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RECENSIONE: CESARE CREMONINI E IL CONCERTO DEL TRAGICO VENERDì 13 NOVEMBRE

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di Gloria DiBi

Il tragico Venerdì 13 novembre, ignara di quanto poi sarebbe successo in Francia, sono stata in una sala da ballo, in teatro e in un bar retrò con live session.
Tutto questo però stando comodamente “seduta” al MediolanumForum di Assago ad assistere al concerto di Cesare Cremonini.

“Seduta” tra molte virgolette. Aperte le danze con “Lost in the weekend” era ben difficile stare seduti e quindi su dalla sedia a ballare e saltare, con il palco trasformato in pista da ballo ben tenuta dal cantautore bolognese.

Luci e colori non si sono fatti mancare sul palco del Più Che Logico Tour 2015, partito lo scorso 23 ottobre dal Palalpitour di Torino.

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Lasciata la discoteca, ci trasporta a teatro con il momento piano e voce, accompagnato però sulle note di “Figlio di un re” anche dal trombettista Andrea Giuffredi. Molto apprezzato il ricordo a Marco Tamburini, trombettista scomparso lo scorso maggio, che l’aveva accompagnato nel tour nei palazzetti dello scorso anno.

La scaletta procede con i grandi successi quali “Mondo”, “Logico #1”, “Io e Anna” e “GreyGoose”, fino ad arrivare al bar e quasi con un cocktail in mano ci possiamo gustare una brillante rivisitazione in chiave jazz di “Gli Uomini e le Donne Sono Uguali”, e tutti i musicisti si ritrovano riuniti nel palco centrale.

Divertente il siparietto in cui Cesare spiega che secondo i dati di Spotify, durante l’anno i suoi brani sono stati ascoltati più da uomini che donne. Ecco, a quei ragazzi che erano seduti dietro di me e sono arrivati facendo finta di non sapere mezza canzone: ma chi volete che ci creda? Le avete cantate tutte. È stato commovente vedervi cantare abbracciati pezzi come “Le tue parole fanno male” e “Vieni a vedere perché”.

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Sul palco, per la felicità nostra e di Cesare, è tornato anche un brano come “Maggese”, che forse ai tempi (dall’album omonimo del 2005) non ha ottenuto la giusta attenzione.

Non è mancata anche la dedica all’amico Valentino Rossi con l’esecuzione al piano di “46”, forse particolarmente apprezzata da Guido Meda presente al Forum.

Il tutto, come da tradizione, si conclude con “Un giorno migliore” e come sempre si esce dal concerto soddisfatti, pieni di vita e gioia. Convinti che il giorno dopo sarà sicuramente un giorno migliore ripensando alle emozioni vissute la sera prima.

Questa volta non è andata così, qualcosa è andato storto. Uscita dal Forum la prima cosa che ho fatto è stata mandare un tweet pieno di gioia a Cesare, ma poi mi accorgo di quanto accaduto a Parigi e tutto l’entusiasmo pian piano si affievolisce pensando a quei ragazzi e ragazze al Bataclan che come me erano a divertirsi a un concerto, ascoltando della buona musica.

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Cesare Cremonini, dopo il concerto, appreso quanto successo a Parigi durante il suo concerto ad Assago, ha scritto un post toccante sulla sua pagina di Facebook:
Grazie infinite ‪#‎Milano‬ per ieri sera.
È stato un immenso cuore che batteva al ritmo migliore della vita.
Sono sceso dal palco e immediatamente mi hanno informato sui fatti terribili di ‪#‎Parigi‬. Il mio, di cuore, si è spento in un istante. Ho cercato di prendere sonno ma nella mente avevo le immagini trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo per questa tragedia senza senso alcuno. Avrei voluto raccontarvi, con il mio solito entusiasmo, tutt’altro, perché quello che ho dato e mi avete donato ieri notte è stato l’esatto contrario della morte, l’antidoto al terrore, la fine della paura.
Stasera, la scelta è tra risalire sul palco con il cuore dimesso, o pronto a portare il doppio d’amore. Io, lo sento fortemente, ho già scelto la seconda.

Siamo testimoni e portatori di VITA. Non rinuncio a questo perché non cado nella trappola. È una responsabilità che si prende giorno per giorno questa, nonostante tutto. Servirebbe il silenzio, lo so, ne avrei bisogno anche io, per tenere e ordinare dentro il dolore che umilia ogni cosa, anche le più belle. Ma il silenzio oggi diventerà musica, la più grande testimone di esistenza. Di unione. Di vita.
A dopo.
Ce

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