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Pooh “Atto di nascita 1962-1967”, intervista con Mauro Bertoli

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di Claudio Ramponi

Bologna, 30.12.2016 nella città dove tutto ebbe inizio, si chiude definitivamente con l’ultimo concerto, la carriera dei POOH, il gruppo italiano che ha accompagnato con la propria musica intere generazioni a dispetto di ogni gap. Ai loro concerti possiamo incontrare tra il pubblico la Piccola Katy, ormai diventata nonna, con i propri figli e nipoti, tutti insieme a cantare a squarciagola l’intero repertorio del gruppo.

Ma come ebbe origine questo fenomeno trans-generazionale?

Ce lo racconta in prima persona Mauro Bertoli, il co-fondatore, assieme a Valerio Negrini, [scomparso esattamente 4 anni fa, NdA] del gruppo più amato dagli italiani, nel suo libro “POOH ATTO DI NASCITA 1962-1967” un interessante documento autobiografico, ricco di aneddoti finora sconosciuti o noti solo a pochi intimi, corredato da rare foto d’epoca ed alcuni disegni, ad opera del primo tastierista Bob Gillot, in cui vengono ritratti con simpatici caratteri caricaturali i membri della band.

Un libro scritto col cuore, imperdibile per ogni fan e per chi volesse soddisfare la curiosità di conoscere come dalla passione, dalla forza di volontà e dalla tenacia possa nascere un mito.

Allegato al libro un CD con 9 brani dei quali 3 inediti dello stesso Bertoli e 6 versioni riarrangiate di alcuni primissimi successi.


INTERVISTA FMD BLOG

Come sai ho acquistato il tuo libro “POOH Atto di nascita 1962-1967” e l’ho letto avidamente tutto d’un fiato, ritrovando un mucchio di cose che mi aveva raccontato a suo tempo Valerio. Com’è nata l’idea di scriverlo?

Ero stato invitato da Roby Facchinetti al teatro Donizetti di Bergamo, in occasione della commemorazione ad un anno dalla scomparsa di Valerio Negrini, quale unico fondatore rimasto del gruppo. Mi ritrovai, fuori dal teatro, in una folla di fans che mi fecero mille domande sui Pooh e quando raccontai che il primo embrione era stato costituito nel lontano 1962 tutti si stupirono, invitandomi a scrivere degli inizi.

E’ opportuno dire che gli attuali Pooh, a quei tempi, non facevano ancora parte del gruppo. L’ingresso di Facchinetti e Fogli risale al 1966 quindi, per praticità, hanno fatto coincidere la data di nascita del gruppo con l’uscita del primo LP, dal titolo “Per quelli come noi”, per l’appunto nel 1966.
Da tale data decorre l’attuale “Cinquantesimo”.

In effetti agli inizi il nome era The Jaguars, scelto da noi per l’aggressività che suggeriva, ma quando firmammo il contratto discografico con la Vedette Record, ci chiesero di cambiarlo perché esisteva già un altro gruppo con lo stesso nome. Fu la segretaria di Armando Sciascia (il patron della Vedette) a suggerire POOH, ispirandosi all’orsacchiotto Winnie The Pooh, protagonista dei cartoni animati prodotti e lanciati dalla Disney quello stesso anno.
Di ritorno da Bergamo, ripensai alle richieste dei fans, mi sedetti la notte stessa al computer e scrissi le prime 30 pagine: lavoravo come sotto dettatura, avevo tutto già registrato nel mio cuore e lo terminai in 15 giorni.

Al libro è allegato un CD che contiene nuove versioni riarrangiate di 6 brani dei Pooh oltre a 3 inediti di tua composizione.

Per il CD allegato fu una questione un po’ più lunga e terminai il lavoro nel settembre 2014.

Ho voluto riproporre alcuni brani, ai quali sono molto affezionato, che cantavo coi Pooh e mi sono divertito moltissimo a creare queste atmosfere al di fuori delle musiche originali che registrammo allora.
Ci tengo a ringraziare tutti i musicisti e collaboratori che mi hanno aiutato a realizzarlo.

Vedo che il libro/CD è pubblicato dalla MABERT Edizioni… sta per MAuro BERToli, vero?

