Home Musica Recensioni Album Uscito “Mitofonie”, l’album di Sighanda, vincitrice del Bianca D’Aponte 2016 – RECENSIONE

Uscito “Mitofonie”, l’album di Sighanda, vincitrice del Bianca D’Aponte 2016 – RECENSIONE

681
0
SHARE
Voto Autore

di Elena Nesti

 

Forse avete già sentito il nome Dominique Fidanza. Bene, scordatevi tutte le sue vite precedenti, perché da qualche anno Dominique è Sighanda. È con questa rinnovata identità artistica che ha vinto il Premio Bianca D’aponte – Città  di Aversa 2016 (di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo), con il brano l’Aciddruzzo, che ha anticipato l’uscita dell’album Mitofonie.

Sighanda è il nome che già da tempo designa Dominique in quanto pittrice : all’eclettismo della sua personalità artistica si aggiunge un caleidoscopio di territori e culture che ispirano la sua produzione. Nata a Bruxelles, ha vissuto dagli 11 anni nel paese di origine dei genitori in provincia di Agrigento, prima di essere molto presente artisticamente in Francia e finalmente stabilirsi nel Canton Ticino. Con l’innovativo progetto live Et maintenant on va où?, in cui una Sighanda-ante-litteram partiva con chitarra e armonica e un bagaglio di canti della tradizione siciliana, alla ricerca di uno scambio a tu per tu con dei pubblici lontani dalle sale da concerto, la volontà di dialogo interculturale attraverso la musica sembra a posteriori il preludio dell’obiettivo – raggiunto – con quest’ultima impresa artistica.

15218705_10154144994938697_549854756_n


Mitofonie
è stato registrato nello studio El Patio di Barcellona e porta le impronte sonore di musicisti spagnoli, sardi, siciliani. Il legame che ci viene in mente è la cultura catalana, che unisce questi tre punti vicini nel Mediterraneo. Solo uno dei molti viaggi che ci fa fare Mitofonie.

L’album sembra segnare il ritorno alle origini della cantautrice – come spesso accade quando si vive altrove che nel proprio luogo di provenienza – verso la sua Sicilia.

Sighanda mette in risonanza la propria terra con la mitologia greca, nei brani Arianna e il Minotauro, l’Aciddruzzu (vi ritroverete il mito di Leda e il cigno), Inddra ddra dinddra e La vigna, quest’ultima rimandando al mito di Dioniso.

15220006_10157817303350504_5114444894085124696_n


Mitofonie
ci porta anche a gettare uno sguardo all’altro lato del Mediterraneo, che ha profondamente influenzato la cultura siciliana e del Sud Italia, con un richiamo al Cantico dei Cantici guidaico-cristiano in Ba’al Hamôn.

Nel passaggio dai pezzi di ispirazione mitologica alle storie nate nell’universo artistico di Sighanda, che si sviluppano tra il siciliano, l’italiano e il francese, rimane lo sguardo ampio sul Mediterraneo, a cucire insieme due o più luoghi : Fatima, storia di una bambina araba nella Toledo delle tre culture, Oświęcim, sullo sterminio nazista.

Un disco che rispecchia la condizione a cavallo tra molteplici culture, che è propria di Sighanda come di molte persone che vi si ritroveranno.

I miti evocati nei brani di Mitofonie sono oggi più che mai d’attualità e proprio le canzoni di Sighanda ci permettono di condividere interrogativi sugli stereotipi culturali, sul rapporto con la religione, sulle tragedie storiche. Un percorso sul mito che ci ricorda quello di Vinicio Cappossela – a volte due universi artistici entrano in risonanza: l’album è stato mixato nello studio di Vinicio, La Cùpa.

15281880_10154144994933697_899376047_n


Mitofonie
è un «racconto attraverso il suono», in questo caso un suono folk con svariate contaminazioni, tra cui il jazz, per un risultato coerente e  ancorato nella contemporaneità, assicurato anche dalla voce “attuale” di Sighanda.

Il suono è dato come uno dei molti modi di raccontare il mito. L’altro, l’immagine, è affidato alle incisioni con tecnica xilografica con le quali Sighanda illustra le proprie stesse canzoni, ma anche a una serie di suggestioni visive che animeranno lo spettacolo “Mitofonie”, che si preannuncia come un’esperienza immersiva e alla portata sia di udenti che di non udenti.

Mitofonie è un progetto a tutto tondo e curato nei dettagli, che vi farà (ri-)scoprire un’artista a 360° che l’Italia non dovrebbe lasciarsi scappare, Sighanda.

 

Commento su FMD