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Teresa De Sio omaggia Pino Daniele con il disco “Teresa canta Pino” – RECENSIONE

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Teresa De Sio
Voto Autore
di Mariafrancesca Mary Troisi

Teresa De Sio ha presentato il suo nuovo progetto discografico nella suggestiva cornice del Museo Archeologico di Napoli. “Teresa canta Pino”, sincero “atto di devozione”, come da lei stessa definito, nei confronti del grandissimo artista partenopeo, Pino Daniele.

FMD – faremusic.it era presente in prima fila, godendo della possibilità di ascoltare il lavoro, in anteprima assoluta, appuntando il piacevole scambio di domande/risposte che ha animato la conferenza stampa.

Teresa De Sio Alex Daniele
Crediti Foto Fiorella Passante

Alla presentazione non poteva mancare il figlio di Pino Daniele, Alex, a cui ho stretto la mano, emozionatissima, a fine conferenza.

Inutile nascondere che recensire un album che contiene canzoni di Pino Daniele, per una campana come me, cresciuta “a pane e Pino”, è un’impresa ardua.

E ancora più arduo è recensire il lavoro che segna il “ritorno” (a cinque anni di distanza da “Tutto cambia”) di una raffinata e grande artista, Teresa De Sio, campana anch’essa, che incornicia la sua voce in uno splendido omaggio al compianto amico e artista.

La copertina dell’album, che raffigura un gallo e una gallina, è una scelta non compresa da tutti, ma rappresenta in realtà Pino Daniele e Teresa De Sio stessa.

Copertina -Teresa canta Pino

Con la piccola corona sulla cresta simboleggiano infatti “il re e la regina”, appellativo con cui venivano indicati a Napoli i due artisti.

L’album, “Teresa canta Pino”, prodotto artisticamente da Sasà Flauto, con la collaborazione di CMC – Campania Music Commission, produzione Sosia&Pistoia, e il patrocinio di Pino Daniele Trust Onlus (ente no profit per le iniziative culturali e musicali in suo nome), racchiude quindici brani di Pino Daniele, riarrangiati in chiave folk, con l’aggiunta di un inedito, scritto dalla De Sio, “O Jammone”, in ricordo del cantautore.

O’Jammone”, nella parlesia napoletana, non è altro che “il boss”, il “capo”. Definizione che cade a pennello, se si parla di Pino.

Progetto nato spontaneamente, sulla scia della grande stima e amicizia che la legava all’artista, che aveva preso forma nella sua testa subito dopo la sua scomparsa.

Chiaramente c’è voluto del tempo per metabolizzare il tutto, e realizzare non un ricordo malinconico e celebrativo, ma un sentito atto di affezione e devozione verso l’amico/artista.

La scelta dei pezzi, spiega la De Sio, scambiandosi battute “di affettuosa intesa” con Alex Daniele, è stata molto accurata, seguita dalla ricerca di arrangiamenti e sonorità che vestissero al meglio i brani, senza stravolgerli, con una spiccata predilezione per quelli in dialetto napoletano, e vere e proprie chicche, non conosciute da tutti.

Ultimo Duetto tra De Sio e Daniele nel 2014
Crediti Foto Fiorella Passante

Teresa e Pino si erano ritrovati a suonare e cantare insieme sul palco dei concertoni al Palapartenope: cinque concerti tenuti da Daniele, tra il Natale 2013 e i primi giorni del 2014. Il pubblico aveva così riascoltato i loro grandi successi, “Quanno chiove” e “Voglia e’ turna’ ”, in un sancire a gran voce la stima professionale che li univa.

L’intenzione, come racconta con emozione la De Sio, era quella di fare ancora qualcosa insieme, dopo i concerti. Intenzione stravolta dalla vita, che ha portato lo “Jammone” a suonare e cantare “altrove”.

Il progetto è quindi anche una metaforica “continuazione” di quell’intenzione comune, quel desiderio di fondere ancora i loro linguaggi musicali.

L’album si apre con “O’scarrafone”, uno dei pezzi più significativi di Pino.

La tracklist spazia poi da “Bella ‘mbriana” a “Je so’pazza (Je so’pazzo), “Lazzari felici”, “Serenata a fronn’e limone”.

In “Quanno chiove”, grazie all’intervento di Alex Daniele, si è riusciti a riportare la voce di Pino, dai live dei concerti del Palapartenope, in questa versione. L’emozione è garantita.

Si prosegue nell’ascolto del cd con “O Jammone”, “Notte che se ne va”, un’intensa ballata dell’artista.

Pino Daniele Live

Prende parte al disco anche Niccolò Fabi, nel brano “Un angolo di cielo”.

E Fabi è introdotto dalla De Sio, nel corso della chiacchierata con i giornalisti, con parole lusinghiere e d’affetto:”Niccolò è un grande artista. Un amico. E trasporta con la sua presenza la voce di Pino; ha un gran significato per me la sua presenza”.

Fatte ‘na pizza”, “Chi tene ‘o mare”, “Ninnananininnanoè”, “Tutta n’ata storia”, “Alleria”, altra splendida ballata, “Viento”, ci conducono alla chiusura dell’album, con il suo inno: “Napul’è”.

Protagonista il coro dei ragazzi dell’Istituto Melissa Bassi di Scampia; affidare l’interpretazione ai bravissimi e giovanissimi interpreti è il simbolo della speranza di una città che tanto ha da dire e da fare.

Nell’album si sente fortemente la presenza di Pino. Nelle sue canzoni. Così “completamente sue”, che da “fan” non riesci a sentire cantate da altri.

Un’operazione rischiosa, per chiunque si appresti a compierla.

Eppure la De Sio ci riesce. Riesce a farcelo sentire, a farci sentire Pino, anche se è lei a cantare.

Perché l’anima delle canzoni è rimasta intatta. Vergine ed intoccabile, come il ricordo di Pino. Un pezzo di Napoli. Un pezzo della mia terra. Quello più bello.

Teresa De Sio saluta i nostri lettori con un video girato subito dopo la conferenza stampa.

Teresa De Sio al Mann
Fonte Foto ANSA / CIRO FUSCO

TRACKLIST

01. ‘O Scarrafone – (04:16)
02. Bella ‘mbriana – (03:27)
03. Je So’ Pazza (Je So’ Pazzo) – (02:53)
04. Lazzari Felici – (02:32)
05. Serenata A Fronn’ E Limone – (01:14)
06. Quanno Chiove – (04:05)
07. ‘O Jammone – (03:38)
08. Notte Che Se Ne Va – (03:14)
09. Un Angolo Di Cielo – (03:50)
10. Fatte ‘na Pizza – (03:23)
11. Chi Tene ‘O Mare – (03:30)
12. Ninnananinnanoè – (02:50)
13. Tutta N’Ata Storia – (03:47)
14. Alleria – (03:18)
15. Viento – (01:47)
16. Napule è – (03:48)

VIDEO SALUTO DI TERESA DE SIO PER FMD-faremusic.it

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Mariafrancesca Mary Troisi

Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina.
Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola.
In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo.
Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia.
Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”.
Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa.
Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti.
Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione.
Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie.
Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie.
Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente.
Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere.
Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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