e con la sua “Vedrai” accende di colore la scenografia. È la volta di una delle firme più prestigiose del festival, Maurizio Fabrizio affida il suo testo all’intramontabile reuccio del terzio millennio, Al Bano. Pagnussat mi fa penare per avere un’inquadratura di dettaglio dell’orchestra e del coro, ma non risparmia l’inquadratura dell’abbraccio che la fiera ugola vibrante riceve dalla figlia che lo attende dietro le quinte. Entra in scena, di rosso vestito, accolto da grandi applausi il già vincitore della serata delle cover, Ermal Meta, la canzone “Vietato morire” ha ritmo e il testo c’è.

 

È il momento di uno straordinario Crozza nei panni del sondaggista Pagnoncelli, non ce n’è per nessuno.

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Riprende la gara ed è la volta della canzone “Il diario degli errori” cantata dal talentuoso Michele Bravi. Breve pausa pubblicitaria, Mina è sempre Mina, la sua voce irrompe nella canzone dello sponsor, mi viene voglia di passare a Tim.

La gara continua con la, fin troppo vincitrice annunciata, Fiorella Mannoia. Lei sempre straordinaria. Lasciata in camerino l’emozione della prima serata, la sue esibizione spacca. Per lei, con un pubblico che la acclama, l’applauso più forte. Dopo arriva il rap del disagio sociale di Clementino con la sua “ragazzi fuori”, finalmente la prima, veloce zoomata sul coro (a sorpresa ce n’è anche una seconda) in primo piano i riccioli biondi di Antonella Pepe. È Antonella Clerici, lì per lo spot di “standing ovation”, da venerdì prossimo su Rai1, a presentare la prossima artista in gara. È la volta di una Comello in rosso, la voce è un po’ rotta per la sua “Il cielo non mi basta”. Segue con la sua “la prima stella”, diretto da Adriano Pennino, Gigi D’Alessio.

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Arrivati al decimo campione la musica fa una piccola pausa, è la volta di una spassosa Virginia Raffaele nel panni di Sandra Milo, bel momento di spettacolo, gradevole l’omaggio al maestro Federico Fellini.

Riparte la gara, entra in scena, in un rigoroso completo bianco (forse dimenticato da Ivana Spagna in un camerino dell’Ariston nel suo Sanremo ’95), Paola Turci. La sua “fatta bella per te” è molto appreazzata e apprezzabile. Non solo amici di Maria, è la volta dell’amico di Carlo, Marco Masini, la sua “Spostato di un secondo” ispira al regista una roteante inquadratura, ma sempre attento a schivare il coro, anche se le voci maschili del coro danno al pezzo un importante contributo. Entra la signora Ramazzotti, al secolo Marica Pellegrinelli, per portare la busta che contiene il nome del vincitore. Presente sul palco, con una cravatta berlusconiana, il presidente della regione Liguria, Toti. Quarto posto per Lamacchia, terzo per Guasti. Vince Lele con “Ora mai”. A Maldestro il secondo posto e, soprattutto, il premio della critica giovani “Mia Martini”.

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Vestito da scimpanzè entra in scena Francesco Gabbani, si diverte e fa divertire, il pubblico, storicamente immobile, balla. Torna la gag del portachiavi e Maria, dal loggione, mentre distribuisce i portachiavi di Carlo Conti, presenta “Mani nelle mani” di Michele Zarrillo. È la volta di Bianca Atzei con la sua “ora esisti solo tu”, canta, si commuove (?), piange (?). Pagnussat riprende Max Biagi, dal contesto capisco che le lacrime sono per lui, evidentemente per l’Atzei “ora esiste solo lui”, che dire… tanti auguri.

Prima è la volta del talentuoso (amico) Sergio Sylvestre e con la sua “con te”, dopo, ancora un’amica, stavoltà è Elodie, “tutta colpa mia”. Segue “Portami via”, mi suona in testa la voce di Mina, ma questa a cantarla è Fabrizio Moro. È la volta delle chitarre di “Fa talmente male”, il pubblico batte le mani a tempo, forte del successo riscontrato in radio, Giusy rientra in gara carica. Chiude la gara dei big (l’amico) Alessio Bernabei con “nel mezzo di un applauso”, mezzo applauso per lui.

Terminata la gara, aspettando di scoprire quali saranno le quattro canzoni che non passano il turno, il teatro Ariston si trasforma in una discoteca. È la volta del dj tedesco Robin Schulz. Carlo Conti gli consegna il disco d’oro. Aspetto che parta la musica. Nell’attesa scopro che è finita.

Collegamento con la sala stampa e il geniale, col suo teatro dell’assurdo, Rocco Tanica.

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Arriva il momento di leggere la classifica e vedere chi non passa il turno: “fa talmente male” che venga eliminata Giusy Ferreri; ancora nella zona rossa Ron con “l’ottava meraviglia”; anche Al Bano, tra i fischi del pubblico che non approva, viene eliminato; stessa sorte per Gigi D’Alessio.

Scorrono i titoli di coda, Lele, campione delle nuove proposte del 2017, ricanta la sua canzone. La linea va al Dopo Festival. Carlo e Maria salutano la mezza Italia che probabilmente avrà seguito anche questa serata e danno appuntamento alla serata finale.

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