Home Società e Cultura 35 anni fa nasceva “Mister Fantasy”: una lezione di stile

35 anni fa nasceva “Mister Fantasy”: una lezione di stile

3545
0
SHARE
Voto Autore

di Corrado Salemi

Sono passati ben 35 anni dalla prima puntata di Mister Fantasy, il programma che ha aperto le porte della TV italiana alla musica rock e pop, soprattutto straniera.

Ideato da Paolo Giaccio e condotto da Carlo Massarini, con la partecipazione di Mario Luzzatto Fegiz, il programma è andato in onda su RaiUno per ben quattro stagioni, precisamente dal 12 maggio 1981 al 17 luglio 1984.

In linea con lo slogan “Musica da vedere” la trasmissione era incentrata sulla musica “per immagini”, come dice lo stesso Massarini in apertura della prima puntata, attraverso la messa in onda dei videoclip, nuovo canale di promozione diffusissimo all’estero (in quegli anni) ma ancora poco utilizzato in Italia.

Ed è proprio grazie a Mister Fantasy che i video iniziano ad avere successo da noi, sia attraverso la messa in onda di artisti stranieri (Dire Straits, Rolling Stones, Michael Jackson, Duran Duran, Peter Gabriel, giusto per citarne qualcuno), sia con la produzione di videoclip di artisti italiani quali Eugenio Finardi, Franco Battiato, Gianna Nannini, Ivano Fossati, Ron, Enrico Ruggeri, Edoardo Bennato, Francesco De Gregori, Vasco Rossi, Loredana Bertè, Ivan Graziani e tantissimi altri.

Abbiamo approfittato di questo anniversario per rivedere la prima puntata, disponibile sul sito rai.tv (qui). Nella prima puntata si parla di Eugenio Finardi e del suo disco omonimo, degli anni ’60 raccontati Little Tony e rivisitati ironicamente da Ivan Cattaneo, della popolarità dei Dire Straits in Italia e della voglia di emergere di Kiki Dee.

Rivedere oggi quel programma ci è parso una vera e propria lezione di stile. Non deve per nulla far sorridere l’ingenuità della scenografia e di alcune scelte tecniche: è solo una patina del tempo, come il rossore di certe foto anni ‘70 o come il friggere di vecchi 78 giri.

Ci ha colpito molto la sensazione che si faccia cultura. Si noti, ad esempio, la traduzione in italiano dei testi dei Dire Straits, mandati in sovrapposizione sul videoclip. Oppure i lunghi tempi a disposizione degli artisti: fatta eccezione per il video di Kiki Dee (comunque trasmesso per intero e senza tagli) vengono dedicati ben dieci minuti circa per ogni artista, permettendo l’approfondimento dei brani, dei suoni, nonché delle scelte poetiche degli artisti. Anche nelle interviste gli artisti possono esprimersi pienamente e senza fretta.

Con serietà e rispetto è affrontata anche l’intervista di Little Tony da parte di Fegiz, seppur in evidente contrasto col resto del programma dato che l’artista in studio non porta un videoclip e si esibisce in playback.

Il focus della puntata è sempre e solo sulla musica: niente polemiche sterili e pretestuose, niente giochi di potere tra conduttore e artisti, nessun tranello, e soprattutto rispetto per i brani concepiti come opere d’arte da godere per intero. E per ultimo non c’era nessuna gara, nessun premio al migliore video, nessun televoto.

Eppure Mister Fantasy era un successo con un pubblico numeroso disposto a seguirlo.

Il confronto con quanto avviene oggi è avvilente. Oggi anche se ti chiami Francesco De Gregori, se vai ad Amici la tua musica deve stare entro due minuti. E se ti dovessero intervistare prima o poi la si butta sul gossip. E se proponi un brano nuovo allora sei in un contest. E se non ti capita nulla di questo, allora sei diventato un giudice di uno dei mille talent.

 

 

Commento su Faremusic.it