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Laura Pausini conquista Roma, in 50 mila in delirio all’Olimpico

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Voto Autore
di Sara Di Marco

Un attesa lunga un anno.

Era esattamente il 6 Giugno 2015 quando assieme ad una carovana di gente, chiamati anche “pausiniani”, andammo a metterci in fila sotto il sole cocente di Piazza della Repubblica a Roma per il grande evento che promuoveva la vendita dei biglietti per i tre concerti, che poi sono diventati quattro, negli stadi della ormai consacrata regina della musica italiana Laura Pausini. Io ero una di quelle folli che attendevano sotto il sole, per assicurarmi il mio posto in quello che si preannunciava uno dei concerti più fantastici della Pausini.

Tutti noi non avevamo ancora in mano un testo, una melodia, un titolo del nuovo album ma eravamo tutti consapevoli della grandezza di questa artista e ci siamo fiondati per il nostro posto nello stadio. Premetto che a Roma, allo Stadio Olimpico, in 20 anni e più di carriera era la prima volta che la Pausini annunciava una data, strategia di marketing fu anche quella di regalare per ogni biglietto acquistato un kit composto da:
-zaino
-maglia
-porta biglietto
-pennarello

X

Insomma dal 6 Giugno del 2015 eravamo tutti pronti a questi concerti senza sapere nulla, solo con la voglia di cantare assieme a lei le sue canzoni.

La sua storia ormai la conosciamo quasi tutti: una ragazza partita dalla provincia romagnola e arrivata in cima alle classifiche di tutto il mondo.
Per la sua prima volta allo Stadio Olimpico di Roma Laura Pausini mette al centro di tutto sé stessa, le sue canzoni, le sue storie.

Il concerto, terzo appuntamento della sua prima tournée negli stadi, è stato una festa tra pochi intimi, circa 50.000 persone, tra fan e non, quelli che lei stessa chiama i “soldati dell’amore” a cantare ed emozionarsi con lei.

La scaletta era composta da 46 canzoni, le più belle e le più importanti, quelle che hanno segnato la storia della sua carriera e della sua vita, per un totale di 3 ore di spettacolo: l’impressione è che Laura non abbia voluto lasciar fuori niente, per quanto riguarda il repertorio. E così il concerto, più che essere incentrato sul suo ultimo disco, è una celebrazione della sua carriera, da “La solitudine” ad oggi.
Molte canzoni vengono inserite in medley insieme ad altri brani, per un totale di 9 medley e 14 canzoni eseguite singolarmente.

Lo spettacolo entra subito nel vivo con “Simili”, “Resta in ascolto” e “Innamorata”, con i quali la Pausini rompe il ghiaccio, e prosegue con il primo medley, quello composto da “Non ho mai smesso”, “Il nostro amore quotidiano” e “Se non te”.

Sul palco, abbiamo detto, c’è la storia di Laura. La troviamo soprattutto nei pezzi più autobiografici, come “Celeste” e “È a lei che devo l’amore”, entrambe dedicate a sua figlia Paola, dove scorrono nei monitor giganti dello stadio immagini della bimba che canta e gioca, e li l’emozione di Laura si fa sentire.

Quando sta per cantare “Strani amori” fa un breve accenno all’esordio della canzone: “Sanremo 1994. Arriva uno che mi fa: ‘Strani amori non la fai, fa cagare’. Io gli risposi: ‘Ok, io la faccio lo stesso’“, racconta lei e quell’anno si piazzò al terzo posto tra i “big”, facendo nascere e crescere questa immensa canzone.
Con questi ingredienti realizza un mix strano, unito a un adorabile repertorio classico “da cameretta anni ’90” e quella sua voce maestosa che il mercato cerca di arginare.

Poi, a sorpresa, ci sono gli amici, Biagio Antonacci e Paola Cortellesi. Con il primo Laura duetta su “In una stanza quasi rosa” e “Vivimi”, mentre sul led viene mostrata la stretta di mano tra i due, in segno della loro amicizia: “È bello durante i concerti sentire anche i silenzi“, dice lui. Ma lei risponde a tono: “No, qui non ci sono silenzi. A Roma spaccano i culi ai passeri, baby“. Con la Cortellesi, invece, la Pausini mette in scena un piccolo sketch sul modello di quelli proposti nelle varie puntate del varietà “Laura & Paola“, che si conclude con l’esecuzione di “La solitudine”.

È un concerto che si può raccontare bene nei tre colori distintivi dei suoi abiti: il fucsia eccentrico della modernità che rompe gli schemi, il verde della naturalezza volta all’azzeramento dei gradi di separazione con il suo pubblico e infine il bianco, colore con il quale racconta se stessa nel modo più intimo e personale, mostrando (per esempio) la sua famiglia come un dono d’amore da non tenere nascosto, ma da condividere: un bel messaggio.

