Home Le pillole di A. Salerno Tenco: I lunghi cinquant’anni senza Luigi

Tenco: I lunghi cinquant’anni senza Luigi

Sono passati 50 anni da quel 27 gennaio del 1967, quando, nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo, Luigi Tenco tragicamente morì. Poche ore prima della morte lui si era esibito sul palco del Festival con la canzone "Ciao amore, ciao".

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di Alberto Salerno 

Sinceramente credo poco alle teorie dell’omicidio, né a tutti i vari complotti in cui chissà chi e chissà cosa fosse coinvolto… e a dir la verità, sinceramente, preferisco non esprimere nemmeno un parere su quanto è accaduto quella tragica sera, perchè non ha alcuna importanza rivangare quei trascorsi, dal momento che comunque Luigi ci ha lasciati.

C’è chi sostiene che Tenco avesse un carattere allegro e estroverso e chi invece dice l’esatto contrario.

Una cosa è certa comunque, ed è che Luigi, con la sua morte, ha dato uno schiaffo morale a tutto un “sistema” che, già allora, aveva delle regole ferree e a volte discutibili.

Tenco era un animo un po’ insofferente e certamente sensibile… di una sensibilità talmente grande che si rifletteva inevitabilmente nella sua arte, e l’eredità che ci ha lasciato con le sue canzoni – che dal grande pubblico sono state “capite” in tutta la loro bellezza solo dopo la sua morte – sono lì a testimoniarlo.

La nascita di Tenco Artista la dobbiamo a una grande casa discografica come la Ricordi, per la quale lui incise i suoi primi 45 giri, e poi alla RCA Italiana che cercò in tutti i modi di farlo arrivare al successo.

Indimenticabile, fra le tante, resterà sempre la sigla di apertura della serie del Commissario Maigret, interpretato dal grande Gino Cervi, “Un giorno dopo l’altro“.

Oggi non possiamo fare altro che celebrare il suo ricordo, il suo spessore artistico, la forza delle sue composizioni. Lasciamo agli altri tutti i contorni inutili da salotto, guardiamo solo al Luigi Tenco grande e raffinato cantautore e al grande patrimonio artistico-musicale che ci ha lasciato.

Tenco
Luigi Tenco – Un giorno dopo l’altro

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