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Quella volta che guadagnai 15 milioni (di lire) in una notte e senza contratto Rai

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di Nino Tristano Pirito

Amori miei, amici immaginari, visto che.. insistete vi racconto di quella volta  che la Rai mi volle per dei servizi su Sanremo.

La sala stampa allora era ancora nella “pancia” dell’Ariston, sotto, dentro il cinema Ritz, e non c’era nemmeno un ascensore.
Noi, con i primi computer che s’inchiodavano sempre, si stava cercando di chiudere la prima edizione. Io ero in netto anticipo, Lello Greco, come sempre in ritardo, ma poi era il più esaustivo di tutti nella cronaca.

Saranno state le 20.30 quando mi si avvicina il mitico Maffucci Mario e mi dice:
“A nome di Fuscagni e mio, ti chiedo di salire sopra, in direzione”.
E io: “Che cosa è successo?”… “Ti dobbiamo parlare”… “Va bene, ma prima fatemi chiudere le pagine per il Secolo (ndr  il Secolo XIX). Appena chiuse, vengo”.

Passano dieci minuti e rieccolo. Stesso, quasi, colloquio.
Ne passano altri 10, ormai erano le 21 e vengono in “pancia” tutti e due, Maffucci Mario e Carlo “tentenna” Fuscagni.

Avendo chiuso l’articolo, li seguo, arrancando su per i mille scalini, fino agli uffici Rai.
Fuscagni: “Nino, debbo chiederti un favore”… “Dimmi”…”Ci siamo accorti (sic!) che domani sera, domenica, uno sceneggiato con Manfredi dura 35 minuti meno e abbiamo un buco. Te la sentiresti di coprirlo con uno special sul Festival?”.

“Me la sentirei, ma perché non lo chiedete a un interno?”…”Perché a fine festival staccano tutti”…”Ah!”…”Allora?”…”Allora lo faccio, non so come ma lo faccio”…”Grazie, Nino”…”Prego, ma il compenso? E il contratto?”…”Per il contratto non c’è problema, lo firmi la settimana prossima, con data retroattiva.per il compenso…non so… di’ tu”.

Ci penso 10 secondi e faccio un calcolo: uno special su Sanremo con materiale di repertorio e collegamenti miei in video, va in onda dopo una settimana di Festival e un intero pomeriggio di Festival a Domenica in, farà 1 milione d’ascolto. E propongo: “Datemi 3 lire a contatto medio”.

I due non ci pensano un secondo e accettano. Lavoro tutta la notte, la mattina dopo per gli stand up esterni, alle tre del pomeriggio insieme a De Andreis. Poi vado all’Ariston, dove è rimasta un’unica centralina di montaggio, con una ragazza precaria con contratto scaduto a mezzanotte del sabato. Ma con tutto il materiale registrato e un montatore interno, bravissimo ma inizialmente scontroso,

rimaniamo noi tre e ci diamo dentro con la scaletta che, intanto, avevo tutta in mente. Si fanno circa le 22 e lo sceneggiato, mi pare, finiva alle 22,40.

Alle 22,30 torna De Andreis che mi ha fatto lavorare in piena autonomia e senza controlli, rischiando anche, se vogliamo. Noi s’è finito in quel momento. La ragazza prende il nastro Beta, corre verso la regia esterna, ma esterna proprio al teatro. Io e De Andreis cerchiamo, all’interno, un televisore tra le “macerie”, visto che avevano già smontato tutto.

Miracolosamente troviamo un apparecchio, funzionante, in un palco. Accendiamo in tempo per l’annuncio “In diretta da Sanremo, trasmettiamo: Sanremo Il Giorno Dopo, un programma di Nino Pirito”.

Non è male ci diciamo tra noi nel palco. Fine.

La mattina dopo, prestissimo chiamo l’ufficio stampa a Roma: “Quanto ha fatto ‘Sanremo il giorno dopo’, chiedo. Non ne sapevano nulla. Ma trovano il dato: “5 milioni e trecentomila di media”. Esco dal Nazionale e incontro Maffucci. E’ ovviamente contento. Quando gli dico: “Secondo i patti la Rai mi deve oltre 15 milioni (del vecchio conio)”. Impallidisce un po’, ma poi, la settimana successiva lui e Carlo “tentenna” Fuscagni mantengono l’impegno, con un paio di escamotage…ma mantengono l’impegno.

Fine della storia…di altri tempi.

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