Home Le Signore della Musica Italiana FIORELLA MANNOIA LA SIGNORA DELLA MUSICA ITALIANA – INTERVISTA ESCLUSIVA

FIORELLA MANNOIA LA SIGNORA DELLA MUSICA ITALIANA – INTERVISTA ESCLUSIVA

Fiorella Mannoia in una intervista senza filtri nè manipolazioni: a voi apprezzarne la profondità, l'impegno e la grande disponibilità.

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di Brunella Vedani

Quando un’intervista con una grande artista della musica italiana si trasforma in una chiacchierata generosa e amichevole, capisci subito che dietro ad un grande e consolidato successo c’è qualcosa di più che il semplice talento.

Riporto fedelmente le parole di Fiorella Mannoia, senza filtri nè manipolazioni: a voi apprezzarne la profondità, l’impegno e la grande disponibilità.

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Ciao Fiorella, come stai? Ti abbiamo sentita a Radio2 la scorsa settimana con Luca Barbarossa, un po’ provata dall’influenza, anche se la tua interpretazione della simulazione dell’orgasmo nella scena di “Harry ti presento Sally” è stata molto convincente!

(Fiorella ride) Mi hanno tirato un bello scherzo, giuro che non ne sapevo niente. Una truffa! Mi hanno fatto scegliere tra tre buste ma dentro ad ognuna c’era sempre lo stesso film.

A proposito di donne, tu sei da sempre impegnata nella campagna di sensibilizzazione sul femminicidio, da sempre vicina alle donne, una “COMBATTENTE” come dice il titolo del tuo ultimo album: il 25 novembre sarà la giornata internazionale della violenza contro le donne. Tante saranno le iniziative: installazioni, letture, etc.

Ma che cosa, secondo te, si può fare per comunicare e diffondere una cultura di Non-Violenza sulle donne?

Io penso che tutto questo debba cominciare dal basso, dalle famiglie, le mamme e i papà devono iniziare a parlare con i propri figli.  Anche le mamme , a volte, hanno le loro responsabilità : trattano i figli maschi diversamente da come trattano le figlie femmine oppure lasciano passare frasi, atteggiamenti che etichettano come ragazzate , questo è lo sbaglio.

Poi , un aiuto lo deve dare la scuola : fare lezioni, incontri con i ragazzi e con i genitori.

Insomma, bisogna parlarne. PARLARNE.

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Tu sei stata Direttore Artistico di AMICHE IN ARENA, un evento unico che rivive nel doppio CD Amiche in Arena, che ti ha visto anche sul palco. Le donne, quando si mettono insieme, possono fare grandi cose. Ma è anche vero che, spesso, le donne sono il peggior nemico delle donne stesse. Ti risulta? Hai avuto esperienze negative in questo senso?

Sono assolutamente d’accordo, lo diceva anche Franca Rame, il peggior nemico della donna, a volte, è la donna stessa.

Quando leggi certi commenti, come quelli riguardanti quella povera ragazza che si è tolta la vita perchè giravano nel web suoi video hard (ndr Tiziana Cantone), se leggo alcuni commenti pesanti delle donne, sono quelli che mi fanno soffrire di più , non c’è solidarietà, non c’è comprensione.

Mi fanno soffrire quelle mamme che difendono i figli che si sono macchiati di un delitto vergognoso come lo stupro di gruppo, che addirittura poi accusano la vittima di averli provocati. Ecco, a queste mamme vorrei parlare e chiedere: “Siete sicure di crescere dei figli sani?”

Anche gli uomini dovrebbero sentirsi offesi, tratteggiati come animali che non riescono a tenere a bada i loro istinti, come se fossero schiavi del loro organo sessuale: si dovrebbero ribellare a questo essere considerati bestie dagli istinti irrefrenabili se solo passa una ragazza in minigonna.

Tutti sono vittime di questa mentalità malata: uomini e donne.

Anche una prostituta che fa quel mestiere ha diritto a non essere infastidita e molestata, a non essere stuprata se non vuole.

E’ una mentalità che va cambiata: ci vuole tempo e la volontà delle famiglie.

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Il ricavato del disco “Amiche in Arena” va a qualche associazione? E quello del Concerto di Verona? Perchè sai, si è sempre dubbiosi sulla fine che fanno i nostri soldi : tante sono le richieste che ci pervengono per nobili cause.

Fai bene a chiederlo perchè anche io quando faccio beneficenza voglio sapere per filo e per segno dove vanno i soldi raccolti. Noi abbiamo già consegnato 150 mila euro, derivanti dagli introiti del concerto Amiche in Arena, all’Associazione DI.RE Donne in Rete contro la violenza, che si occupa di 75 centri anti-violenza dislocati in tutta Italia.