Sí, occorreva un editore e mi rivolsi ad alcuni proponendo il mio lavoro, ma incontrai tante difficoltà: chi voleva pubblicare il libro, ma non il cd; chi il libro col cd a parte; chi entrambi ma non prima di 8/9 mesi a causa di precedenti impegni assunti e via dicendo…

A questo punto mi rammentai di essere stato imprenditore per 33 anni, aprii una piccola casa editrice, la Mabert Edizioni, e feci stampare il libro ed il relativo CD coi miei mezzi.

Sai qualcosa dell’ormai introvabile “Le Guerre Poohike” scritto anni fa da Valerio?

So che era stato pubblicato dalla Carisch, ma niente di più.

Dopo aver abbandonato il gruppo hai mantenuto i contatti con Valerio?

Si, ogni sera o quasi, fino al 1973. Abitava in via Murri, era senza patente ed andavo a prenderlo, restando con lui fino a notte a parlare, parlare, parlare… Ce ne siamo detti di cose, alcune meglio dimenticarle…

(Rido)…  non posso crederci, Valerio senza patente con la sua passione per i motori…

A quei tempi, si. Si è rifatto dopo… 🙂

Eccome…  Non ti conosco di persona, ma da quel che traspare leggendo il libro mi sembri una persona completamente diversa da Valerio, due personalità opposte che si completavano vicendevolmente. Eri tu a metter giù i binari, su cui lui si lanciava sfrenatamente, incanalando ed ottimizzando la sua dirompente creatività?

Ero un ragazzino introverso, con la passione sfrenata per la musica. Lui mi ha fatto da amico, fratello, padre. Mi ha cambiato anche il carattere, mi ha tirato fuori la grinta, ha fatto di me un musicista. Gli devo tutto…

Si, Lui era un po’ disordinato ed io raccoglievo i fogli che lasciava in giro, ero una specie di archivista…

Nel libro parli degli Shadows come principale gruppo cui vi ispiravate agli inizi, ma ricordo che Valerio citava anche diversi gruppi vocali americani. Mi pare i Four Seasons di Frankie Valli, ma anche altri che ora non ricordo esattamente. Ti viene in mente qualche nome? Già nei primissimi Pooh le armonie vocali erano una componente fondamentale e caratteristica del sound del gruppo..

Brian Poole and Tremeloes, Searchers, Moody blues, Beatles, Rolling Stones ed altri ancora… Kings, Animals, Ventures… c’erano anche Dave Clark Five e gli Yardbirds , fra i tanti……

Ho rimasterizzato e messo su CD alcune registrazioni dal vivo effettuate con un Gelosino nel 1964 al “Dipendenti comunali”. C’è tanto materiale…

Mi piacerebbe ascoltarlo…  Gli Yardbirds sono il gruppo in cui hanno militato Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page… quale preferisci dei tre?

Tre mostri sacri. Eric Clapton è quello che “sento” di più, Jeff Beck è forse il migliore, ma esprimere giudizi è molto difficile…

Chi scriveva ed assegnava le parti corali?

Fra di noi, Valerio ed io. Spesso ci dava una mano il maestro Anselmo, direttore artistico della Vedette, un pianista da paura…

Beh, complimenti davvero. Il libro riporta molti aneddoti, alcuni molto divertenti, altri parecchio interessanti perché raccontano della scintilla da cui nacquero i vostri primi brani: ce ne puoi raccontare uno in particolare?

Fra gli innumerevoli aneddoti, ricordo quello relativo al brano “Brennero 66”: in seguito alla pubblicazione di “Auschwitz” da parte dell’Equipe 84, il nostro patron Armando Sciascia ci chiese di scrivere qualcosa che scuotesse la gente, risvegliandone le coscienze.
Roby Facchinetti aveva composto una musica struggente e dolcissima, con l’arpeggio di due chitarre che ne esaltavano l’atmosfera, contrastata dal suo canto rabbioso; venne corredata dal testo di Valerio che, dopo due soli ascolti, si sedette per terra nello studio di registrazione e , su un foglio di quaderno, scrisse questo testo meraviglioso e significativo nel giro di 10 minuti, sbalordendo tutti… Sto parlando di Valerio Negrini, non so se mi spiego…

Valerio raccontava di aver scritto interamente “Bikini Beat”, anche la musica e non solo le parole, perché nessuno del gruppo era entusiasta all’idea di scrivere un brano da usare come jingle pubblicitario.

