Home Musica Interviste INTERVISTA AL GIOVANE AUTORE ROBERTO CARDELLI

INTERVISTA AL GIOVANE AUTORE ROBERTO CARDELLI

1464
0
SHARE
Voto Autore
di Francesca De Luisi

In una lunga e simpaticissima intervista, ho avuto il piacere di conoscere artisticamente Roberto Cardelli, autore e compositore di molti brani che tutti noi conosciamo, poichè interpretati da artisti famosi, ma a cui molto spesso non si presta attenzione la provenienza.

E’arrivato il momento di collocare nella loro giusta posizione anche questa categoria che spesso vive nell’ombra.

Oggi mi piacerebbe parlare proprio di questo…
14972046_10209817328063348_1052118432_n-copy

Ciao Roberto, parlami della tua storia artistica, della tua evoluzione.

Ciao Francesca, ti avverto che è molto lunga.

Ho iniziato a suonare a 10 anni il pianoforte per passione, ma nel frattempo giocavo anche a calcio, nella Lodigiani di Roma, poi sono andato al Milan, ma sono ritornato a Roma perchè non volevo stare a Milano e cambiare vita.

In seguito ho lasciato il calcio, per inseguire completamente la passione della musica. Ho cominciato a studiare in una scuola prestigiosa di Roma negli anni 90, andando anche a suonare la notte nei locali con gente più grande di me. Prima di finire l’università della musica, il mio insegnante mi disse che “I ragazzi italiani ” cercavano un tastierista e mi unì a loro. Comincio’ cosi la mia esperienza da turnista.

Infatti, in seguito dal 2001 ho continuato a suonare come pianista con Franco Califano per circa tre anni, e poi anche con Patty Pravo fino all’età di 24 anni. Ho collaborato anche alla realizzazione di colonne sonore, sigle e spot pubblicitari, con Stefano Scarfone, conquistando anche un KEY AWARDS (oscar per le pubblicità).

Poi nel 2006 con la mia band “La Scelta” ci siamo dedicati alla musica inedita, abbiamo anche partecipato ad un Sanremo nel 2008 dove vinsero i Sonohra, e noi arrivammo secondi con il brano “Il nostro tempo“.

Intanto nel 2007 conobbi Fabrizio Moro, cominciando a lavorare con lui come musicista e continuando a dedicarmi anche alla mia musica nella mia band.

Sempre nel 2007 Moro vinse Sanremo con “Pensa” e lavorai con lui sull’album “Domani” come arrangiatore e musicista.

Abbiamo fatto da spalla anche a Vasco Rossi con Fabrizio Moro. Mi sono ritrovato a fare anche l’ultimo Festivalbar con lui. Una bella esperienza all’Olimpico e a San Siro.

Nel 2008 ho partecipato ad una coproduzione per la realizzazione del primo album di Tony Maiello, appena uscito da Xfactor, che all’epoca fu prodotto da Mara Maionchi e Alberto Salerno.

Realizzammo in quel periodo anche un altro brano per Maiello, che rimase nel cassetto e fu poi portato nel 2010 a Sanremo con il quale vinse: “Il linguaggio della resa“.

Fu il primo Sanremo in cui vinsi come coautore.

Sono poi tornato a lavorare con Fabrizio Moro, non più assiduamente nei suoi live, ma nella collaborazione della scrittura e produzione.

Un live importante a cui ho partecipato dopo, insieme alla produzione dell’album stesso è stato con Emma Marrone all’album “SCHIENA”. Nell’album è contenuto il brano “Chimera“, scritto da me e Antonino Spadaccino.

Altre collaborazioni sono state con Noemi alla quale ho scritto con Moro:”Buongiorno alla vita” presente nell’album “RossoLive”.

Dal 2010 ho realizzato altre diverse coproduzioni di vari artisti, tra cui anche l’ep omonimo dei Fuoriorario, band pugliese a cui sono affezionato, che vinse un contratto discografico con la Universal Music Italia con un concorso web nel 2012, per poi passare ad altre coproduzioni, come con Lorenzo Fragola per il disco “1995”, Chiara Galliazzo con “Un giorno di Sole”, e Francesco Sarcina.

Ho iniziato a collaborare anche con Ermal Meta , scrivendo il brano “Una strada infinita” per Elodie nel suo primo album “Un altra vita”, oltre agli altri due pezzi che ho scritto con Fabrizio Moro per lei e cioè “Un’altra vita” dal quale prende nome l’omonimo album, e “Giorni spensierati”.

Nel 2014 ho scritto dei brani per Nesli, tra cui “Quello che non si vede” e “Arrivederci e grazie” per l’album “Andrà tutto bene”, facendo anche molti live con lui.

Ultima coproduzione che ho realizzato a Milano è stata per Alessandra Amoroso, per il suo album VIVERE A COLORI, con le canzoni “Avrò cura di tutto”, “Fidati ancora di me”, “Sul ciglio senza far rumore”. Poi sono tornato a Roma, continuando con le produzioni.

Ho prodotto anche il disco di Giulia Luzi: “Viversi in un attimo”.

Il mio consolidato sodalizio artistico con Fabrizio Moro continua ancora oggi e abbiamo scritto anche due canzoni per l’album “Combattente” di Fiorella Mannoia: “I miei passi” e “I pensieri di Zo”.