Tutti i proventi del CD e del DVD andranno alla stessa Associazione. Noi continueremo a sostenerla, anche a lungo termine.

Purtroppo i centri anti-violenza sono senza fondi, alcuni stanno chiudendo e la maggior parte restano in vita grazie al supporto del volontariato. Questa è la realtà di oggi, speriamo che in futuro le cose possano cambiare.

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Sul palco noi abbiamo visto tante amiche cantare insieme (Bertè, Nannini, Amoroso, Elisa, Pravo, etc.) ma poi, spenti i riflettori, ognuna per i fatti suoi, per la propria strada e chi s’è visto s’è visto o rimanete in contatto? In breve, hai amiche vere nel mondo dello spettacolo?

Purtroppo il nostro mestiere ci porta a non vederci spesso, ognuna con i propri impegni, ma io continuo a sentire alcune mie amiche e colleghe: penso a Paola Turci, a Loredana Bertè, a Alessandra Amoroso, a Gianna Nannini. Purtroppo la frequentazione è difficile perchè quando siamo in tournèe non abbiamo il tempo di vederci , il nostro lavoro ci porta lontano da casa, però ci mandiamo mail, ci teniamo in contatto.

Ti aspetta un lungo Tour: hai aggiunto delle date a dicembre e nuove date in primavera (13 nuove date). COMBATTENTE IL TOUR: che cosa ci dobbiamo aspettare di nuovo? Cosa vorresti che arrivasse di te al tuo pubblico che ti segue fedelissimo?

Vorrei che il pubblico assistesse ad un bel concerto, che tornasse a casa contento e non maledicendomi per aver speso male i suoi soldi. Spero anche di poter regalare emozione e divertimento: godere di due ore di concerto con spensieratezza, lasciando il mondo fuori.

La musica serve a questo: per divertirsi, per commuoversi e, perchè no, anche a ballare.

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Le canzoni sono dei piccoli film che tu interpreti con la tua voce, la gestualità, le vivi intensamente e le comunichi. Qual è, ancora adesso, la tua canzone-film preferita, quella che più ami recitare nei tuoi concerti?

Ci sono canzoni che mi emozionano sempre, nonostante gli anni che passano. Dipende anche dagli umori, dal periodo che stai vivendo. Penso a “Sally”, penso a “O que sarà” canzone forte che ha passato generazioni, governi e che è ancora attualissima, penso a “I treni a vapore”.

Ce n’è una che attualmente non sto cantando ma presto lo farò: è “Giovanna D’Arco”, scritta da Francesco De Gregori e che tutte le volte che la interpreto mi emoziona tantissimo, con la descrizione così precisa di una donna giovane come è stata Giovanna D’Arco.

Nell’album (e suppongo anche in Tour) c’è il brano “Perfetti sconosciuti” di cui sei anche co-autrice e che ti è valso il Nastro d’Argento 2016 per miglior canzone originale, nel film diretto da Paolo Genovese. Com’è il tuo rapporto con il cellulare e con i Social Network?

Buono. Buono nel senso che ho tante pagine FB che seguo personalmente. Sono sincera: mi portano via un sacco di tempo ma non mi sento di delegare nessuno a farlo per me perchè non permetterei a nessuno di scrivere a mio nome, non mi sembrerebbe nè etico nè corretto.

E’ un rapporto di odio-amore, a volte mi verrebbe voglia di chiuderli ma poi non lo faccio perchè oggi è il modo di comunicare, perchè tanta gente aspetta di sapere quello che penso e quello che dico e se non lo faccio mi esortano a farlo.

Io sono molto orgogliosa della mia pagina pubblica: ormai negli anni tutti i facinorosi, quelli che venivano solo per insultare, piano piano se ne sono andati ed è rimasto quasi 1 milione di persone che ama confrontarsi, anche in modo acceso e appassionato. Insomma, gente che ama il confronto di idee e questo mi inorgoglisce tanto.

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Davvero, come dicono Mika e Sting, a voi artisti i selfie fanno schifo?

Devo dire la verità? A me non pesa. Ormai neanche Sting dovrebbe avere quelle orde di ragazzine impazzite che aveva quando stava nei Police. Siamo grandi: ormai le persone che ci avvicinano sono grandi come noi.

Son sincera: che mi costa? Ti giri un secondo, fai una fotografia e il fan è contento e a me non ha tolto nulla. Non bisogna esagerare, dai.

So che sei un’atleta: hai iniziato la tua carriera professionista come stuntgirl e questa tua fisicità ricompare in modo netto nei tuoi concerti. Qual è il tuo rapporto con il corpo?

Ci devi fare i conti: ogni tanto ti specchi e ti accorgi di qualcosa che non avevi visto il giorno prima e dici. “Oddio! mi è cascato pure questo!”. Cerco di prenderla con filosofia, mi guardo e dico: “Fiorella, stai ancora bene, hai 60 anni, ma che vai cercando?”