Si, “Bikini Beat”, come pure “I 5 orsacchiotti”, sono state scritte da Valerio. Erano brani leggerini, allora eravamo più rockettari e quei brani ci facevano sorridere.

Però fu il vostro primo singolo, da cui prese il via una fantastica storia durata più di 50 anni…

Proprio così…

Una storia che sembra debba concludersi fra due giorni, proprio nella città dove ebbe inizio. Ci sarai anche tu, almeno in quell’occasione?

Vedi, il 3 gennaio 2013 mi trovai nella camera ardente, allestita al teatro della Luna di Milano, dinnanzi al feretro dell’Amico Valerio:
“Ecco – pensai – lì dentro ci sono i Pooh, li ha portati con sè”.
Valerio è stato il primo ideatore del gruppo, venne da me con idee molto chiare in proposito ed io le accettai subito, così nacque il sogno.
Senza di Lui che era l’anima, il trascinatore, il creatore dei testi più belli e significativi, quelli che hanno dato l’impronta alla musica dei Pooh, il gruppo non può sopravvivere.
I componenti sono tutti bravissimi, autori ed esecutori di musiche straordinarie ma senza la guida, la regia occulta di Valerio, tutto cade.. manca la poesia.
Rispondendo alla tua domanda dico: No. Preferisco ricordare altri momenti. La fine non mi interessa.

Mi sembra un’ottima frase, oltre che un rispettabilissimo punto di vista, per chiudere l’intervista. Sei una gran bella persona, Mauro, ti ringrazio per la cortese disponibilità e spero tanto d’incontrarti un giorno, magari davanti ad un buon piatto con un buon bicchiere di vino per brindare alla memoria di Valerio.

Magari… quando vorrai. Valerio è e sarà sempre nella mia memoria.

Tracklist del CD allegato al libro

  1. Ouverture (Mauro Bertoli)
  2. Non la fermare (Roby Facchinetti – Valerio Negrini)
  3. La solita storia (Roby Facchinetti – Valerio Negrini)
  4. Nel buio (Bob Morrison – Valerio Negrini)
  5. Cose di questo mondo (Roby Facchinetti – Valerio Negrini)
  6. Quello che non sai (Bob Crewe – Bob Gaudio – Valerio Negrini)
  7. Brennero ’66 (Roby Facchinetti – Valerio Negrini)
  8. Adagio per Valerio (Mauro Bertoli)
  9. Noi con voi (Mauro Bertoli) 

    Post Facebook del 29.12.2016 di Mauro Bertoli (riproduzione autorizzata dallo stesso)

Un pensiero al 30 Dicembre 2016……………data storica, data, almeno per me, funesta…foriera di mille ricordi, di mille sensazioni………….un pezzo di vita che se ne va………..

Correva l’anno 1962, era primavera, allora le stagioni esistevano ancora……e si presentò a casa mia un ragazzino piuttosto intraprendente, che mi parlò di un sogno, mi raccontò di un progetto di un’ambizione quasi …sconsiderata……ma erano gli anni ’60 e tutto poteva succedere, anche questo……………accettai, senza neppure pensarci, questa era la forza di Valerio: crederci al punto da tradurre in realtà il futuro…………………………….e l’abbiamo vissuto questo futuro, intensamente, lottando, soffrendo, vincendo….forse era già scritto e Lui aveva saputo leggere………………………………..

Domani sera tutto questo avrà termine e una parte di me stesso se ne andrà …….. e qualcuno ancora mi chiede: ma tu ci sarai?
Io sarò a Monghidoro, chiuso in casa a piangere, perché i miei sogni staranno volando via, perché mi resteranno, questa volta veramente, solamente ricordi e una parte importante della mia vita avrà termine, per sempre.
E anche se questi non sono i Pooh dei quali ho fatto parte, rimango sempre legato alla Famiglia, anche se qualcuno che non ha capito, può accusarmi di averli rinnegati, uscendo dal gruppo……..non è stato mai così. Nessuno saprà mai la sofferenza provata nel lasciare ciò che è stato di più bello, costruito insieme, anche mio, ma se vivi intensamente un rapporto, una situazione e non ti senti più in sintonia, allora subentra la tua coscienza che, per amore di ciò che ami, ti impone certi comportamenti: fai spazio a chi può portare avanti al posto tuo e in modo migliore la situazione. E questo è successo…………..

