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Brian Eno: lo zen delle dù palle! – RECENSIONE del nuovo album “Reflection”

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Crediti Foto Shamil Tanna
Voto Autore
di Roberto Manfredi

Recentemente ho letto una bella intervista a Brian Eno in cui, il guru della musica Ambient, profetizza la nascita di un nuovo risveglio culturale planetario. Con la fine del 2016, anno in cui, secondo la sua teoria, si è toccato il fondo con l’isolazionismo di Brexit e la soppressione dei diritti sindacali di intere categorie lavoratrici, ora con il 2017 è previsto l’inizio di una nuova era di riscatto politico, sociale e spirituale che coinvolgerà l’intera umanità.
Le sue profezie mi sono sembrate talmente interessanti che mi hanno spinto ad acquistare il suo ultimo album: Reflection.

Sono sempre stato un estimatore di Brian Eno fin dai tempi dei Roxy Music in cui si nascondeva tra le piume di struzzo facendo sfoggio dell’eccentricità del Glam-Rock. L’ho ammirato anche nella svolta ambient con la sua “suite per aeroporti”, per aver concesso a Nanni Moretti la sua meravigliosa “By this river” per il film “La stanza del figlio” e per aver prodotto grandi artisti e grandi album, da David Bowie ai Talkin’ Heads, dagli U2 ai Coldplay.

Grande musicista, arrangiatore, produttore, sperimentatore, artista e performer a 360°. Dopo aver letto quell’intervista, particolarmente attenta ai temi sociali e politici, mi aspettavo un disco diverso. “Vuoi vedere che ora il mitico Brian, rinuncerà al suo veganesimo musicale per rispolverare un po’ di sane chitarre elettriche?”  – mi sono chiesto in trepida aspettativa.

Ma sono stato subito assalito dai dubbi appena ho aperto il suo CD. In puro stile minimal, le note di copertina : “Reflection”, scritto, inciso e prodotto da Brian Eno. Punto. E fin qui ci sta. Ma le tracce non ci sono, o meglio, ce n’è una solaspaventosamente lunga. Il fantasma della suite mi assale. Stai a vedere che qui torna la sua Music for Airport in versione 2.0? E infatti… Ecco che dopo trenta secondi di silenzio parte un armonico lento come un discorso di Mattarella. E poi un altro, o meglio forse lo stesso, ripetuto all’infinito. Ok, relax, mi dico… il maestro ci ha abituato a invenzioni sonore straordinarie e così sarà. Arriveranno.

Passano cinque minuti ma il loop zen è sempre lì, a scrutare il cosmo e anche le mie ginocchia che cominciano a sudare latte. Dopo venti minuti in cui non accade nulla, al punto da farmi pensare che il CD sia difettoso, cominciano a girarmi le palle come se fossi stato invitato a pranzo da Paola Maugeri dopo due giorni di digiuno e mi fossi trovato davanti a un sedano bianco come antipasto e poi a una pallina di tofu come secondo e un bel bicchierone di latte di soya. Passano venticinque minuti e desisto. Non posso nemmeno cambiare traccia, perché c’è solo quella. Mi alzo dal divano e noto uno strano rigonfiamento nel mio basso ventre. Che cos’è? E’ una trasformazione Kafkiana? E’ un effetto psicofisico dovuto all’ascolto del millecinquecentesimo armonico che si è librato nelle onde gravitazionali di Reflection? Mi tocco delicatamente per appurare la spaventosa mutazione. Che sia orchite? In preda al panico mi avvento sul lettore CD e lo spengo. Di colpo il gonfiore sparisce. Tutto torna alla normalità, come se non fosse mai accaduto nulla. Sono sopravvissuto. Riprendo in mano il CD e rifletto. Dubbi apocalittici mi assalgono. “L’avrà davvero fatto lui sto’ disco o è stata la coda del suo gatto?”, e “in quanto tempo l’avrà inciso? Mesi di registrazione o il tempo di scendere sotto casa a comprare il latte ” Poi mi viene in mente un commento di Alberto Sordi sui film di Antonioni :

“ Nei film di Antonioni ce stà sempre uno che cammina, cammina, in silenzio, per ore… ma andovà ???

Ecco… ”Reflection” sembrerebbe proprio un disco senza direzioni, ma purtroppo invece la direzione ce l’ha. Ando’ và stò disco? Và proprio là dove non batte il sole, e ci va così a fondo da risultare pericoloso. E’ l’effetto zen delle dù palle.

Mi chiedo il senso di questa cosiddetta avanguardia sonora. Ha ancora una sua funzione o Brian ci sta prendendo per i fondelli ? Che senso ha un disco del genere? Si rischia di essere irriverenti forse e anche più dello stesso Eno, ma operazioni di questo genere rischiano di far passare gente come il sudcoreano PSY come autentici Artisti innovatori.

Io spero che il 2017 porti a Brian Eno la voglia di comporre nuove e straordinarie melodie, come quelle di un tempo. Le narcolettiche suites dell’onanismo new age ci hanno fracassato in ogni dove, mettendo in serio pericolo la riproduzione umana. Brian non essere insensibile al nostro grido di dolore.
Love.

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Roberto Manfredi

Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc…
Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7.
Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA – Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice.
Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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