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Rossana Casale con “Round Christmas” è un “brivido” jazz che incanta il Natale – INTERVISTA

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Lei, Rossana Casale, è una delle voci più belle del nostro panorama musicale, cantante, autrice, vocal coach, insegnante al conservatorio, attrice.

Un’Artista con la A maiuscola, dal curriculum così lungo e variegato che è impossibile sintetizzare in poche righe.

Io sono solo un’(aspirante) autrice di canzoni, che conserva il grande privilegio di scrivere su questo sito.

In comune non abbiamo apparentemente nulla, se non il grande amore per la musica, con un’abissale differenza: mentre io tento di “farne il mio mestiere”, lei… Rossana CasaleE’LA MUSICA.

Senza ombra di dubbio la si può infatti considerare la personificazione stessa dell’interpretazione più raffinata, di una vocalità unica, dell’emozionalità mai scontata, custode costante di quella rara scintilla che vive negli occhi di pochi grandi artisti.

Una scintilla che nessuno potrebbe spegnere. Mai.

Qualche giorno fa ho avuto il grande privilegio di conoscerla e intervistarla per il nostro WebMagazine FMD- faremusic.it.

Rossana, attualmente impegnata a XFactor nel ruolo di vocal coach, si è raccontata con generosità, cesellando un sincero ritratto del periodo professionale che sta vivendo, con l’uscita del nuovo album “Round Christmas” (uscito il 25 novembre), il tour che lo accompagnerà, e progetti futuri che prevedono anche l’uscita di un nuovo album d’inediti.


INTERVISTA

Il 25 novembre è uscito Round Christmas, il suo nuovo album, progetto diverso dai “soliti” natalizi, in cui fonde magistralmente l’anima del Natale a quella del blues e del jazz. L’album prende il nome dall’inedito che ha scritto insieme ai suoi musicisti – Emiliano Begni, Ermanno Dodaro, Francesco Consaga, Gino Cardamone.

Come nasce questa sorta di esigenza di rivisitare il Natale con vesti insolite, a partire dalla scelta dei pezzi, riuscendo a coniugare la raffinatezza del racconto all’attenzione e coinvolgimento emozionale, immediato, di chi ascolta il suo lavoro?

Questo è sicuramente un progetto particolare, nato dopo l’attentato del Bataclan (13 novembre 2015); dopo quanto successo a Parigi ho deciso di raccontare il Natale in maniera diversa.

Il Natale che fa chiaramente da contrappeso al dolore, qualsiasi cosa capiti nelle nostre vite, nel mondo, abbiamo una certezza: il Natale arriva “inesorabile”, ogni anno.

Ho pensato quindi a cosa avesse ancora da raccontare il Natale, che è un tempo sì di festa, ma dove è d’obbligo concedersi un momento di riflessione.

Così ho iniziato una lunga ricerca, su internet, nella mia biblioteca personale, e ho trovato tante storie “attorno” al Natale, raccontate dai grandi autori della storia della musica.

Questo lavoro, che amo molto, inizialmente non doveva diventare un album.

Poi al mio trio di musicisti “storici”, Emiliano Begni, Ermanno Dodaro, Francesco Consaga, si è unito quest’anno Gino Cardamone, che ha cambiato il sound di vari pezzi.

A ottobre quindi abbiamo deciso di confluire il lavoro (già portato in tour lo scorso anno) anche in un album.

Una grossa mano per chiudere il contratto l’ho ricevuta ovviamente dalla mia agenzia (Zenart) e da Roberto Mancinelli (discografico italiano, a livello internazionale, Consultant Italian Portfolio per SonyAtv che ho avuto il grande piacere di intervistare mesi fa–> LEGGI QUI), entusiasta del progetto come e più di noi.

Il jazz ci concede inoltre la possibilità di svestirci di tutto ed esprimerci liberamente, riuscendo così a coniugare appieno il messaggio che stiamo raccontando, attraverso le parole di grandi artisti, come Maria Bethania, Tom Waits, George Brassens, Gilberto Gil, Edith Piaf, Henry Salvador.

Prendiamo ad esempio “Le Père Noël Et La Petite Fille” (George Brassens), che racconta di un bambina ricoperta di doni da un “Babbo Natale”, interessato in realtà solo ad abusare di lei.

Il “Babbo Natale” non è altro che la rappresentazione di quella parte del mondo maschile che costruisce la propria essenza sul possesso e sulla violenza verso i più deboli. Di chi abusa della propria posizione di prestigio per negoziare, controllare, annientare gli altri.

Quindi è la rappresentazione di chi detiene il potere e chi lo subisce, fino alle più drammatiche conseguenze.

