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UN PO’ DI CHIAREZZA SULLA DIRETTIVA EUROPEA & SIAE – LA PAROLA A RAZZINI

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di Mariafrancesca Mary Troisi

Qualche giorno fa addentrandomi nuovamente nell’oscuro – ai più – campo dei diritti d’autore, vi ho parlato della questione Fedez Vs SIAE. Le zone d’ombra sono ancora tante; urge quindi un po’ di chiarezza.

Non essendo però qualificata per fornirvi gli elementi che illuminino le mie e vostre zone d’ombra, mi sono rivolta a una delle persone più qualificate in materia.

Roberto RazziniManaging Director di Warner Chappell Music Italiana, Presidente di FEM (Federazione Editori Musicali) – l’associazione maggiormente rappresentativa dell’editoria musicale in Italia, a cui sono associate molte delle più importanti aziende italiane e internazionali e a cui è confederata l’Associazione Nazionale Editori Musicali (ANEM) – che rappresenta la piccola e media industria editoriale musicale Italiana) e Membro del Consiglio di Sorveglianza SIAE – ha tracciato un quadro preciso della situazione, prestandosi con grandissima disponibilità ad aiutarci a chiarire la situazione.

Partiamo dall’esclusività – SIAE – sancita in Italia per legge (Art. 180 della Legge 22 aprile 1941 n. 633). L’esclusività o monopolio, è comunque una circostanza molto diffusa e di fatto comunque esistente in tutti i Paesi europei, come per la SACEM in Francia, la GEMA in Germania, SGAE in Spagna, SUISA in Svizzera, PRS e MCPS in Inghilterra.

Dice infatti Razzini – ”In tutti i Paesi europei e nei maggiori Paesi dove esistono regole e leggi strutturate per la gestione del Diritto d’Autore, le società di collecting operano in un “monopolio di fatto”. Tutti questi soggetti sono di fatto Enti a base associativa e senza scopo di lucro. Il monopolio che governa il mercato del Diritto d’Autore determina una maggior efficacia con la quale una società autori riesce ad operare, nell’interesse dei titolari dei diritti (siano essi autori o editori), e costituisce una “facilitazione” e una semplificazione per gli utilizzatori. Un luogo dove acquisire le licenze necessarie ed avere la facoltà di assolvere tutti i diritti dovuti”.

Al contrario pensare di disperdere i repertori su più soggetti intitolati a gestire il Diritto d’Autore, in nome di una finta liberalizzazione del mercato, costituirebbe un danno enorme soprattutto per le fasce più deboli di autori ed editori, oltre che una situazione di svantaggio per gli utilizzatori.

Razzini continua – “In alcuni Paesi, come il Sudamerica, il cosiddetto mercato “libero” vede il proliferare di Società di collecting, talvolta governate da regole privatistiche, con evidente scopo di lucro, che incassano poco e ripartiscono male ai propri iscritti. Non essendoci una sola collecting che agisce, con grande forza di rappresentatività, come nei principali Paesi europei, il mercato è in mano a faccendieri che comprano quote di mercato, talvolta a suon di anticipi, per poi gestire il diritto d’autore come se fosse il proprio, senza tutelare la proprietà intellettuale degli autori e i loro interessi economici”.

Parlare della liberalizzazione del Diritto d’Autore in Italia è dunque (quasi) infruttuoso, e – come sottolinea Roberto Razzini – la Direttiva europea non chiede affatto l’apertura indiscriminata della gestione del diritto d’autore attraverso una liberalizzazione selvaggia.

E qui Roberto Razzini risponde in pieno ai miei dubbi: voi le affidereste le vostre opere, e quindi i proventi che le stesse dovrebbero o potrebbero maturare, a piccole società private, con azionisti che perseguono il proprio interesse d’impresa, senza la garanzia di una tutela collettiva del Diritto d’Autore, economica concreta ed efficace?

Continua Razzini – “La Direttiva 2014/26/UE impone alle Società di Collecting – come SIAE – un regime gestionale dettato da regole eque, semplici e di trasparenza. Rispetto a queste linee guida SIAE ne ha già recepito i principi cardine; questo persino in anticipo rispetto alle procedure, che prevedono che sia il Parlamento Italiano, prima ancora che SIAE, a recepire i dettami della Direttiva”.

Come già detto in altri articoli, SIAE infatti, grazie anche all’attuale legislatura, con la Presidenza Gino Paoli prima e con quella attuale nelle responsabilità di Filippo Sugar quale Presidente, e degli Organi Sociali in carica e degli Uffici Operativi dell’Ente, con in testa il suo Direttore Generale Gaetano Blandini sta operando con rilevante efficacia, a vantaggio di tutti gli Associati SIAE, per una maggior trasparenza e semplificazione, non solo delle procedure interne, ma anche verso gli utilizzatori, siano essi istituzionali come i grandi Broadcaster televisivi e radiofonici o i DSP nazionali ed internazionali, che i piccoli organizzatori di eventi pubblici o feste private.

