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Maldestro, di nome ma non di fatto – INTERVISTA

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Maldestro
Voto Autore
Intervista di Luisella Pescatori e Stefano de Maco 

Maldestro ha già vinto!

L’onda Sanremo è appena terminata. Tutto si è fermento, tutti si sono agitati intorno al debutto: artisti giovani e meno giovani. Di quelli già famosi, quelli storici per intenderci, quelli in gara come big, sappiamo già di tutto e di più.
Di quelli giovani, invece: gli esordienti, non sempre conosciamo il percorso artistico ed umano. Per questo noi di FMD vogliamo contribuire ad approfondire la conoscenza di questi artisti che seguono una strada che scorre su tracciati diversi dai programmi canori tanto in voga: i talent.

Tra questi: Maldestro, un nome che incuriosisce perché contrariamente al significato che ha, nasconde un percorso fatto di teatri e parole d’autore, una carriera ancora lontana dai riflettori e, a nostro avviso, merita più attenzione. Maldestro nasce come autore, con una produzione artistica che si snoda tra teatri appunto e premi musicali, frutto di costanza e coerenza.
A Sanremo 2017, Maldestro verrà insignito con il premio “Menzione Premio Lunezia per Sanremo” per il suo testo.

Maldestro

Un incontro perfetto è frutto di un ritardo: il tuo testo, Canzone per Federica come lo definisci tu, è un inno alla vita. Qual è stato l’incontro o il ritardo perfetto nella tua carriera?

Stavo facendo un concerto, ero in apertura al Maestro Peppe Barra. Il mio attuale produttore doveva essere lì molto prima, arrivò in ritardo, sul mio ultimo pezzo, forse le ultime strofe. Bastarono per lui. Piombò dietro ai camerini, cercò il mio vecchio produttore e gli disse: voglio Maldestro.

E nella tua vita?

Con Claudio Nasti, professore alle scuole medie. Se la scuola avesse docenti come lui, il mondo sarebbe meno discutibile.

Che sapore ha la felicità?

Il sapore dell’agitazione, perché non ne conosci la durata.

Il tuo percorso artistico ha inizio da bambino: hai studiato pianoforte e poi è arrivato il Teatro. Quanto Teatro c’è ancora oggi, nella tua carriera di cantautore?

Il teatro è la mia vita, è un luogo in cui rifugiarsi, è il luogo del silenzio: dove imparare e crescere. Insomma, è presente, sempre, qualsiasi cosa io faccia.

Denuncia e amore sono i temi principali della tua poetica cantautorale: sei più ribelle o più innamorato? 


L’amore è ribellione, come la speranza, che non è una parola di pace, ma di guerra, di combattimento.

La tua carriera è frutto del tuo sudore e della tua determinazione. Hai già raccolto premi e riconoscimenti. In cosa sei maldestro: nella carriera e nella vita?

Vivo quasi sempre in una dimensione diversa da questa, pertanto ci sono delle complicazioni. 
Sono maldestro sia sul palco che nella vita.

Sanremo è…


Poter entrare nelle case degli italiani e farsi ascoltare, cercando di lasciare un segno, qualcosa che resti. È forse un punto di partenza, per continuare centimetro per centimetro, la propria strada artistica.

La più bella canzone di tutti i Festival di Sanremo è… 


Difficile dire la più bella, più di una ha solcato il mio cuore: Signor Tenente di Giorgio Faletti per esempio…

E la più significativa?

Spalle al muro di Mariella Nava è toccante.
(ndr)
Spalle al muro
Quando gli anni son fucili contro
Qualche piega sulla pelle tua
I pensieri tolgono
Il posto alle parole
Sguardi bassi alla paura
Di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni
Non è più in salita
Scendi piano dai ricordi in giù
Lasceranno che i tuoi passi
Sembrino più lenti
Disperatamente al margine
Di tutte le correnti…

L’esibizione del Festival che ti ha lasciato un ricordo indelebile negli anni?

È recente: Stromae, un fenomeno. È arrivato su quel palco e ha fatto capire cosa voglia dire cantare e fare teatro insieme, raccontando cose forti.

Il palco di Sanremo genera più ansia o più emozione?

Non lo so, devo ancora salirci. Vi farò sapere.

Per la voce, riti scaramantici o esercizi pratici?

Un bel bicchiere di rosso e via. Lo so, è irrispettoso per chi usa la voce in modo sublime, facendosi il culo per tenerla intatta. Ma non mi reputo un cantante. Cerco di usare la mia voce per raccontare storie.

Che rapporto hai con il mondo Social? Un mezzo o una seccatura?

Bisogna fare attenzione. È utile, per promuovere quello che si fa, senza perdere il contatto con le cose reali. Come gli abbracci, gli odori, la strada, la vita.

 

In bocca al lupo, Maldestro!