In “Invocaçao”, altro pezzo “forte” dell’album, Maria Bethania chiede invece di rivelare a Dio la propria sessualità…

E’ un album indubbiamente da “scoprire”, un lavoro di grande ricerca, che richiamerà l’attenzione anche di chi non ama particolarmente questa festività (considero).

 “Round Christmas”, l’inedito che dà il titolo al nuovo album, dà il titolo anche il tour che lo accompagna, ROSSANA CASALE Jazz quintet – TOUR NATALE 2016 – ‘ROUND CHRISTMAS’, che partirà questa sera 11 dicembre da Brescia e si concluderà l’8 gennaio a Bari, toccando un po’ tutt’Italia.

Un tour che è già partito col botto, tant’è che la data al Blue Note (Milano), in cui vi esibirete il 21 dicembre, è già sold out. Una gran soddisfazione immagino…

Siamo ovviamente molto contenti di tale partecipazione.

La data al Blue Note è sold out, come dicevi, tant’è che è stato aperto un secondo set, alle 23, dopo il primo, che inizia alle 21.

Avremo poi un’altra importante data il 5 gennaio, all’Auditorium Parco della Musica – Roma, oltre a varie tappe in giro per l’Italia.

 (Il 4 gennaio saranno ad Aversa – Auditorium Bianca D’Aponte: mi riprometto di tornarci, come lo scorso anno, ammaliata dalla bravura di Rossana Casale e dei suoi musicisti).

Come lo scorso anno cercheremo di coinvolgere il pubblico più possibile, perché il nostro concerto è un momento sì di riflessione, ma ovviamente non può mancare il “gioco”. Ci saranno tra un’esibizione e l’altra intervalli con letture di poesie (Pessoa, Rodari) e un passo bellissimo tratto dal libro di Erri De Luca “Nel nome della madre”.

Il jazz è chiaramente da tempo l’espressione in musica a lei più congeniale, quella che sente più “sua”.

Com’è nato questo amore, ricambiato, con il jazz, che l’ha resa una delle jazz singer più rappresentative del panorama nostrano…

In realtà ci sono tanti bravi jazz singer in Italia (risponde “imbarazzata), sono in ottima compagnia.

E’ vero però che il jazz è il mio linguaggio ideale, è l’espressione dell’anima, che permette di esprimere me e in miei musicisti nella maniera più libera possibile.

Una passione che risale alla mia infanzia, quando ascoltavo i dischi di mio padre, di Charlie Parker, Billie Holiday…

Non mi sentivo inizialmente all’altezza, la immaginavo una cosa più grande di me, ma grazie ai miei musicisti, ai momenti che passavamo insieme (oltre ai concerti), ho imparato tanto, e ora la considero sicuramente l’espressione “in musica” che più mi rappresenta.

Il Teatro – Canzone è una forma di spettacolo che percorre ormai da molti anni, con successo.

Basti pensare, ad esempio, al trionfale tour “Il Signor G e l’amore”, lavoro dedicato a Giorgio Gaber e Sandro Luporini e alla loro visione controversa dell’amore, della coppia e del matrimonio.

Dopo 3 anni, con consenso unanime di pubblico e critica, il 22 ottobre, a Catania, siamo arrivati all’ultima replica.

Questo percorso riprenderà? E a cosa è dovuta la scelta di “raccontare” Gaber esclusivamente con canzoni che parlano d’amore?

Ogni lavoro lo realizzo come un’idea concept, come un filo conduttore che leghi in maniera viscerale una canzone all’altra, sviluppandone di conseguenza un storia.

Ho avuto il grande privilegio di conoscere Gaber, e tutto è partito proprio dal ricordo di una cena che abbiamo fatto, anni addietro, in cui si parlava d’amore.

Ho ripreso quindi questo suo dialogo, attraverso le sue meravigliose canzoni, su un tema a me più consono, essendo una donna.

Dopo l’ultima replica a Catania, che doveva chiudere questo lungo tour, siamo stati contatti dal Piccolo Teatro di Milano (la “casa” di Gaber): lì faremo l’ultima data, il prossimo anno.

Duemila sedici (anche se ormai agli sgoccioli): 30 anni dal Sanremo del 1986, in cui presentò “Brividi”, una delle sua canzoni più rappresentative. Che effetto le fa questa “ricorrenza”?

Una bella sensazione, perché non sono certo rimasta ferma in questi anni, sul divano a sferruzzare la calza (sorride). Ho fatto tante cose, e non posso che esserne soddisfatta, anche se non sono esattamente un’artista di “mercato”.

Per il prossimo anno c’è l’idea di ripercorrere la mia vita in musica, attraverso un tour, e soprattutto… mi metterò al lavoro su un nuovo album d’inediti.

