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ITALIA SI, ITALIA NO… SE FAMO DU’ SPAGHI

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di Roberto Manfredi

Le canzoni sono spesso preveggenti, come nel caso della “Terra dei cachi” degli Elii. Questo strareferendum è finalmente finito. La campagna mediatica è stata sfinente, più che esaustiva, esausta.

I social ci hanno reso più Guelfi e Ghibellini del solito. Un Paese spaccato in due, dove il termine “spacca” non ha affatto il significato da terminologia del tutor. Nessuno ha spaccato, tanto meno il “governanti” o l’opposizione, che sono stati in televisione più volte dello spot di Banderas. Tutta questa tv referendaria ha portato un quasi 60% di italiani alle urne, probabilmente intossicati o forse consapevoli dell’ultimo sacrificio da compiere, quindi in qualche modo “liberati”.

I più masochisti si sono sorbiti pure la notte post voto, con tanto di exit pool e commenti talmente prevedibili da far rimpiangere l’originalità dei comici che usano le battute tormentone da qualche decade.

Ora sono di turno le analisi dei soliti noti ma in fondo Elio aveva già previsto tutto : “Italia si, Italia no, se famo dù spaghi”. Alla fine sul tavolo oltre i rottami, le cartelle di Equitalia, e gli strepiti latini dei nostri opinionisti, finiscono gli spaghetti, fumanti come i nostri attributi sotto il tavolo.

Non so voi, ma l’immagine del Paese che esce da questo delirio referendario, è di una tristezza infinita. Non tanto per il risultato delle urne. Ci sta che vince per forza qualcuno mentre l’altro perde. E’ il conto della democrazia. La tristezza sono i contenuti dei talk show a cui abbiamo assistito, dalle incomprensibili comma bis di Gustavo Zagrebelsky alle matite di Piero Pelù.

Se si comprassero i diritti di tutte le trasmissioni sul referendum si potrebbe fare il palinsesto di un anno su un canale digitale. Ovviamente il target sarebbe un popolo di masochisti puri, che secondo un recente  sondaggio, risulta il più numeroso nella storia della seconda repubblica. In effetti gli ascolti televisivi di questa infinita maratona referendaria hanno premiato quasi tutti, da Giletti alla Gruber tanto per toccare il punto G. Quindi la domanda sorge e scalpita spontanea:

A chi ha giovato questa overdose?”. Non certo ai telespettatori. Forse a qualche vip in declino, che mettendosi in mostra con il referendum, ha guadagnato qualche fans in più. Un nome? Forse la Ferilli. Eravamo abituati a vederla giubilare sugli artigiani di qualità da qualche anno, che non gli sembrava vero parlare della Costituzione davanti a un pubblico di umani.
Si è rivisto in tv persino Roberto D’Agostino, con tanto di anelli, tattoo e collanine da far sembrare Fedez il figlio di Mastrolindo.

I Social hanno persino peggiorato la situazione. Ho persino letto un post dove una tale chiedeva al Codacons e al Garante di fare un’indagine sugli spot pubblicitari perché si abusava della parola SI, come la Carta SI.  Come se il SI fosse un copyright.

Chissà forse la povera signora è stata talmente intossicata da questo semestre referendario, da aver rifiutato persino il matrimonio delle figlia. Non avrebbe retto a un altro fatidico Si.

Tornando alle canzoni ho visto postate su facebook intere playlist di canzoni il cui titolo conteneva la parola NO. “C’è chi dice no” di Vasco Rossi la più gettonata. Di contro Il target più anziano ha preferito “Yeahhhhhh” dei Primitives : “I tuoi occhi sono fari abbaglianti / per me che ci sono davanti”. E ti credo… dopo otto ore filate di talk show sul referendum, gli occhi diventano a palla come quelli di Marty Feldman.

Bene, ora è finita… possiamo metterci a tavola e farci dù spaghi, almeno fino alla prossima campagna elettorale.

 

 

 

