Home Musica BOLLANI ARRIVA SU RAI 1 CON “L’IMPORTANTE E’AVERE UN PIANO” E STRONCA...

BOLLANI ARRIVA SU RAI 1 CON “L’IMPORTANTE E’AVERE UN PIANO” E STRONCA I TALENT

861
0
SHARE
Voto Autore

di Mariafrancesca Mary Troisi

Rai uno si lancia in una sfida all’Auditel con Stefano Bollani, che dal 10 novembre ha iniziato una nuova avventura, andando in onda, in seconda serata sulla rete ammiraglia Rai Uno, con un fantastico e tanto atteso programma dal titolo che è un felice doppiosenso, intelligente, e che in sé è tutto un programma: “L’importante è avere un piano” … e se lo dice uno come Bollani che con i “Piani” fa miracoli, allora gli dobbiamo assolutamente credere.
La trasmissione è prodotta in collaborazione con la Ballandi Multimedia.

stefano-bollani
Questo programma musicale, con una sua significativa cifra culturale (ed era ora che in Viale Mazzini qualcuno facesse qualcosa di “spessore”), sarà un viaggio inedito nel mondo della musica live, in cui ci sarà spazio anche per il jazz. La faranno da protagonista ovviamente la musica dal vivo, l’improvvisazione e la voglia di divertisti insieme, con grandi ospiti italiani e internazionali, che non saranno solo di estrazione musicale.

Uno show, come quelli della tv in bianco e nero, con il pianoforte al centro della scena e tanti ospiti a chiacchierare, quelli con Lelio Luttazzi, Johnny Dorelli, Gorni Kramer, Armando Trovajoli, Enrico Simonetti” – ha dichiarato Bollani alla presentazione dello show – “in cui si fa buona musica, si parla di musica e si gioca con la musica, tre azioni – fa notare il musicista – per le quali in inglese, to play, e in francese, jouer, c’è un solo verbo ad indicare tutte e tre le attività“.

x
Bollani continua dicendo che “il punto è, quindi, che suonare è giocare ed è anche recitare. E in questo programma vengono tutti a ‘giocare la musica’, improvvisando insieme per la prima volta“.

Accanto a lui e alla sua Resident Band, formata da Jeff Ballard alla batteria e Gabriele Evangelista al contrabbasso, sul palco, ogni sera (in totale sono previste sette serate) ci sarà un parterre di ospiti diverso, musicisti affermati e nuovi talenti pescati anche dal web, attori e personaggi dello spettacolo italiano e internazionale, pronti a mettersi in gioco.

Ci saranno – spiega ancora Bollani – tre rubriche fisse: in una parliamo di musicisti diversamente noti, quelli cioè che non hanno avuto la fortuna di essere conosciuti; in un’altra si racconta la storia dei sette nani come in una fiaba dove ogni nano ha velleità musicali difficili da realizzare, volendo entrare a tutti i costi nella band di Biancaneve.

 

14980646_10150709276029950_4696264137453768693_n

L’idea è nata dopo che qualcuno aveva capito ‘L’importante è avere un nano’ invece che ’L’importante è avere un piano’ e in considerazione del fatto che il numero sette era comunque ricorrente: le puntate sono 7 e le note sono 7. Così i nani.

Poi al termine di ogni puntata avremo un ‘video della buonanotte’, realizzato da Valentina Cenni nel ruolo di fata del sonno”.

Interpellato infine sul “tema talent”, Bollani dice la sua:

Non guardo i talent in tv ma questo perché non ne condivido l’idea di fondo, quel mettere gli uni contro gli altri e quel far dipendere la carriera di un ragazzo dal giudizio di un altro. Sono delle vere fabbriche d’illusioni”.

Contunua: “Non mancano di certo le eccezioni: Marco Mengoni, Emma Marrone, Alessandra Amoroso. Ma voglio vedere quali sono queste masse che vanno a comprarsi il biglietto per andare a vedere “altri” usciti dai talent, che non siano i nomi prima citati! Su venti che hanno fatto X Factor o Amici diciannove sono condannati a pagare per un bel po’ uno psicanalista: sono giovanissimi, arrivano da tutta Italia accompagnati dai genitori, ma non sono attrezzati ad affrontare il successo. Quando le telecamere si spengono e qualche anno dopo il loro exploit televisivo improvvisamente non li ascolta più nessuno, si deprimono. Quelli che riempiono i locali e i teatri, come i Marlene Kuntz e gli Afterhours che suonano da venti anni, non fanno la tv“.

bollani-e1467276803397-680x340
Le radio trasmettono come sappiano spesso pezzi di ex concorrenti provenienti dai talent: “E’ un martellamento dall’alto. Non è il pubblico a scegliere. Con le radio, come con la tv, è l’offerta a creare la domanda. Se offri brutta musica gli ascoltatori si appassioneranno a quella brutta musica. Ma quando devono comprare un biglietto e scegliere le cose cambiano“.

Declinerei l’invito se mi chiedessero di fare il giudice di un talent – aggiunge -. Non mi piacciono le classifiche e quel tipo di competizione ricorda le guerre. Inoltre non trovo giusto che il mio gusto personale possa rovinare la carriera a qualche ragazzo alle prime armi“.

Dichiarazioni di certo non “leggere”, che lasceranno il segno quelle del maestro Bollani.

Comunque, tornando allo show, per la prima puntata si son visti Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia, Claudio Santamaria e l’organista Cameron Carpenter.

bollani_grandi_slide
Nelle prossime puntate ci saranno altri nomi di peso, oltre a quelli già citati: da Renzo Arbore a Elio, da David Garrett a Andrew Bird, da Ornella Vanoni a Enrico Rava, e poi The Vegetable Orchestra, Max Gazzè, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Vinicio Capossela, Hamilton De Holanda, Michael Kiwanuka, Manu Katchè, Bandabardò, Juniorchestra di Santa Cecilia, Igudesman & Joo, Neri Marcorè, Lillo & Greg, Antonio Rezza, Chucho Valdes, Silvia Perez Cruz, Yamandu Costa, Irene Grandi, Carmen Consoli, La batteria, Jan Bang, il trio Daniele Sepe, Nico Gori e Bernardo Guerra, Chano Dominguez e Barbara Casini.

L’importante è avere un piano” è un programma di Stefano Bollani, scritto con Fosco D’Amelio, Simone Di Rosa, Rosaria Parretti. Le scenografie sono di Luigi Dell’Aglio.

La fotografia è di Eugene O’Connor e John McCullagh. La regia di Cristian Biondani.

Mi raccomando, da NON perdere assolutamente, perchè ogni tanto un po’ di cultura e musica vera non può che far tanto ma tanto bene, al cuore e soprattutto alla mente.

Commento su Faremusic.it