La vecchiaia non esiste, è uno stato mentale, è un’invenzione, una menzogna: se tu ti mantieni curioso del mondo, finchè hai voglia di sapere, finchè hai voglia di vivere, non invecchi. Quando tu ti senti vecchio nella testa, anche il tuo corpo ti viene dietro. Fin quando hai voglia di confrontarti, di indignarti, di combattere: ecco, questo credo sia l’elisir di lunga vita.

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Io ricordo di tuoi abiti meravigliosi di Romeo Gigli negli Anni ’90 dal color rubino che si sposavano a meraviglia con i tuoi capelli. Nella copertina del tuo nuovo disco indossi una giacca militare molto di tendenza. Qual è il tuo rapporto con la moda?

Mi guardo intorno e cerco di non arrivare troppo tardi. Se viene fuori qualcosa di nuovo non è che corro come una forsennata ad acquistarlo. Alla fine è la moda che entra nella tua vita. Un po’ di tempo fa si usavano quei pantaloni con i tasconi che a me piacevano tanto, ci stavo comoda; poi hanno cominciato ad usarsi i pantaloni stretti e all’inizio ho resistito e ho detto “no, non me li metterò mai” ma poi ti adegui, senza volerlo e inevitabilmente.

Non sono, però, certamente tra quelle che spendono una fortuna per una borsa o un paio di scarpe.

Alberto Salerno, te ne avrà parlato, ha avuto l’idea di creare L’Officina della Musica e delle Parole per offrire opportunità a artisti, autori e musicisti. Tu dai molto spazio ai giovani, penso a Fabrizio Moro che compare come autore in Combattente (qui trovate la nostra recensione). Sei anche stata criticata per esserti mescolata ai ragazzi usciti dai talent (mi viene in mente Moreno con “Sempre sarai”, canzone scritta da Ermal Meta, giovane e incredibile talento). Perchè c’è questa forma di snobismo verso questi ragazzi?

E’ una cosa vecchia, frutto di una vecchia mentalità. Non vedo perchè , se Moreno mi propone una bella canzone io dovrei dirgli di no. Io parto dalla musica: se la musica è bella perchè dovrei rinunciare? Perchè è uscito da un talent? Gli vogliamo mettere un marchio addosso? Che discorsi sono?

I ragazzi devono crescere e hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a farlo.

Se un ragazzo giovane mi chiede di cantare in un suo disco, evidentemente è perchè mi stima.

Io sono più grande anagraficamente , posso dargli dei consigli, posso fargli dono della mia esperienza.

E’ una cosa crudele che questi ragazzi debbano dimostrare tutto e subito, altrimenti poi non li vuole più nessuno.

Se io fossi stata giovane oggi, io credo che sarei andata a fare un altro mestiere.

A me hanno offerto tante possibilità: sono partita con RCA, ho fatto un album che non ha funzionato, ne ho fatti altri, sono passata ad un’altra casa discografica, insomma, ci ho messo del tempo anche a capire io stessa dove volevo andare.

Anche io all’inizio cantavo testi acerbi, tutte canzoni che oggi con me non hanno niente a che vedere: ci ho messo del tempo per capire dove mi stava portando la mia voce, dove dovevo puntare, se sulla voce , sulle emozioni o sulle parole.

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Fiorella, nel 2001 il tuo album “Fragile” conteneva un duetto inedito con De Gregori “L’uccisione di Babbo Natale”. In “Combattente” c’è “L’ultimo Babbo Natale” scritta da Giuliano Sangiorgi. Di che parla questo brano?

La canzone di Giuliano mi è piaciuta tantissimo e parla di parole. Io avevo scritto una canzone, due anni fa, nell’album antologico “Fiorella”, un inedito, con la musica di Bungaro, “Le parole perdute” e questa di Giuliano è la giusta conseguenza: si sottolinea l’importanza delle parole perchè quando ci scappano, poi, indietro non tornano più. Bisogna stare molto attenti all’uso che facciamo delle parole, perchè ci rappresentano, perchè possono far male, possono anche uccidere a volte.

Siamo l’unica specie animale del pianeta ad avere questa fortuna: dobbiamo essere responsabili delle parole che diciamo.

Fiorella augura a tutti i lettori di Fare Musica e Dintorni un felice Natale ed io, potessi chiudere quest’intervista con un brano, sceglierei “Cara” di Lucio Dalla: perchè la versione di Fiorella, ogni volta, mi regala brividi di emozione.

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VIDEO – FIORELLA MANNOIA – CARA

NUOVO ESTRATTO DA “COMBATTENTE” – “NESSUNA CONSEGUENZA

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VIDEO – Fiorella Mannoia – Nessuna conseguenza

 

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