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Roberto Manfredi

Roberto Manfredi è figlio d’arte. Madre organista alla chiesa Valdese di Milano e insegnante di pianoforte. Padre pittore, musicista di oboe, diplomato al Conservatorio di Pesaro. La musica accompagna Roberto fin dalla tenera età, in cui canta gli inni protestanti, ( gospel e ballate ) e suona in casa con i suoi genitori. Studia il pianoforte e il basso elettrico. Poi terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti a Carrara, entra nella discografia nel 1975 alla Produttori Associati dove si occupa di promozione e in particolare della promozione dei dischi di Fabrizio De Andrè, poi diventato suo amico negli anni a seguire. Dopo un anno si sposta alla Editori Associati, l’ Edizione musicale che fa parte della Ricordi e della produttori Associati. Nel 1976 produce il primo disco insieme al fratello Gianfranco e a Claudio Fabi. E’ la registrazione live dell’ultimo Festival di Re Nudo al Parco Lambro. Nel disco figurano artisti come Ricky Gianco, Eugenio Finardi, Area, Tony Esposito, Canzoniere del Lazio e molti altri. Passa poi nel gruppo RCA insieme a Nanni Ricordi seguendo parecchie produzioni discografiche dell’Etichetta indipendente Ultima Spiaggia e per la RCA stessa. In quegli anni produce gli album di Gianfranco Manfredi, David Riondino che lo fa conoscere a De Andrè che lo porta nel suo storico tour con la PFM e soprattutto l’album “Un Gelato al limon” di Paolo Conte. Scopre anche Alberto Fortis presentandolo dopo il periodo della RCA a Claudio Fabi e Mara Maionchi alla Ricordi. Durante questo periodo segue molte registrazioni di Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Ricky Gianco, Ivan Cattaneo, etc… Passa poi come vice direttore artistico alla Polygram dove segue contemporaneamente una trentina di artisti sotto contratto, da Massimo Bubola a Carlo Siliotto, da Maria Carta a Roberto Benigni ( L’inno del corpo sciolto ) fino alla compilation “Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni. Nel 1981 abbandona la Polygram, resosi conto che l’industria discografica si avviava al fallimento, e si trasferisce a Roma fondando con Pasquale Minieri, Anna Bernardini e Gaetano Ria la Società Multipla. Qui parte la produzione dell’operazione Mister Fantasy. Beppe Starnazza e i Vortici, con Freak Antoni nei panni del front man. Dopo l’album e due tournèe, seguono due singoli distribuiti dalla Cbs. Produce in seguito il supergruppo vocale The Oldies per la Rca ( con Nicola Arigliano, Cocky Mazzetti, Ernesto Bonino, Wilma De Angelis e Claudio Celli ) e l’ultimo album di Gianfranco Manfredi per la Polygram. Produce anche le colonne sonore del film “Liquirizia” di Salvatore Samperi e “Lupo Solitario”, programma di Antonio Ricci con Elio E Le Storie Tese, Banda Osiris e Skiantos. Contemporaneamente passa alla televisione come autore televisivo. Fonda anche la società Sorpresa SoS, che si occupa di promozione e produzione di concerti, servizi stampa e casting televisivi. Organizza e promuove concerti del management di Franco Maimone e Francesco Sanavio, quali Iggy Pop, Suzanne Vega, Lena Lovich e Nina Hagen, James Brown, Depeche Mode, The Kinks, Penguin Cafè Orchestra, Charlie Headen Liberation Orchestra e Sting. Poi decide di specializzarsi nel mondo televisivo e nei format musicali. E’ stato autore e capoprogetto di format quali Lupo Solitario, Fuori Orario, Mister Fantasy, Sanremo Rock, Segnali di Fumo, Tournèe, Super, Night Express, Italian Music Award, e “Supermarket” di e con Piero Chiambretti e di innumerevoli speciali monografici per Italia uno di artisti quali Elton John, Madonna, U2. Contemporaneamente produce gli home video “Mistero Buffo” di Dario Fo e “Storie del signor G” di Giorgio Gaber. Nel 1988 fonda il gruppo satirico “I Figli di Bubba” partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Big. In seguito rimane come capoprogetto nella sezione tv della Trident Agency per oltre due anni e infine entra nella società Magnolia di Giorgio Gori come produttore esecutivo e autore. Dopo sette anni in cui produce ben quattro edizioni del format “Markette” di Piero Chiambretti, lavora per la ITC Movies per lo show di Maurizio Crozza “Crozza Alive” occupandosi anche di altre produzioni per Varie case di produzione tra cui Endemol e 3zero2 di Piero Crispino e Mario Rasini di cui è stato autore nel programma RAI DUE : “Delitti Rock”, E’ stato direttore artistico di vari eventi e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale come “Il cinquantesimo anniversario della bomba di Hiroshima” presso la Sala Nervi in Vaticano dove ha riunito artisti come Dee Dee Bridgewater, Al Jarreau e Randi Crowford, è stato direttore artistico dei concerti per la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 1995 e dell ‘unico Festival di Musica africana a San Siro per il sostegno alla Liberia, insieme a George Whea e a Laura Boldrini, allora dirigente della World Food Program facendo suonare su due palchi paralleli artisti come Alpha Blondie, Youssou ‘n’dour, Salif Keita, Morikante, Buddy Guy, etc…
Attualmente è Head manager new format media presso la società Infront per lo sviluppo e la produzione di nuovi format tv “made in Italy” , produttore esecutivo per la Società Magnolia e autore di “Eccezionale Veramente” su La7.
Ha scritto quattro libri : “Talent Shop” ( dai talent scout ai talent show ), Nu Ghe Né ( dedicato all’amico Fabrizio de Andrè ) , “Freak, odio il brodo” ( omaggio a Freak Antoni ). Di prossima pubblicazione ( febbraio 2016 ) il volume “ SkANZONATA – Storia della canzone satirica, umoristica e comica italiana, dai futuristi a oggi”, per la Skira Editrice.
Regista del film “ Il Sogno di Yar Messi Kirkuk” in emissione 2015 su Sky Sport 24 e di alcuni filmati industriali e video web per aziende quali Academia Barilla, Fiat, Omnitel, etc…

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