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Musica e E-Music – I confini tra Arte & Marketing si fanno sempre più sfumati

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di Stefano De Maco

Seguo con molto interesse l’evoluzione della musica e degli aspetti relativi alla sua promozione. Ci sono sempre più pubblicazioni online e tradizionali, pieni di consigli per i musicisti per diventare sempre più imprenditori di se stessi, musicisti 4.0. È impensabile ad esempio che un musicista oggi non sia quantomeno pratico dell’uso delle piattaforme social. Ma le esigenze aumentano sempre più. E qui comincia a salirmi l’ansia.

Tra Twitter e altro leggo spesso articoli e thread soprattutto in inglese che citano risorse e offrono spunti. Sta cominciando anche qui, la tendenza, ormai di default all’estero, ad affidarsi ad una buona Agenzia Web che curi l’identità digitale (o Brand ID) piuttosto che ad un classico ufficio stampa. Ad esempio “Andiamo a comandare”, frutto di una visione pragmatica e lungimirante del duo Fedez & J.Ax e la loro neonata società di produzione. Hanno investito buona parte del budget in una web company per la promozione #social e il #viralmarketing, facendo pieno centro con strategie nuove ed innovative. Che poi il brano valga o meno, lascio ad ognuno il giudizio.

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Altre piccole realtà, quasi tutte composte da dinamici under 35, si stanno muovendo per promuovere in maniera più organica e web-centrica l’uscita di un disco o un evento particolare anche di nomi da Big (#ImSocial per Zucchero o Ligabue ad esempio). Piccole startup che magari domani diventeranno colossi. #Landr ad esempio offre la possibilità di fare mastering online a prezzi molto interessanti, permettendo di avere una qualità audio professionale anche per le produzioni minori, se non addirittura Home. Avete bisogno di consulenti freelance e di un project manager? #Upwork vi permette tutto questo, con spese e costi contenuti. #Musicclout, che nel suo PayOff si candida chiaramente a tramite tra il musicista e le possibilità che lo aspettano, in tutti i campi.

Per non parlare di #Musicraiser, piattaforma di #Crowdfunding che sopratutto all’estero riesce ottimamente a trovare risorse economiche per progetti musicali. Tra l’altro, nata da un’idea italiana… e altre realtà stanno per decollare. Basta seguire la rete.

Insomma si riduce sempre più la distanza, si abbassano i prezzi, aumentano le possibilità.

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L’incontro tra musica e business
, tra Arte & Marketing, si fa sempre più serrato e c’è il rischio che i confini diventino sempre più sfumati.

Dalla Musica stiamo passando alla E-Music (E-commerce Music). Della serie: dove finisce l’artista e dove comincia il marketing manager? E qual è il parametro del successo: avere un quid artistico o generare like a 6 zeri? Che poi i numeri vanno letti ed interpretati, mica ci si può limitare ad enunciarli per farsene un vanto. I Marketing Manager seri lo sanno molto bene, e spesso le loro analisi guardano lontano. Per questo sanno fare bene il loro lavoro.

Che però il Musicista cominci ad uscire dal suo Eden, non è affatto un male, anzi. Dopotutto l’interazione online sta diventando parte integrante della nostra quotidianità. La cosiddetta connessione “always on” sta radicalmente cambiando le nostre vite, i nostri concetti di privacy e di spazi. È inevitabile che questo rifletta anche sul modo che abbiamo di esprimere l’Arte.

Da neofita quale mi ritengo, sono molto curioso di conoscere dinamiche e metodologie del marketing, imparare ad usare meglio gli strumenti a disposizione.

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Ma comincio a rendermi conto che se non si segue il nostro filo di arianna, rischiamo di perderci in un labirinto sconosciuto col rischio poi di perdere la coscienza di ciò che facciamo realmente, cioè musica.

È un po’ come la Loren, gloria nazionale: divenne famosa perchè era bella o brava? Brava col tempo ci è sicuramente diventata, senza alcun dubbio. E poi, l’equazione essere famoso=essere bravo è davvero valida? Quanto conta il talento e il lavoro su di esso, e quanto conta il sapersi vendere bene? In questa mare così pieno di risorse si corre il rischio di seguire le sirene anzichè la rotta, se non si tiene saldo il timone.

Lungi da me una retorica romantica dell’artista bohémienne, ma non vorrei nemmeno che si perdesse lentamente, inesorabilmente, l’essenza dell’essere artista. Giusto così, per riflettere. Ma questo genera Likes?
Ps: vi domandate perchè ho usato gli hashtag? 🙂

 

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