 

15174405_10209817328703364_576091366_n

Cosa ne pensi della situazione discografica attuale.
E’ più crisi di creatività o di coraggio di investimenti discografici?

E’ una situazione di stallo, secondo me.

In quanto la discografia non ha più il ruolo che aveva prima e neanche le piccole etichette indipendenti che cercano di emergere.

Ma questo perchè il mercato è cosi saturo di musica, che non sa più cosa produrre.

Non è che non c’è coraggio di investimenti discografici, ad esempio la Sugar prova a tirare fuori persone dalla nicchia. Ma poi se non vede che ha riscontro…

Ormai oggi devi essere già famoso per vendere qualcosa. E’ questo il problema.

Quindi pensi che i talent influiscano su questo?

Influiscono molto, secondo me. La discografia essendo una multinazionale, non vede la situazione solo dal punto artistico, ma anche giustamente da quello economico. Quindi investe su chi esce dal talent, perchè arriva da una notevole esposizione televisiva.

Negli anni 80/90 ovviamente non era cosi. Oggi la musica si può ascoltare gratuitamente ovunque con tutti i canali esistenti. E’ più pratico per i ragazzi.

Alla fine è un fatto culturale. Noi contrariamente ai 16enni di oggi, non ascoltavamo solo la musica attuale di allora, ma anche quella dei decenni prima.

Tornando a cosa penso dei talent, per me è l’unica speranza oggi. Ovviamente ci sono pro e contro. Negli anni 90 era diverso, gli artisti erano più “fortunati” perchè era tutto diverso.

Il talent è diventato così importante perchè è l’unica cosa, insieme a YouTube che invece hanno oggi i giovani per uscire sul mercato.

Questa “crisi” è iniziata negli anni 2000 con internet dove l’80% degli artisti usciva con My Space e YouTube, anche con cose molto interessanti.

Senza internet forse non sarebbero neanche nati i talent.

Oggi, la gente non compra il prodotto, compra la persona, il personaggio che diventa simpatico. Si affezionano.

C’è anche la ricerca della voce strana, particolare.

Ad esempio un mese fa, sono stato ad uno stage a Lecce in Puglia dove ho sentito cantare una 40 ragazzi.

Il livello di preparazione era molto alto. Ma poi quando dialoghi con loro, dicono appunto che oltre il talent che devono fare? Con i genitori a seguito che dicono che devono preparare i provini per i vari talent perchè non ci sono alternative per farsi conoscere. Cosa rispondi in questi casi? Hanno ragione. Non è come 20 anni fa. Questi ragazzi possono fare solo questo.

E comunque, dai talent sono usciti tantissimi artisti in questi anni come Lorenzo Fragola, Chiara Galliazzo o Giusy Ferreri, e chi si è affermato definitivamente nel panorama italiano come: Marco Mengoni, Alessandra Amoroso ed Emma Marrone.

15226613_10209817326543310_1288057364_n
Con chi ti piacerebbe collaborare?

Mi piacere collaborare con Cesare Cremonini che nel tempo si è rivelato un vero artista.

Non è facile cambiare opinione, ma il percorso di Cremonini si è dimostrato una vera forma d’arte.

Chi sono i tuoi artisti di riferimento? cosa ti “ispira” quando scrivi?

A livello italiano, mi piace tantissimo Battisti e Tenco.

Ma io creo musica e con Fabrizio Moro dove lui è la penna, ormai c’è un grande connubio.

Quindi è anche importante conoscere benissimo la persona con cui lavori. Io scrivo la musica dove Fabrizio trova ispirazione, i testi li fa lui. Cosi si tira su una canzone.

Poi, io sono cresciuto con la musica internazionale anni 70/80, quindi un cocktail tra Beatles, Led Zeppelin, Duran Duran, U2, Police, Pink Floyd.

Quale canzone famosa avresti voluto comporre e arrangiare tu?

Bellissima domanda.

Ci sono parecchie canzoni che avrei voluto fare io, anche se si sa, i gusti cambiano negli anni.

Se devo scegliere, per me sono intoccabili i Pink Floyd e sono coloro che hanno dato via ad un movimento musicale anche nei testi, dove all’estero, gli stranieri non sono mai stati forti come gli italiani. A livello internazionale oggi avrei voluto creare io “The wall”, senza presunzione OVVIAMENTE. Un altro disco che però avrei voluto fare io è dei Coldplay, una delle band più forti dei nostri giorni, a cui mi ispiro tanto e che loro volta si ispirano ai grandi del passato. “A Rush of Blood to the Head” è il mio album preferito, che avrei voluto realizzare.

A livello italiano, per me Vasco è Vasco e poi sono cresciuto con Mango, che ho amato tantissimo, ma il disco italiano che mi ha segnato è di Zucchero, “Oro, incenso, e birra”, dove c’era tutto. In quel disco non c’è una sola traccia brutta. Devi solo scegliere cosa sentire. E’ stato prodotto dal grande Corrado Rustici, ed è davvero un’opera d’arte! Lo avrei voluto sicuramente creare io! L’ho disintegrato il disco a furia di sentirlo.

Grazie Roberto è stata una piacevole e costruttiva chiacchierata.

Grazie Francesca, fa bene parlare di arte ogni tanto.

Commento su FMD