FEM d’altro canto è da anni impegnata in prima linea quale promotrice del necessario processo di rinnovamento di SIAE. Procedura di rinnovamento e ammodernamento, attraverso nuovi processi gestionali più trasparenti e semplici, ai quali tutti gli Associati SIAE anelavano e che erano divenuti obbiettivi prioritari ancor prima che diventassero parte della citata Direttiva Europea.

Un altro punto importante della Direttiva è di disporre le società di intermediazione alle esigenze del mercato digitale, garantendo le licenze multi territoriali nel mercato interno della UE.

Ossia permettere che le opere siano a disposizione di un pubblico sempre più vario e vasto – attraverso le piattaforme digitali -, garantendo nel contempo la corretta tutela della legalità, a beneficio degli utilizzatori, certo, ma anche e soprattutto, per un’equa remunerazione di autori e editori.

Perché SIAE è vista quindi come la generatrice di tutti i mali? Per mancanza di corretta informazione. Punto e a capo.

Attenzione però. Qui nessuno sta cercando di fare un processo di santificazione nei confronti di SIAE – che ha i suoi peccati sulle spalle, come ho già detto più e più volte, e a cui nessuno vuole dare una giustificazione o fingere che non esistano.

Si sta cercando, invece, tramite la disponibilità di Roberto Razzini, di disinnescare i miei e vostri dubbi.

Razzini aveva snocciolato – al momento della pubblicazione dell’altro articolo – dei dati incontestabili – riguardo SIAE vs Soundreef –

– l’aggio medio di SIAE oggi è del 16,7%.

– per la stragrande maggioranza dei diritti (incluso radio, televisione, digitale e drm) non avendo Soundreef la possibilità di incassare le Royalty direttamente dagli utilizzatori, dovrà affidarne la gestione SIAE.

Gli iscritti Soundreef non vedrebbero quindi applicato l’aggio del 25% “in luogo” del 16,7%, ma “in aggiunta”.

In conclusione:
-Costo SIAE 16,7%
-Costo Soundreef 16,7% + 25%

Un altro “piccolo” punto su cui riflettere.

Le chiacchiere da bar le lascerei dunque agli altri, e se proprio vogliamo andare contro qualcosa, facciamolo con le conoscenze “vere”, non quelle spottizzate da Fedez o chicchessia.

Io sono abituata a chiedere chiedere chiedere, quando non so qualcosa (e la lista di cose che non so è – ahimè – infinita).

Ed è quello che ho fatto anche questa volta, limitandomi a ricoprire il ruolo di scribacchina, riportandovi fedelmente quasi per intero la “chiacchierata”con Roberto Razzini, che ringrazio ancora, per essersi messo completamente a disposizione.
Cosa assai rara.

Il quadro mi sembra abbastanza nitido.
E a chi vorrà continuare a vedere ancora ombre su ombre, facendo a tutti i costi informazione senza conoscenza, io lascerei completamente la parola.
La nostra – quella basata sulla corretta informazione – l’abbiamo già detta.

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Mariafrancesca Mary Troisi
Da sempre appassionata alla letteratura italiana, ho iniziato a scrivere da ragazzina. Passione, insieme a quella per la musica, ereditata da mio padre, scomparso quando ero ancora piccola. In breve tempo la penna e il foglio (o lo schermo di un pc) sono diventati il “mio amico fedele”, capace di comprendere perfettamente ogni mio stato d’animo. Dall’età di 6 anni, per circa 8 anni, ho preso lezioni di pianoforte classico, e per due anni consecutivi, ho fatto parte di un coro, partecipando a svariati concorsi, portando il folclore della mia terra (la Campania) in giro per l’Italia. Esperienza, insieme a quella del pianoforte, volutamente accantonata, ma non conclusa, perché il “mondo della musica” ha continuato ad affascinarmi, anche se in altre “vesti”. Ho iniziato, infatti, a scrivere testi di canzoni, sviscerandomi e “confidandomi” in ogni mio testo, scoprendo così, lati di me, sconosciuti anche a me stessa. Per circa un anno ho collaborato con una rivista, scrivendo racconti. Ho partecipato a diversi concorsi di poesia; le poesie sono sempre state scelte per la pubblicazione. Ho avuto il piacere e onore di essere inserita lo scorso anno nell’Enciclopedia dei Poeti Contemporanei, intitolata a Mario Luzi, patrocinata dal Senato della Repubblica, con 3 poesie. Dall’inizio dell’anno ho una sorta di blog su fb, una pagina sui cui appunto considerazioni, riflessioni, e su cui pubblico periodicamente racconti e poesie. Ho provato di recente anche l’esperienza della radio, facendo uno stage /laboratorio full immersion, con alcuni degli speaker più “quotati” attualmente. Esperienza, quella della radio, che riprenderò a breve, senza abbandonare quello che è il mio sogno più grande, ossia continuare a scrivere. Perché paradossalmente sono i sogni l’unica certezza che abbiamo.

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