Maldestro
Maldestro – Canzone per Federica (Official video)

 

Testo – Canzone per Federica

Sarà che un giorno si brucia
come si brucia la vita
sarà che il tempo lo conti
appoggiando il naso alle dita

Sarà la legge complessa
di questa immensa natura
sarà la forza di piangere
non lasciarti da sola

Sarà che ogni caduta
è l’inizio di un altro volo
sarà che il meglio di vivere
lo trovi in un uomo solo

Sarà che siamo creature
fatte di polveri e inganni
per correggerci il cuore
non basteranno questi anni

Sarà quest’ansia da studio
a farti odiare il mattino
sarà il silenzio di un padre
a farti amare un bambino

Sarà il tuo libero arbitrio
a incasinarti l’umore
sarà che siamo architetti
del nostro stesso dolore

Sarà un tuo vecchio nemico
il tuo più intimo amico
sarà l’assenza di Dio
a portarti verso il tuo io

Sarà un tiro di erba
a farti stare una merda
quando ti scoppia la testa
e vuoi lasciare la festa

Ma tu, cammina, cammina
accumula strade
lasciando che tutto
si muova

Ma tu, respira, respira
non chiudere gli occhi
se il buio della notte
ti trova

Sarà che un fiore resiste
il tempo di una stagione
sarà che a volte un abbraccio
lo trovi in una canzone

Sarà la noia degli amici
di qualche sabato sera
sarà la mamma in cucina
che non è più come allora

Sarà ogni porta che chiudi
a mescolarti le carte
sarà che quando vuoi andare
la moto è ferma e non parte

Sarà che una risposta
la trovi dentro a uno sguardo
che un incontro perfetto
è frutto di un ritardo

Ma tu, cammina, cammina
accumula strade
lasciando che tutto
si muova

Ma tu, respira, respira
non chiudere gli occhi
se il buio della notte
ti trova

Balla, da sola oppure in mezzo alla gente
e canta, perché nessuno ti tolga niente
Ma tu, cammina, cammina
accumula strade
lasciando che tutto
si muova

Sarà che un giorno si brucia
come si brucia la vita
sarà che il tempo lo conti
appoggiando il naso alle dita

Sarà la legge complessa
di questa immensa natura
sarà la forza di piangere

 

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Luisella Pescatori

Nella vita uno deve prendere presto coscienza di sé e sapere cosa perseguire, oltre ogni ragionevole ostacolo. A sei anni mi sono innamorata di Massimo Ranieri e senza sosta il mio giradischi arancione inghiottiva “Erba di casa mia”, l’unica erba peraltro che io abbia mai assunto, anche negli anni a venire, ma che mi ha creato, parimenti, dipendenza.
Da qui il mio sogno: un palcoscenico, un pubblico gli applausi e una grande passione per le operette che seguivo in televisione.
Per gli esami di seconda elementare, ho imparato a memoria circa trenta poesie, da declamare alla commissione esterna: ammessa a pieni voti al triennio successivo.

I numeri non sono mai appartenuti alle mie determinazioni, ai miei interessi: non ho mai avuto un buon rapporto con loro se non attraverso le mia dita, fedeli complici nei compitini e davanti alla lavagna. Una colossale tonta numerica. Quando al posto dei numeri c’erano le lettere le cose andavamo bene, ero vincente. Nei temi in classe avevo sempre voti alti, ricordo un dieci per aver usato “parole difficili”.
La professoressa di matematica delle superiori apostrofava me e qualche compagna così: “Signorina lei è una capra”, mi trovavo in una dimensione spazio temporale che non mi apparteneva: dov’ero finita? Per uno scherzo del destino: a ragioneria; davvero risuonava estranea alle mie inclinazioni, la materia, ma così era stato deciso.
Le ore di tecnica bancaria erano le mie preferite: le parole avevano suoni duri e meccanici, e io mi divertivo a farle risuonare morbide fantasticando su anagrammi improbabili o ripetendole nella mente secondo il verso contrario. Concentravo la vista sullo squarcio di natura che la finestra concedeva, vedevo le lettere animarsi e come soldatini seguire un nuovo ordine. Avevo bisogno di isolarmi da quella materia priva di umanità e di emozioni. Fatto un bilancio: mi interessava altro.
Menomale che a salvare la media arrivavano, puntuali, le eccellenze dal professore di italiano che intonava il controcanto, alle colleghe, invocando la salvezza per la “Creatura del Bene”. Gli sono riconoscente: ha sostenuto e compreso il mio amore per l’Arte scrittoria.
Indirizzo universitario Scienze Letterarie. Ma ancora una volta il destino orienta le scelte. Per me si apre il mondo del lavoro: segretaria contabile.
Basta, era chiaro: dovevo fare qualcosa per salvarmi dai numeri. Mi avvicinai all’Arte recitativa.
E venne il Teatro.
E poi la scrittura.

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