E allora che sia l’ultimo ma sia un grande concerto, che tutti sappiano vivere intensamente questo momento così importante, se le voci sul palco saranno rotte dalla commozione, il grande Pubblico le aiuterà, cantando con loro, a squarciagola, in un coro immenso, emotivo, gioioso. si gioioso…..La tristezza lasciamola per i giorni a venire, domani sera sarà un grande, immenso commiato, colmo di gratitudine, di ricordi, tutti quelli vissuti con loro, nei tantissimi concerti che vi hanno dato, con cuore, professionalità, entusiasmo.

E’ finita……..tutto prima o poi……

ma se sarete attenti concentrati sentirete Valerio, nell’aria, intorno a voi, sul palco, fra la gente………non potrà mancare a questo avvenimento: Lui ha iniziato, Lui sarà alla parata finale…………non è mai mancato……

Notte serena, pronti e belli cariche per domani……….con amore, sempre.

 

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Claudio Ramponi
Claudio Ramponi Cremona 08-08-1956 Comincia a studiare musica all'età di 8 anni presso la Banda Musicale Cittadina di Romagnano Sesia. Nel 1971 forma il gruppo Pick-up con Franco Serafini e Claudio Allifranchini. Nel 1973 sempre con i Pick-up collabora con l'Orchestra di Luciano Fineschi ed inizia a studiare basso e chitarra classica col M° Antonio Mastino. Nel 1974 con i Museum inizia professione di musicista suonando nei principali dancing del Nord Italia. Nel 1975 passa con i Fango (che cambieranno poi il nome in Fantastic Big Orchestra e quindi Fragola & Panna) restandoci fino agli inizi del 1978, dovendo interrompere causa servizio militare, prestato nella Fanfara della Brigata Alpina Taurinense in cui suona il trombone a coulisse. Nel 1979 entra a far parte dei Panda appena prima della scissione del gruppo e con i fuoriusciti membri forma il gruppo Everest con cui registra per la PolyGram Italiana il singolo "Hey città / Park Hotel". Nel 1982 scrive gran parte dei testi per l'album di esordio di Franco Serafini, tra cui il singolo "Se ti va cosí". Nel 1984 si iscrive al Conservatorio Antonio Vivaldi di Novara dove studia contrabbasso per 2 anni col M° Giorgio Giacomelli e consegue la Licenza di Teoria e Solfeggio sotto la guida del Mº Gabriele Manca. Dal 1986 al 1997 lavora come bassista freelance con diversi gruppi ed orchestre tra cui Kalliope, Working Brass, Cabarock, Diego Langhi Big Band, Claudio Allifranchini Big Band, Daniele Comoglio Quartet. Collabora inoltre con la Vetriolo S.r.l. alla realizzazione di jingles pubblicitari in onda sui principali network nazionali. Nel 1991 conosce Raffaele Fiore e con lui collabora alla realizzazione dei testi ed arrangiamenti oltre alla produzione dell'opera rock "4uattro" portata in scena in diversi teatri del novarese tra cui il Faraggiana di Novara, il Silvio Pellico di Trecate ed il Comunale di Oleggio. Contemporaneamente collabora come polistrumentista con la Compagnia La Goccia di Novara per le rappresentazioni teatrali dei musical "Jesus Christ Superstar", "Hair", "Tommy" e diversi Concerti Tributo ai Beatles. Inoltre si unisce, in qualità di corista, al gruppo A Fourty One che allestisce un mega tributo ai Queen con due gruppi contemporaneamente sul palco ed un coro di 20 persone, portato in scena in diversi palasport, teatri e locali di Piemonte e Lombardia tra il 1992 ed il 1995. Nel 1997 si trasferisce a Tenerife, Isole Canarie, dove tuttora risiede esercitando la professione di musicista nei principali hotel.

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