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“C’è posta per te”: i segreti di un successo inarrestabile

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di Sara Di Marco

Quando la signora della TV Maria De Filippi ci si mette tira fuori veramente dei gioiellini. Ma procediamo con ordine.

In questo articolo voglio raccontarvi una storia. Voglio raccontarvi la storia di uno dei programmi più famosi in Italia, “C’è posta per te”, e il segreto del successo che ha ottenuto nella sua programmazione. Se capirete appieno questo articolo sono sicura che lo salverete nei preferiti.

Vi comunico che il primo segreto sta nell’essere in grado di leggere l’intero articolo.

Lo dico subito, a scanso di equivoci: Maria De Filippi è molto brava a fare una tv che non mi piace. Basta guardare una puntata di “Uomini e donne” per averne riprova. Certo, non si può chiedere a Maria di fare programmi culturali, ma nell’ambito della tv popolare è difficile trovarne una più brava. Le va riconosciuta una professionalità senza se e senza ma, un fiuto non indifferente nello scovare e cavalcare storie e fenomeni che attraggono il pubblico generalista, vedi i giovani talenti di “Amici”.

Abbiamo lasciato Maria De Filippi nell’ultima puntata del programma cult di Canale 5 chiedere un fazzoletto perchè lei, si proprio lei, la regina delle storie tristi, si commuoveva durante la lettura della storia stessa. La De Filippi legge la lunga lettera di Monica, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua storia: lo straordinario rapporto con le tre sorelle, l’amore incondizionato per i genitori e, infine, la scomparsa della cara mamma, a maggio del 2014. È a questo punto che la lettura per la De Filippi si fa più difficile, con la voce che si spezza e le lacrime che le rigano il volto. «Adesso mi riprendo», promette la conduttrice stringendo forte la mano al signor Antonio. Ma poi ci ricasca. «Davvero, ti chiedo scusa», continua togliendosi gli occhiali e chiedendo un fazzoletto. Poi, da grande professionista qual è, si ricompone, portandosi a casa una storia bellissima, resa ancora più magica da quelle lacrime che la rendono una di noi. La sedicesima edizione di C’è Posta per Te non poteva concludersi in maniera migliore.

Venerdì 7 luglio sono ricominciate le registrazioni del programma “C’è posta per te”, e io stessa presente posso dirvi che non mancheranno situazioni di estrema commozione e indignazione magari per alcune storie.

Ma torniamo a noi: Come mai gira attorno a questo programma televisivo che dura ormai da tanti anni un così forte interesse di pubblico? Qual è invece il «talento» di Maria De Filippi? Mi convinco sempre di più che sia un caso strano nella storia della tv: Maria ha di fronte una produzione kolossal, un varietà di prima serata con l’ospite hollywoodiano, le starlette italiane, i cantanti. Maria ha fatto sua la regola del «less is more», del «meno è meglio»: i conduttori televisivi tendono sempre ad aggiungere, a riempire tutti gli spazi, mentre lei, per calcolo o per istinto, pratica una conduzione «in levare». Non sente l’esigenza di essere sempre al centro della scena, guida il programma con un certo distacco, anche durante l’esibizione spudorata del dolore privato, cosa che le permette di mantenersi sempre al di sopra. C’è posta per te, in onda da qualcosa come quindici anni, ha subito piccole e attente modifiche nel corso di questi tre lustri. Le sorprese con i vip sono state sicuramente il supplemento più significativo: anno dopo anno, questa variazione è stata migliorata con maggiori elementi scenografici.

I personaggi sono ben strutturati e delineati proprio perché è sulla profondità e sul coinvolgimento che tutto si snoda in “C’è posta per te”.

Questo programma mette comunque in scena un sistema di valori cui fare riferimento. Qualcuno può storcere il naso sulla levatura artistica di alcune di queste puntate. Poco importa, il programma è sempre un punto di riferimento rispetto alla vita. “C’è posta per te” è un classico, un evergreen, e come tale deve essere trattato.

Cambiare, evolversi, non adagiarsi sugli allori è un atteggiamento positivo ma in alcune occasioni non farlo può esserlo altrettanto.

“C’è posta per te” supplisce a un bisogno di affetti, questo traccia infatti dei percorsi passionali, delle vie obbligate al sentimento, e lo spettatore viene inconsciamente preso per mano e trasferito d’incanto nella dimensione emotiva che lo risarcisce dell’aridità della vita quotidiana. “C’è posta per te”, invece, riesce a rimanere attuale, consono alla tv dei nostri tempi e soprattutto non appare troppo retrò, pur andando in onda, come già scritto, da ben quindici anni. Non serve cercare i motivi di questo fenomeno, è sufficiente soltanto riconoscerne il merito.

Novità assoluta di quest’anno :”C’è posta per te” diventa un bestseller, che è ormai un vero e proprio fenomeno di costume e una delle autrici, Barbara Cappi, ha deciso di scrivere un libro ”La lettera che non ti ho scritto”. La trama del romanzo si rifà ai momenti più importanti ed emozionanti di ”C’è posta per te”. ”Dopo tanti anni ‘C’è Posta Per Te’ è l’amico, il confidente per chiunque abbia un nodo sentimentale che gli strizza il cuore e non supera il pudore del confronto tra le mura di casa propria. Non c’è una categoria specifica, non c’è distinzione di sesso, di età e tanto meno di estrazione sociale. C’è il mondo che entra dentro quello studiolo e si siede sul pouf più famoso d’Italia”, ha spiegato la Cappi al settimanale Panorama. Barbara Cappi, autrice del programma, ha cucito le storie più significative di questo programma in un vero e proprio romanzo, in una storia coinvolgente ed emozionante, in grado di toccare le corde più profonde e far commuovere.

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