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Jessica, l’Aqualand del Vasto, Eros e l’Anatomia Femminile

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di Michele Monina

È passato giusto giusto un anno. Eh, sì, era esattamente un anno fa quando, proprio su queste pagine ho lanciato una sfida che partiva un po’ dal mio background, il background di un critico musicale che aveva lavorato per anni a mappare il cantautorato femminile italiano per il progetto Anatomia Femminile.

La sfida era rivolta alle cantautrici, appunto, e diceva, parola più parola meno: perché non c’è da noi una Amanda Palmer? Perché, in sostanza, non c’è da noi un’artista di tale sfrontata potenza, evocativa e simbolica? Perché, anche di fronte a nomi tanto interessanti, nessuna prende in pugno la situazione e si fa promotrice di un movimento, si mette, voce, penna e corpo al centro della scena per cercare di catalizzare l’attenzione conto terzi?

Una sfida, va detto, caduta abbastanza nel vuoto, perché nonostante di cantautrici interessanti ne siano anche venute fuori altre, e la mia recente lettera al Club Tenco riguardo Chiara Dello Iacovo lo attesta, nessuna si è fatta avanti sul terreno di gioco che avevo proposto.

Ma sempre un anno fa, sempre di questi giorni succedeva che io andassi all’Aqualand del Vasto, il parco acquatico della città abruzzese, sicuramente il più bello, dal punto di vista della location, di tutta Italia, con queste piscine che si fanno largo tra gli ulivi. Sono quindi andato all’Aqualand del Vasto, come tutti gli anni, e ho incontrato un talento puro e cristallino, un talento impegnato a cantare negli spettacoli atti a intrattenere tutti coloro che frequentano il parco acquatico in questione, sotto la direzione artistica di Alex Procacci, un talent scout, a riguardo, che fossi uno dei vertici di una major non mi lascerei sfuggire per nulla al mondo. Il talento in questione, impegnato tra le altre cose a cantare l’aria della Lucia di Lammermoor di Doninzetti proposto nel film Il quinto elemento, neanche fosse un soprano, è Jessica Lorusso. Una cantante poliedrica, capace di cantare per cinque musical di circa tre quarti d’ora l’uno, ogni giorno, per tre mesi, in un contesto non propriamente semplice, tra le piscine piene di cloro, sotto il sole, mentre la gente ha una soglia d’attenzione non altissima. Jessica mi ha rapito, e l’ho scritto.

Ho fatto di più, perché ho chiesto agli autori italiani, quelli bravi, di prendersi cura di lei, di scrivere per lei, coinvolgendo nella cosa lo stesso Alex Procacci. Poi con Jessica, che come me e Alex vive a Milano, ci siamo rivisti, in quella sede, e abbiamo ragionato su un qualcosa di discografico, ma giustamente Jessica ha continuato a fare della musica il suo lavoro, a livelli professionalmente molto alti. Quindi prima è andata a Roma, con la Compagnia della Rancia di Saverio Marconi, per il musical Sister Act, un impegno importante, altrettanto formativo di quello già intrapreso all’Aqualand. Poi, una volta tornata, è arrivata la proposta da parte di Eros Ramazzotti di entrare nella sua band, come corista, per il tour mondiale. Tour finito a inizio giugno, momentaneamente, giusto in tempo per tornare a Vasto.

Nel mentre, però, io e Jessica abbiamo continuato a ragionare su un qualcosa di discografico, e finalmente sta per arrivare una canzone. Di più, una canzone che è legata proprio a quell’Anatomia Femminile da cui tutto questo è in qualche modo partito.

Quindi, ripensando a questo anno, carico di tante belle esperienze professionali, per lei, e sì, dai, anche per me, mi appresto a risentire Jessica cantare, tra uno scivolo e una piscina, in attesa di sentirla cantare in studio di registrazione. Del resto, diciamocelo, se non c’è di mezzo una piscina, oggi, non c’è giornalismo musicale. Peccato solo che lo studio, per quanto moderno e attrezzato, non sia circondato da ulivi, come l’Aqualand dove per la prima volta l’ho ascoltata.
Ma magari, prima o poi, si riuscirà anche in questo. Visto mai…

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