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Tommaso Pini presenterà a Sanremo Giovani “Cose che danno ansia” – INTERVISTA

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Tommaso Pini
Voto Autore

di Mariafrancesca Mary Troisi

Tommaso Pini con “Cose che danno ansia” è uno degli otto giovani di Sanremo Giovani 2017.

Con Sanremo ormai alle porte (la kermesse inizierà il 7 febbraio, su Rai uno, snodandosi in cinque serate presentate da Carlo Conti e Maria De Filippi) il nostro magazine ha scelto di dedicare un’attenzione particolare ai “Giovani” che calcheranno il palco dell’Ariston, con un’intervista (singola) dedicata ad ognuno di loro. 

Fmd – faremusic.it presenta oggi Tommaso Pini, “vecchia conoscenza” del pubblico Rai; ha partecipato infatti nel 2014 a The Voice of Italy 2, classificandosi al terzo posto, nell’edizione vinta da Suor Cristina.

Quest’anno Tommaso, dopo due tentativi consecutivi, approda finalmente a Sanremo. Abbiamo scambiato due interessanti “chiacchiere” con lui.

 Tommaso Pini

Ciao Tommaso, benvenuto su www.faremusic.it, il web magazine di Alberto Salerno e Mara Maionchi. Per rompere un po’ il ghiaccio e metterti subito a tuo agio, esordirei con una domanda “facile facile”, chiedendoti di raccontare ai nostri lettori “chi è Tommaso Pini”?! 

Tommaso è un cantautore, nato in quel di Firenze 27 anni fa; appassionato di musica, in particolare degli anni 80/90. Il mio primo approccio alla musica è arrivato con il karaoke, intorno ai vent’anni, proseguendo con la sperimentazione di vari generi musicali, nei miei primi progetti live. Nel 2014 ho partecipato a The Voice of Italy, nel team capitanato dalla grande Raffaella Carrà. È stata una bella esperienza, che mi ha regalato una maggior consapevolezza dei miei mezzi, anche se all’inizio partecipare a un programma tv mi rendeva particolarmente ansioso. 

Proprio a The Voice hai incontrato Sergio Dall’Ora (era vocal coach nel team della Carrà), tuo produttore discografico; avete provato sia nel 2015 sia 2016 ad approdare a Sanremo, e finalmente, quest’anno, ci siamo! Sei tra le otto Nuove Proposte del festival.
Cosa significa per te essere a Sanremo? E come vivi la competizione? 

Arrivare su quel palco è sicuramente una grande emozione, che immagino come una sorta di rampa di lancio per presentare il mio progetto artistico. Una volta là, la gara ovviamente la sentirò, ma voglio viverla il più serenamente possibile. 

Tommaso, tu sei ansioso?

(ride)

Ti faccio questa domanda collegandomi chiaramente al titolo del brano che porti a Sanremo, “Cose che danno ansia”, che si appresta a diventare la nuova hit della mia vita. Mi calza a pennello, insomma: se tu sei il “re” dell’ansia, stringiamoci la mano, hai trovato la “regina”.

(ride ancora)

Titolo tra l’altro curiosissimo, di attrazione immediata, devo dirti. Ci racconti un po’ la tua canzone? Di cui sei autore con Dall’Ora e Andrea Amati. 

Cose che danno ansia” è un brano autobiografico, in cui parlo del mio rapporto con l’ansia quotidiana, con un’accezione positiva, tentando di esorcizzare questo mio malessere con leggerezza ed ironia. È chiaramente un invito a convivere con l’ansia, senza farci frenare, vivendo la vita senza troppe paranoie e senza prenderci troppo sul serio. 

Sei al lavoro su un album di inediti? Quando uscirà? 

L’album è un progetto a cui lavoro da due anni, e prende il titolo dal brano con cui mi presento a Sanremo, #COSECHEDANNOANSIA. Uscirà durante la settimana del festival, il 10 febbraio, in tutti i negozi di dischi e digital stores, per Believe Digital Italia. 

