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HONOR: a volte le favole diventano realtà – RECENSIONE di “Never off”

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Voto Autore
di Claudio Ramponi

C’era una volta… e c’è ancora chi crede nelle favole e questa ha tutta l’aria di essere una favola moderna, ma come quelle vecchie assai poco reale.

Certo, in fondo c’è sempre la morale (i buoni sentimenti, lo scopo educativo, il sogno da realizzare, lo sprone a migliorare la propria condizione) ma sono per natura cinico e portato a leggere tra le righe per scoprire le carte, senza alcuna remora, quando si tratta di riconoscere che “il Re è nudo”.

Questa storia racconta di una pendrive dimenticata in un treno,  ritrovata “casualmente” da un noto Vlogger britannico che, in barba alle norme sulla privacy, ci curiosa dentro (sicuramente con la buona intenzione di risalire al proprietario per restituirla) e si trova di fronte ad una “rivelazione”. Ne rimane folgorato al punto da farsi promotore di questa ricerca scatenando la curiosità del pubblico britannico (quinto trend topic twitter più alto) fino a quando, grazie alla segnalazione di un’amica, Honor, una ragazza svizzera all’epoca in vacanza in UK, si riconosce come la destinataria delle attenzioni del tweet.

Incredula di fronte a tanto clamore, Honor risponde al Vlogger con un video-messaggio su facebook… e qui finisce la favola e comincia invece la realtà, che si concretizza con un contratto discografico, un singolo d’esordio con tanto di video girato a Los Angeles, articoli sui tabloid britannici, l’ingresso nelle classifiche ed i conseguenti remix.

A parte questo di Honor si sa veramente poco se non che è una artista di nazionalità svizzera, parla perfettamente più lingue (anche l’italiano) e pare sia appassionata di cavalli.


Ascoltando i brani dell’EP Never Off si può apprezzare una  produzione accurata e veramente di alto livello in fatto di suoni ed arrangiamenti, in cui predomina l’impiego dell’elettronica: grooves avvincenti (pur senza essere originalissimi), ambientazioni spaziose, effetti calibrati, predominanza delle frequenze medio basse per un suono globale decisamente corposo ed avvolgente.

Un gran bel vestito, insomma, così come le immagini a corredo (geniale quella di copertina), frutto di un ottimo lavoro creativo difficilmente attribuibile ad una sola persona (nel qual caso ci troveremmo di fronte ad un soggetto di non comune genialità) ma piuttosto ad un team di navigati professionisti.

Tutto perfetto, quindi?
Quasi, perché sotto al vestito di ottima fattura si sarebbe dovuto, forse, concentrarsi anche su altre “cose”, come la musica, la composizione in se, non del tutto allo stesso livello, come detto, degli ottimi arrangiamenti e della ottima produzione. Anche la voce avrebbe bisogno di più dinamicità, ma è sicuramente molto bella, e se venisse migliorata l’espressività, sarebbe perfetta. Ma la ragazza è giovane e “si farà” con il tempo e l’esperienza, perchè il potenziale e i presupposti ci sono tutti.

Questo prodotto discografico, certamente, nelle radio funzionerà perché i requisiti vanno in quella direzione, ed un bel lavoro di produzione paga sempre.

Ecco la playlist:

Never off

Love hate kiss kil

You and my nightmares

Heaven

Un’ultima annotazione riguardo il video del singolo “Never off”: SCIOCCANTE!

PER VISUALIZZARE IL VIDEO CLICCARE SULL’IMMAGINE – HONOR | Never Off | Debut Single (Official Video)

 

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Claudio Ramponi

Claudio Ramponi
Cremona 08-08-1956
Comincia a studiare musica all’età di 8 anni presso la Banda Musicale Cittadina di Romagnano Sesia.
Nel 1971 forma il gruppo Pick-up con Franco Serafini e Claudio Allifranchini.
Nel 1973 sempre con i Pick-up collabora con l’Orchestra di Luciano Fineschi ed inizia a studiare basso e chitarra classica col M° Antonio Mastino.
Nel 1974 con i Museum inizia professione di musicista suonando nei principali dancing del Nord Italia.
Nel 1975 passa con i Fango (che cambieranno poi il nome in Fantastic Big Orchestra e quindi Fragola & Panna) restandoci fino agli inizi del 1978, dovendo interrompere causa servizio militare, prestato nella Fanfara della Brigata Alpina Taurinense in cui suona il trombone a coulisse.
Nel 1979 entra a far parte dei Panda appena prima della scissione del gruppo e con i fuoriusciti membri forma il gruppo Everest con cui registra per la PolyGram Italiana il singolo “Hey città / Park Hotel”.
Nel 1982 scrive gran parte dei testi per l’album di esordio di Franco Serafini, tra cui il singolo “Se ti va cosí”.
Nel 1984 si iscrive al Conservatorio Antonio Vivaldi di Novara dove studia contrabbasso per 2 anni col M° Giorgio Giacomelli e consegue la Licenza di Teoria e Solfeggio sotto la guida del Mº Gabriele Manca.
Dal 1986 al 1997 lavora come bassista freelance con diversi gruppi ed orchestre tra cui Kalliope, Working Brass, Cabarock, Diego Langhi Big Band, Claudio Allifranchini Big Band, Daniele Comoglio Quartet.
Collabora inoltre con la Vetriolo S.r.l. alla realizzazione di jingles pubblicitari in onda sui principali network nazionali.
Nel 1991 conosce Raffaele Fiore e con lui collabora alla realizzazione dei testi ed arrangiamenti oltre alla produzione dell’opera rock “4uattro” portata in scena in diversi teatri del novarese tra cui il Faraggiana di Novara, il Silvio Pellico di Trecate ed il Comunale di Oleggio.
Contemporaneamente collabora come polistrumentista con la Compagnia La Goccia di Novara per le rappresentazioni teatrali dei musical “Jesus Christ Superstar”, “Hair”, “Tommy” e diversi Concerti Tributo ai Beatles.
Inoltre si unisce, in qualità di corista, al gruppo A Fourty One che allestisce un mega tributo ai Queen con due gruppi contemporaneamente sul palco ed un coro di 20 persone, portato in scena in diversi palasport, teatri e locali di Piemonte e Lombardia tra il 1992 ed il 1995.

Nel 1997 si trasferisce a Tenerife, Isole Canarie, dove tuttora risiede esercitando la professione di musicista nei principali hotel.

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