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L’impegno del governo sul secondary ticketing con la modifica dell’Articolo 13 del “Permesso Spettacoli e Trattenimenti”

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di Angela Paonessa

In seguito alle inchieste sul bagarinaggio online, la Società Italiana degli Autori ed Editori ha avviato la petizione #noSecondaryticketing e confermato il suo impegno contro il mercato secondario, fenomeno che danneggia gravemente i consumatori e tutti i titolari del diritto d’autore, approvando lo scorso 27 Ottobre, la modifica dell’Articolo 13 “Permesso Spettacoli e Trattenimenti”, inserendo una clausola che fa espresso divieto al titolare del permesso di fornire ticket di ingresso a piattaforme online e siti web del cosiddetto “secondary ticketing’’.

Attua un circolo di protezione anche Il Teatro alla Scala colpendo i bagarini in attesa dei tickets per le date dei concerti della Chicago Symphony Orchestra diretta da Riccardo Muti, rendendo i biglietti esclusivamente nominali. Reazione immediata, infine, quella dell’Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal vivo ASSOMUSICA, che conta ad oggi oltre centoventi imprese associate su tutto il territorio nazionale, ricoprendo l’80% circa dei concerti dal vivo in Italia e che condividendo la proposta del Governo, tramite il Ministro Franceschini per l’abolizione del secondary ticketing, ha affermato:

Apprendo con viva soddisfazione che questo pomeriggio il Ministro Franceschini ha annunciato che presenterà un emendamento alla Legge di Bilancio per limitare e contrastare il fenomeno del bagarinaggio online, o secondary ticketing. Sono davvero lieto di notare questa unità di vedute tra Assomusica e il Ministro poiché pochi giorni fa gli Onorevoli Fiorio e Fanucci avevano presentato una proposta di Assomusica, al DL Fiscale, tesa proprio a stroncare il fenomeno“.

Il presidente di Assomusica Vincenzo Spera ha inoltre aggiunto: “L’Associazione è sempre in prima linea per garantire la legalità e evitare che si possa lucrare su eventi culturali che favoriscono l’arte e la socializzazione“.

Sembra dunque che le acque ricomincino a fluire nel verso giusto e che questa sia la volta buona per la risoluzione di ogni avvenimento spiacevole riguardante un settore d’intrattenimento e di serenità quale dovrebbe essere quello della musica. In attesa di nuovi aggiornamenti pero’ ci chiediamo: Ma per tutti i fan che hanno speso il doppio dei soldi per accaparrarsi un biglietto di “seconda classe’’ e partecipare allo show del loro idolo, adesso chi paga?

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