Ma ci sono soprattutto  i fan: la cantante si commuove e fa commuovere TUTTO lo stadio olimpico, me compresa, quando dedica “Invece no” ad una ragazzina di 10 anni che il giorno prima ha perso la mamma e ride di gioia quando annuncia ad un ragazzo seduto tra gli spalti che la sua compagna è in dolce attesa e dedica alla coppia “Incancellabile”.

Crediti Foto Sara Di Marco
Crediti Foto Sara Di Marco

 

Anche il palco, disegnato dalla Pausini, è stato pensato in funzione del rapporto con i fan e ha la forma di un “abbraccio” che stringe il parterre: la struttura centrate si sviluppa su due livelli e costituisce il centro del concerto una sorta di cuore pulsante, mentre le due braccia sono lunghe passerelle che permettono alla cantante di raggiungere, con la sua band, i lati più esterni.

Già, la band, 17 componenti, tra coristi e musicisti, guidati dal chitarrista Paolo Carta, che sostengono la Pausini nell’esecuzione del multiforme repertorio: dai pezzi più rabbiosi come “Resta in ascolto” e “Come se non fosse stato mai amore” in cui Laura suona pure la chitarra a forma di quadrifoglio, a quelli più raffinati come “Lato destro del cuore” e “Sono solo nuvole”, tra i momenti migliori della serata per intensità e interpretazione.

Nel finale arriva un medley dance composto da “Limpido”, “Surrender” e “Io c’ero”, in cui la band viene sostituita da dj Joseph Carta, figlio di Paolo, e l’Olimpico si trasforma in una discoteca a cielo aperto.

Il risultato è uno spettacolo che ti lascia in apnea per gran parte del concerto. È un live con pochissime pause e un alto tasso di spettacolarità. Agli effetti speciali e alla scenografia mozzafiato, il “Pausini Stadi 2016” è un concerto complesso che riesce a essere pienamente trasversale e di semplice lettura: coinvolge bene il pubblico che la segue con meno attenzione – ho portato con me un amica che non è fan e non ama particolarmente la Pausini ma cantava e sapeva quasi tutte le canzoni – con i suoi più grandi successi di ieri e di oggi e si prende cura delle grandi esigenze dei fan che la seguono in Italia e in giro per il mondo, offrendo rarità, brani magari meno noti ma adatti a uno stadio, pescando dal suo repertorio ventennale.

Laura Pausini ha confezionato un concerto da cantare tutti a squarciagola, da vivere a cuore aperto, da scoprire come un grande quadro in movimento pieno zeppo di dettagli. La guerriera romagnola ha spinto l’acceleratore sul divertimento e quando pensi abbia raggiunto l’apice, scala un’altra montagna ancora più alta. Appena si esce dal concerto, dopo un finale oggettivamente epico con “Io c’ero” e “Lato destro del cuore”, viene già voglia di rivederla ancora. Ha accontentato tutti nel modo più bello, a modo suo.

Uno spettacolo pop per tutti: grandi, piccini, famiglie, coppie. “Solo un progetto in comune“, specifica lei: “Darsi lo slancio e stare insieme su questo prato per andare a vedere cosa c’è oltre. Combattendo a colpi di carezze e sguardi“. Sul palco la Pausini porta le storie di “amore quotidiano”, in cui ognuno può ritrovare un po’ di sé. Il suo mondo, insomma. “Ho cercato la bellezza e l’ho trovata in fondo alla semplicità“, canta lei nell’incipit di “Non ho mai smesso”. Come darle torto?

Crediti Foto Sara Di Marco
Crediti Foto Sara Di Marco

 

SCALETTA:

“Simili”
“Resta in ascolto”
“Innamorata”
Medley: “Non ho mai smesso/Il nostro amore quotidiano/Se non te”
Medley: “Nella porta accanto/Bellissimo così/Ascolta il tuo cuore”
“Invece no”
Medley: “La geografia del mio cammino/Chiedilo al cielo/Una storia che vale”
“Sono solo nuvole”
“Come se non fosse stato mai amore”
Medley: “It’s not goodbye/200 note/Se ami sai”
“Primavera in anticipo”
“Ho creduto a me”
“Tra te e il mare”
Medley: “Il tuo nome in maiuscolo/Nel modo più sincero che c’è/Casomai/Un fatto ovvio/Colpevole/La prospettiva di me/Emergenza d’amore”
Medley: “Celeste/È a lei che devo l’amore”
Medley: “Con la musica alla radio/Benvenuto/Io canto/Per la musica”
“In una stanza quasi rosa” (con Biagio Antonacci)
“Vivimi” (con Biagio Antonacci)
“E ritorno da te”
Medley: “Incancellabile/Le cose che vivi/Il mondo che vorrei/Strani amori”
“La solitudine” (con Paola Cortellesi)
Medley: “Limpido/Surrender/Io c’ero (+ amore x favore)”

BIS:
“Lato destro del cuore”
Medley: “Innamorata/Simili”

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