Quale sarà il tuo rito scaramantico prima di salire sul palco dell’Ariston? 

Pur assurdo non sono scaramantico. Mi porto la mia ansia (ride).
Devo dire comunque che quando salgo sul palco la mia ansia si trasforma, diventa energia positiva. 

Quale tra le canzoni dei tuoi colleghi ti ha colpito maggiormente? 

Sarò forse di parte, ma dico quella di Leonardo Lamacchia (“Ciò che resta”).
Dico “forse di parte” perché durante la settimana che precedeva il 12 dicembre (data in cui si decidevano le otto nuove proposte, in prima serata su Rai uno, con “Sarà Sanremo”), alloggiando tutti nello stesso hotel, con alcuni si è simpatizzato inevitabilmente più che con altri, e con Leonardo in particolare è nata una sorta di amicizia. Ho quindi ascoltato il suo pezzo, la sua storia, e ne sono rimasto colpito.

Qual è invece la tua canzone preferita, nella storia del festival? 

“Ti regalerò una rosa”, di Simone Cristicchi, sia per la tematica, sia per la capacità di raccontarla in maniera così coinvolgente. 

Cosa speri succeda dopo Sanremo? Quali sono insomma i prossimi sogni da realizzare? 

Ho tanti sogni, forse alcuni irrealizzabili, come cantare ad esempio nello stadio della mia città, Firenze. Spero poi di continuare a scrivere, anche per altri, facendo della musica il mio mestiere. Vivendo di musica.

Vedi… otto mesi fa sono andato a Londra, perché qui non trovavo lavoro. Ci sono andato per mantenermi: so bene quanto sia difficile fare entrambe le cose. 

Da 1 a 10 questa intervista quanta ansia ti ha messo? 

(Ride) Zero, assolutamente. 

È stata l’intervista più bella che hai fatto finora, vero? Puoi dirlo liberamente. 

(Ride ancora) Certo, stavo per dirlo io! 

Nel ringraziarti per la nostra chiacchierata, ti faccio un enorme in bocca al lupo per Sanremo. Con ansia però. Che porta bene. 

Grazie a te. Un saluto ai lettori di faremusic.it, ci vediamo a Sanremo.

 

Tommaso Pini
Tommaso Pini – Cose Che Danno Ansia (Official Video)

Di seguito la tracklist dell’album #Cosechedannoansia: 

  1. Cose che danno ansia
  2. Francesca e dicembre
  3. La mia testa
  4. La disco mi rilassa
  5. Summertime sadness
  6. Veleno ed antidoto
  7. Passatempo
  8. Non ho bisogno di te
  9. Mancanza di alternativa
  10. Sweet dreams

    Tommaso Pini

    TESTO – Cose che danno ansia

    Le cose che danno ansia
    non le capisco
    chatto quel tanto che basta
    non twitto

    La pubblicità conta, l’immagine conta
    io, canto

    Le modelle
    mi piacciono un sacco
    ma mangiano in bianco

    Odio le cose
    che prima o poi mi danno l’ansia
    non voglio spose
    non compro rose

    Detesto i testi
    che non poi non mi restano in testa
    chiudo il giornale
    cambio canale

    Ho il poster del mio analista
    sopra il divano
    le tipe al pronto soccorso
    mi amano

    Odio le cose
    che prima o poi mi danno l’ansia
    non voglio spose
    non compro rose

    Detesto i testi
    che non poi non mi restano in testa
    chiudo il giornale
    cambio canale

    Io voglio andare
    nel mondo degli alieni
    chissà se trovo
    una vita senza freni

    Senza pericoli
    ma spropositata
    ma se ci penso
    c’ho un’ansia esagerata

    Odio le cose
    che prima o poi mi danno l’ansia
    non voglio spose
    non compro rose

    Detesto i testi
    che non poi non mi restano in testa
    e le persone
    ansia e sapone

    Le cose che danno ansia
    non le capisco

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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