Home Musica Il curioso caso dei concerti di Mika e dei Negramaro a Palermo

Il curioso caso dei concerti di Mika e dei Negramaro a Palermo

1285
0
SHARE
Voto Autore

di Corrado Salemi

Immaginate una città in cui ci siano delle grandi strutture sportive pubbliche, ma che queste siano fatiscenti, inaccessibili, inagibili quando non addirittura abbandonate. Tutte tranne una: lo stadio di atletica. Bene, avete immaginato Palermo.

Apprendo da un articolo della stampa locale, LIVE SICILIA, che l’amministrazione comunale di Palermo ha incautamente deciso di mettere a rischio proprio quest’unica struttura sportiva ancora attiva, concedendo alla Musica da bere S.r.l. di Catania l’utilizzo dello Stadio delle Palme di Palermo per l’organizzazione di due grossi eventi musicale: i concerti di Mika e dei Negramaro previsti il 26 giugno e il 24 luglio prossimo.

Il tutto allegramente in barba al regolamento della struttura, e per pochissimi euro (come riportato sempre nell’articolo).

Ci tengo a dire che non metto in discussione l’operato di Musica da bere S.r.l.: ho letto la dichiarazione di Carmelo Costa, titolare dell’agenzia di eventi, nella quale si ribadisce la correttezza e completezza di tutta la richiesta, e non ho nessun elemento per pensare diversamente. Del resto organizzare per lo stesso periodo eventi come i Duran Duran, Robert Plant e gli stessi Negramaro al Teatro Greco di Taormina non è cosa da tutti i giorni.

Il mio stupore si lega alla leggerezza con cui la dirigenza dello Stadio delle Palme di Palermo ha operato tale decisione.  Delle due, una: o nessuno ha idea di chi siano Mika e i Negramaro, ignorandone quindi l’enorme richiamo di pubblico, oppure nessuno ha mai visto la struttura che si ritrova a gestire.

La prima ipotesi è sinceramente probabile. Sempre secondo la stampa locale lo Stadio è stato concesso per pochissimi euro (“2.160 euro al giorno più 300 euro per la somministrazione di bevande”). Una cifra ridicola in confronto alle aspettative di incasso di concerti previsti per più di 10.000 presenze a 42 euro a biglietto. Sembra che non abbiano chiaro le dimensioni di questi eventi.

La seconda dovrebbe essere inverosimile: lo Stadio delle Palme di Palermo è ormai l’unica struttura sportiva funzionante, adeguata solo ad una presenza contenuta di persone e quindi a manifestazioni di piccole dimensioni. L’accesso alla struttura è un colabrodo: la recinzione è semplice, facilmente scavalcabile, con vie di fuga inadeguate a grandi masse ed a eventuali situazioni di panico.
E poi parliamo di uno stadio di atletica: buche per il salto in lungo, un anello esterno in terra battuta, una pista interna, vari locali e giardini. Con alcune zone per altro interdette al pubblico per inagibilità. Tutto difficilmente preservabile dal rischio di danneggiamenti. Davvero nessuno ci ha pensato?

Aggiungo che appellarsi alla stipula di una polizza assicurativa (prerequisito per richiedere la concessione) sia insufficiente: eventuali danni, anche se riconosciuti sul piano economico, dopo quanto sarebbe ripristinati? Dopo quanto tempo o stadio tornerebbe fruibile da parte della collettività?  Parliamo di migliaia di bambini, ragazzi, adulti che si allenano ogni giorno a qualsiasi orario sia a livello amatoriale che agonistico. E qualcuno risarcirebbe inoltre anche le associazioni sportive?

Davvero palese, incredibilmente, l’inosservanza del regolamento della struttura, che permette la concessione dello Stadio delle Palme solo per eventi sportivi, fino ad un massimo di 2500 partecipanti: su questa contraddizione si basano le varie diffide al Comune messe in atto da altri organizzatori di eventi.

Attendo la chiusura della vicenda curioso di sapere se l’amministrazione comunale di Palermo troverà un luogo adeguato alternativo.

Però mi chiedo: davvero la cultura, tra cui la musica, e i beni culturali, meritano la continua mortificazione e il perdurante maltrattamento di una gestione superficiale, facilona, disattenta e sostanzialmente snob (in questa città come nel resto della nazione) messa in atto da una classe dirigente impreparata, nemmeno in grado di analizzare le reali esigenze logistiche e di sicurezza di un concerto pop-rock di queste dimensioni?  Davvero meritiamo ancora la ricaduta di scelte inadeguate?

 

Commento su Faremusic.it