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L’ULTIMO ASSOLO DI ALPHONSE MOUZON

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di Athos Enrile

L’enorme popolarità di George Michael ha lasciato poco spazio ad un’altra dipartite musicale prematura, quella di Alphonse Mouzon, batterista che, partendo da Charleston, ha raggiunto l’apice della scena in ambito jazz e soul; è morto il giorno di Natale, a 68 anni, dopo una lotta contro il cancro neuroendocrino.

La malattia gli era stata diagnosticata nel mese di ottobre e immediatamente resa pubblica il mese successivo, nel tentativo di raccogliere fondi per la terapia del cancro naturale in Messico, ma il rapido progredire negativo degli eventi ha portato a diverse complicanze, sino ad arrivare all’arresto cardiaco di domenica 25 dicembre, arrivato come atto finale.

La sua storia in estrema sintesi.

Nella sua Charleston frequenta la Bonds-Wilson High School. Dopo la laurea, si trasferisce a New York per studiare teatro, la medicina e, soprattutto, la musica.

La gavetta è rapida e a partire dall’inizio degli anni’70 Mouzon collabora con mostri sacri del jazz, come McCoy Tyner, Herbie Hancock e Freddie Hubbard.

Il suo nome è associato ad una delle formazioni seminali dei Weather Report, band storica di jazz fusion di cui fu il primo batterista e con cui suonò per breve tempo, prima di firmare come musicista “solista” per la Blue Note Records.

Col passare del tempo la sua voglia di spaziare lo porta a suonare con mostri sacri del pop rock, come Stevie Wonder, Eric Clapton, Jeff Beck e Carlos Santana, partecipando contemporaneamente a pellicole cinematografiche di buon successo.

E nel 1992 prende forma la sua label, la Tenacious Records.

La sua attività musicale proseguirà incessante in ambito jazz, quello a lui più congeniale.

Alphonse Mouzon è considerato uno dei più grandi batteristi jazz di tutti i tempi, imponente come presenza scenica, dirompente come approccio allo strumento.

Il suo talento, le sue doti empatiche e la sua curiosità musicale innata gli hanno dato modo di trovare ampi spazi in generi trasversali, permettendogli di lasciare il segno in qualsiasi occasione, qualunque fossero i compagni di viaggio.

Nel filmato che segue (un concerto del 1976 a Berlino) lo vediamo assieme ad un altro musicista inarrivabile, le cui enormi capacità hanno sempre cozzato con un mal di vita mai sconfitto e che, in un certo senso, lo ha portato giovane alla morte nel 1987, Jaco Pastorius. Sempre nel video, l’altro musicista (che suona il trombone) del trio è il talentuosissimo Albert Mangelsdorff (anche lui deceduto una decina di anni fa).

Le immagini da sole potranno evidenziare doti che, ne sono certo, saranno apprezzate anche da chi non è amante del genere: la classe va universalmente riconosciuta.
Un musicista poco conosciuto fuori dal suo circuito, a cui dedichiamo il ricordo dovuto.

PER VISUALIZZARE IL VIDEO CLICCARE SULL’IMMAGINE
Trilogue, full concert, Live in Berlin, 1976: Alphonse Mouzon (drums), Jaco Pastorius (bass), Albert Mangelsdorff (trombone)

 

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