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Fiorella Mannoia: “Combattente” un album di classe, un album concreto, un album della speranza – RECENSIONE

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di Athos Enrile

Pensi a Fiorella Mannoia e immediatamente si materializza un’immagine nitida, con un brand appiccicato al corpo, indissolubile, incancellabile. E tutte le variazioni sul tema, legate alla normale evoluzione delle cose, ruotano attorno ad uno stato solidificato che non potrà essere scalfito da alcuna tecnologia o novità che avanza. E’ una picture fatta di tenacia, di “battaglie”, di rivendicazioni naturali, di difesa ad oltranza per chi deve ingiustamente patire, di incitamento a non mollare. Tutto questo ripreso dal punto di vista del genere femminile, quello che più ha sofferto – e ancora soffre – le storture del pensiero umano.

Fiorella Mannoia ha appena rilasciato un album di inediti – a quattro anni di distanza dal precedente – dal titolo “Combattente” (di cui avevamo già scritto in un precedente articolo), termine che si addice perfettamente al suo trascorso e all’impegno messo sul campo.

Lo si può considerare disco autobiografico, sintesi di una vita di sentimenti, pensieri e idee urlate al mondo; è a suo modo un album concettuale, essendo presente un legame che unisce ogni episodio.

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Sono undici le canzoni proposte:

“Combattente”,
“Nessuna conseguenza”,
“Siamo ancora qui”,
“I pensieri di Zo”,
“Anima di neve”,
“I miei passi”,
“L’abitudine che ho”,
“Ogni domenica con te”,
“Perfetti sconosciuti”,
“L’ultimo babbo natale”,
“La terra da lontano”.

Per il completamento del contenitore musicale Mannoia si affida ad un pool di autori, un esempio di squadra al lavoro con l’obiettivo comune ben chiaro, le cui linee guida riportano all’esistenza stessa della cantante, in questo caso anche autrice assieme a giovani e a nomi più affermati: Ivano Fossati, Giuliano Sangiorgi, Federica Abbate, Cheope, Fabrizio Moro, Roberto Cardelli, Bungaro, Cesare Chiodo.

L’essenza dell’album è racchiusa nell’anticipazione video (di cui avviamo parlato in un precedente articolo) della title track – il primo di una serie di mini film – che vede come protagonista l’atleta paralimpica Alessia Donizetti. La canzone, scritta da Federica Abbate e Cheope è rappresentativa di ciò che ci è richiesto nella vita reale, la forza di risollevarsi ad ogni caduta – e sono tante le occasioni che troviamo nel nostro percorso -, di alzare la testa e trovare il coraggio per riprendere il cammino che a volte ci pare impossibile da affrontare.

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E’ questo il modo di essere di Fiorella Mannoia, ma è al contempo un chiaro esempio di quale possa essere, anche, il ruolo della musica popolare, arte complessa, basata però su stilemi semplici, attraverso i quali è possibile lanciare messaggi precisi, promuovendo momenti di riflessione e spingendo all’azione, anche quando l’argomento sfugge dalla razionalità, come accade nella poetica “Perfetti sconosciuti”, dove due ex innamorati si ritrovano a distanza di tempo.

Fiorella Mannoia si è “addolcita”, per sua stessa ammissione, così come capita a tutti quelli che maturano con serenità, limando le asperità e ponendo una coltre di neve sugli angoli vivi e pericolosi che costellano normalmente le nostre vie, ma sottolinea la sua attitudine più importante: “L’abitudine che ho a non accontentarmi mai a non vivere così a metà…” (L’abitudine che ho), promuovendo relazioni corrette che non possono prescindere dall’uso corretto della parola: “Le parole non sono altro che tutto quello che ci muove…”  (L’ultimo Babbo Natale). Ma sarà chiaro a tutti che “parlare non è comunicare?”
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Gli aspetti prettamente musicali sono stati curati da una produzione “pop” realizzata da Carlo Di Francesco e Davide Aru, ma non appesantiscono, semmai esaltano, un affascinante fondo nostalgico da cui emerge una delle più belle voci italiane, capace di modulare alla perfezione l’itinerario di cui vuole dare rappresentazione.

E nel suo viaggio interno, nella sua introspezione, si arriva in un luogo in cui si possono prendere le distanze e guardare le cose con distacco (La terra da lontano, traccia conclusiva), da una diversa prospettiva, e la posizione privilegiata rimpicciolisce un mondo, ingrandendone però i valori e i lati oscuri, e alla fine, prendendosi il tempo dovuto, tutto potrebbe chiarirsi… all’improvviso.
Album di classe… album concreto, album della speranza.

 

PER VEDERE IL VIDEO CLICCARE SULL'IMMAGINE Fiorella Mannoia - Combattente
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Fiorella Mannoia – Combattente

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