Dopo l’ultimo lavoro realizzato “Circo immaginario”, che considero il mio lavoro più bello fatto finora (album ispirato al libro di Sara Cerri intitolato “Circo Immaginario”; arrangiato da Andrea Zuppini), e i vari tour che ci hanno riempito di soddisfazione, avverto come l’esigenza di riprendere uno stretto contatto con chi mi ascolta, e il modo più naturare per rafforzare questo contatto è “raccontarsi” in nuove canzoni.

Ho già in mente delle idee, anche ambiziose se vogliamo.

Sarà un anno di grande lavoro.

Un grandissimo in bocca al lupo per il nuovo album, siamo davvero contenti per questa notizia. (Mi ringrazia)

Una curiosità su X-factor.

Siamo giunti alla decima edizione del programma, in cui ricopre da qualche anno il ruolo di vocal coach.

Lei che di talent se ne occupa ormai da un po’ di anni, quale bilancio traccerebbe di questi programmi, che si presentano al “servizio” degli emergenti?

Io ci credo molto.

Vedi… il problema non sono questi programmi, ma quello che succede dopo.

Si dovrebbe dare un monito alle case discografiche, che prendono in considerazione solo chi li vince… i talent.

Questi programmi restano ovviamente una grande occasione, da considerare però come un punto di partenza, per crescere, per imparare.

Quando si esce, nel “mondo reale”, non ci sono le vocal coach, non c’è Luca Tommasini (coreografo e direttore artistico di Xf), te la devi “sudare” da solo. Il talento non basta.

Ci vuole tenacia, sacrificio. Bisogna studiare seriamente, e sapere cosa si sta facendo, non prenderla come un gioco.

Chi scrive musica, oggi, la conosce veramente poco.

Ovviamente il talent non è l’unica strada per farsi conoscere; ad esempio il web è un modo per “arrivare” velocemente al pubblico. Anche qui ci vuole però la “capacità” di saper sfruttare la possibilità al meglio.

E poi sempre studiare studiare e ancora studiare.

Nel chiudere, ringraziandola per l’intervista, le chiederei di tracciare un suo personale bilancio dell’anno che sta per finire, e come mia consuetudine, di racchiudere questa nostra chiacchierata con una frase o parola.

L’intervista è stata bella e intensa, ne sono davvero felice.

Devo dire poi che seguo quello che scrivi, e ti trovo molto brava.

(Momento di grande “imbarazzo” da parte mia, un gran regalo di Natale in anticipo. La ringrazio ancora, pubblicamente, e spero vivamente di meritare i suoi complimenti, che mi onorano).

 L’anno trascorso è stato molto intenso, fatto di tanti viaggi e soddisfazioni.

Finalmente ho avuto il trasferimento dal Conservatorio di Parma (dove insegnavo) a Frosinone, quindi sarò più “presente” nella mia città, Roma.

Il prossimo anno sarà indubbiamente un anno di lavoro, riflessivo, concentrata al pianoforte, per la composizione del nuovo album di inediti.

 Visto che siamo quasi a Natale, non posso poi esimermi dall’augurare a tutti i vostri lettori di faremusic.it un Natale intelligente, fatto di buoni propositi da mantenere.

Si chiude così questo mio “incontro” con Rossana Casale, vissuto nel tentativo di tenere a bada la mia emozione, consapevole della gran fortuna avuta nel “conoscere” un’Artista così grande.

Nel ringraziarla nuovamente per l’intervista, per le parole che mi ha regalato, e nel fargli nuovamente un enorme in bocca al lupo per il nuovo album di inediti, vi ricordo tutte le date del suo “Round Christmas” 2016, con Emiliano Begni (pianoforte); Ermanno Dodaro (contrabbasso); Francesco Consaga (flauto; sax soprano); Gino Cardamone (chitarra; banjo).

PER VISUALIZZARE IL VIDEO CLICCARE SULL’IMMAGINE
Rossana Casale – Round Christmas (Lyrics Video)

 

Date e location del tour:

Dicembre 2016
11 Brescia – Porticato di Palazzo Loggia
12 Peschiera del Garda – Teatro per una società senza pensieri
18 Avellino – I Senzatempo
Jazz Club presso Hotel de la Ville
19 Piossasco (Torino) – Teatro Il Mulino
20 Fossano (Cuneo) – Cinema Teatro ai Portici
21 Milano – Blue Note ore 21, primo set; ore 23, secondo set
22 Altamura (Bari) – Teatro Mercadante
26 Vigarano Mainarda (Ferrara) – Spirito

Gennaio 2017
4 Aversa – Auditorium Bianca D’Aponte
5 Roma – Auditorium Parco della Musica
6 Ascoli Piceno – Cotton Club
7 Loreto Aprutino (Pescara) – Chiesa Santa Maria in Piano
8 Gioia del Colle (Bari)-Ueffilo Jazz Club

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