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TONY SIMEONE, LA CAPACITA’ DI DIFFERENZIARSI CON “ANNO DOMINI” – INTERVISTA

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di Athos Enrile

Il punto di contatto con Tony Simeone è il video “Anno Domini”, incluso nell’articolo.

Chi lui sia e quale percorso musicale abbia iniziato è sintetizzato nell’intervista a seguire, un’occasione per saperne di più di un geniale musicista che propone la sua arte mettendo in campo l’estrema versatilità e la capacità di realizzare un prodotto che ha del nuovo, mettendo le mani in ogni rivolo del progetto, non solo liriche e atmosfere sonore ma anche parti grafiche e costruzione video.

Certo, il commento al suo lavoro non può prescindere dall’ascolto di un album intero e dalle performance live – vuoti che Simeone colmerà a breve – ma mi pare doveroso captare la qualità e il tentativo trovare strade alternative agendo in totale libertà, utilizzando la musica per dare una cornice alle idee e ai pensieri che quotidianamente sgorgano spontanei, un esercizio che, se non è condizionato da rigide esigenze discografiche, si trasforma, anche, in puro divertimento.

Chitarrista, autodidatta inizialmente e studioso dello strumento successivamente, rilascia ora tutto ciò che ha assimilato nel tempo – i generi più disparati, le band e i musicisti formativi – un mondo di suoni che non cerca di clonare ma da cui estrae l’essenziale che rielabora e plasma a piacimento, arrivando ad un risultato che mi pare invidiabile.

Aspettiamo novità da Tony Simeone, sarà un piacere entrare nei dettagli della sua musica!

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L’INTERVISTA

 Mi racconti la storia musicale di Tony Simeone, dalle prime passioni ai giorni nostri?

Sono Pugliese doc, precisamente di Taranto e, dopo un pò di “nomadismo”, ormai da diversi anni vivo a Modena. Il primo approccio con la chitarra è stato intorno ai 16 anni, autodidatta fino a quando, dieci anni fa, ho deciso di frequentare l’Accademia di musica di Modena e approfondire lo studio dello strumento.

Ho passato varie fasi, dal primo amore che è stata la Bossa Nova, al funky, al blues, alla rock-fusion. Sono attratto dalle canzoni, a prescindere dal genere o dall’autore e questo mi porta ad ascoltare davvero di tutto. Comunque da sempre, il mio divertimento è stato mettere in musica pensieri, idee e sensazioni personali e su questo non ho mai cambiato approccio. Diciamo che suono per scrivere e non scrivo per suonare.

Ho ascoltato “Anno Domini” ma vorrei sapere se hai realizzato altri progetti, album o similari.

Il progetto principale al quale ho lavorato é “Franky Harper”, nato nel 2010, che vede me come autore delle musiche e dei testi e invece come interprete la splendida voce dell’istrionico Francesco Arpicelli (Franky Harper). Questo progetto mi ha dato molte soddisfazioni tra cui Premio della critica al Premio Pierangelo Bertoli nel 2014, ospiti al Premio Lunezia nel 2015 e diversi passaggi radiofonici su radio Rai e Isoradio.

Cercando Franky Harper sui principali motori di ricerca, su youtube e sugli store digitali si possono trovare tutte le pubblicazioni.

Come definiresti la tua musica a chi, dopo l’impatto, sente la voglia di approfondire?

Autodefinirsi è difficile, anche perché si corre il rischio di prendersi troppo sul serio e questo, a mio avviso, nella vita non conviene mai. Diciamo che cerco di esprimere me stesso, rielaborando a modo mio la musica che ho sentito e che sento, in base al mio gusto personale. Qualcuno più arguto di me diceva che in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

Hai dei punti di riferimento del passato, italiani o stranieri?

Ho ascoltato tanto cantautorato italiano, Pino Daniele, Concato, DeGregori, Ciampi, Litfiba, Battisti, DeAndré, Fortis, PFM… e mi fermo qui, ma potrei continuare.

Per quanto riguarda la musica “oltre confine”, gli Steely Dan, Queen, Wonder, Hearth Wind & Fire, Zappa, Bowie, Supertramp, e anche qui mi fermo perché sono un divoratore compulsivo di canzoni, ma con una pessima memoria per i titoli e i nomi, diciamo che la mia é una memoria uditiva.

Musica, liriche ma anche realizzazioni grafiche e montaggi video… completamente autarchico: necessità o precisa scelta?

Per “Anno Domini” e per l’album che ne verrà, ho fatto questa precisa scelta. Sto lavorando ai miei brani a 360gradi, perché ho un’idea piuttosto chiara di quello che voglio ottenere e non avendo condizionamenti legati a scadenze o altro, sfrutto questa  “libertà incondizionata” come una grande opportunità per sperimentare e per migliorarmi.

 Che tipo di messaggi lanci – o vorresti passare – con le tue canzoni?

Scrivo delle cose che vedo e che in qualche modo hanno catturato la mia attenzione, ma soprattutto delle cose che SENTO. L’ho scritto in maiuscolo perché per me è importante “sentire” ciò che si fa. La musica é uno scambio tra il mondo interiore e il mondo esterno, e questo non avviene se non c’è sincerità nel “sentire”.

Alcuni passaggi del brano che ho ascoltato mi riportano a guitar heroes del mondo prog dei seventies: hai qualche amore musicale da quelle parti?

Un amore preciso no, ma è probabile che gli ascolti fatti, specie nell’ultimo periodo della scena prog, mi siano rimasti nelle orecchie.

Dal punto di vista chitarristico le mie “muse ispiratrici” sono Greg Howe, Zappa, Andy Timmons. Ovviamente li guardo col binocolo da distanza siderale perché stiamo parlando di “Top players”, non sono un virtuoso, ma amo ascoltare i fraseggi fusion e tutto ciò che é mescolanza… mi incuriosisce e mi da spunti.

Che rapporto hai con la tecnologia e la sua rapida evoluzione?

Cerco di sfruttarne le potenzialità, per quel che riesco. Ovviamente non é facile, perché tutto scorre in fretta e altrettanto velocemente si dimentica. Però ormai i social network e internet, nel bene e nel male, sono diventati gli occhi con cui osserviamo la realtà. Nel video di “Anno Domini”, mettendomi il cellulare davanti agli occhi appunto, volevo esprimere proprio questo concetto.

Cosa propone Tony Simeone quando si trova su di un palco?

Sul palco fino ad oggi ci sono salito in qualità di chitarrista per cover con alcune band e per brani miei col progetto Franky Harper. È il mio primo lavoro da solista, ho in mente delle cose, ma per ora è tutto working progress

Che cosa vorresti realizzare nell’immediato futuro?

Nel mio orizzonte solistico al momento c’è l’album “ThisUmani”, di cui Anno Domini è stato il brano di apertura. La maggior parte dei brani li ho già pronti, sto lavorando sugli arrangiamenti e successivamente curerò i videoclip. In qualità di autore, invece c’è quello di portare avanti il progetto Franky Harper.

 


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