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Il Ritorno di Ryuichi – Il Musicista Verde

Ryuichi Sakamoto, dopo i gravi problemi di salute che lo hanno costretto ad interrompere la sua attività artistica, annuncia dal suo sito che vuol "tornare", tornare a lavorare. Per il momento si dedicherà solo alla composizione della colonna sonora di Haha to Kuraseba (Living With My Mother), film del grande regista giapponese Yoji Yamada.

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di Adrien Viglierchio

Risulta altamente sensibile il mio tocco su tastiera. Perché per me scrivere di un artista di tale levatura e’ esattamente come se tentassi la miglior pennellata giapponese verso la perfezione.
Lui è ideogramma verso l’ecletticita’ compositiva mista alla contemporaneità Zen che più contraddistingue il suo mondo sonoro che inevitabilmente ha contaminato il mio e lo farà ancora nel prossimo futuro.

Ryuichi Sakamoto, e’ tra i primi compositori e attori ad aver sperimentato la musica etnica orientale con le sonorità elettroniche.

Da un adolescenza jazz unitamente all’Universita della Musica e Belle Arti di Tokyo, pubblica il suo esordio “Thousand Knives” divenendo membro degli “Yellow Magic Orchestra”. Dopo aver collaborato con Kazumi Watanabe (anch’egli membro degli YMO) in un paio di pubblicazioni, divenne co-protagonista, insieme a David Bowie, nel film di Nagisa Oshima Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence) uscito nel 1983. Del film ha scritto anche le musiche, tra le quali spicca il tema principale, il capolavoro “Forbidden Colours”, cantata da David Sylvian, che divenne un singolo di successo ed il suo brano più famoso.

Sakamoto ha collaborato prevalentemente a produzioni discografiche con artisti britannici, in particolare con lo stesso Sylvian, intervenendo nella realizzazione di quasi tutti i suoi album, tutte indistintamente delle perle compositive.

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Da citare il bellissimo tour europeo nell’ottobre 2009 reduce dal Leone D’Argento al Festival del Cinema di Venezia per il film dell’iraniana Shirin Neshat “Women without men”, di cui compose l’ennesima colonna sonora originale.

Il disco “Playing the Piano”, usci’ in Italia il 9 ottobre 2009 per la prestigiosa Decca. Lui Maestro indiscusso della sperimentazione artistica novecentesca, affida la propria arte all’intangibilità del web e del live, seguendo quello spirito “fluid, invisible, inaudible” che ha pervaso tutto il suo mondo lavorativo. I suoi tour spesso sono affidati alla memoria degli spettatori e successivamente ad iTunes, dove, dopo ogni esibizione, troviamo scaricabile il suo concerto.

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Un esempio di sue proposte live contengono da “L’Ultimo Imperatore” di Bertolucci con cui vinse l’Oscar nel 1987, a “Furyo” con cui ha conquistato la notorietà mondiale, alle composizioni solistiche, unitamente a brani classici di Satie, Bach e Mompou, e brani originali quali “Glacier”, “Hibari”, “Compostion0919”, nonchè la cover del compositore giapponese Kotringo “To Stanford”, tratti da “Out of Noise”, album precedentemente pubblicato solo in Giappone, che venne inserito poi integralmente nella versione Deluxe di “Playing the Piano”. Sakamoto non è solo uno dei signori del pianismo contemporaneo, è anche e soprattutto un ironico, istrionico e coraggioso sperimentatore, innamorato della tecnologia come strumento d’arte, i suoi tour sono ad “impatto zero”: le emissioni di biossido di carbonio emesse durante i tour sono infatti compensate attraverso la coltivazione di foreste. Ed è proprio grazie a alla sua fondazione ecologica fondata da Ryuichi Sakamoto stesso nel 2007 che ricevette l’Echo Award per “The Most Innovative Musician and Musical Tour 2009”.

Nel 2012 ha organizzato il concerto No Nukes 2012, a cui hanno partecipato 18 gruppi, inclusi i suoi amici Yellow Magic Orchestra e Kraftwerk.

Nel luglio 2014 Sakamoto annuncia, attraverso una lettera sul proprio sito web, che gli è stato diagnosticato un tumore alla faringe, cancellando di conseguenza tutte le date del tour.

RyuichiSakamoto
Ora dal suo sito ufficiale ha da pochi giorni scritto ai suoi fans messaggi rincuoranti sul suo stato di buona salute e sul suo ritorno a comporre.

Sto pensando di tornare al lavoro. Per il momento ho intenzione di dare priorità a un attività lavorativa, a livello compositivo, che posso svolgere da casa; il mio primo lavoro sarà curare la musica di Haha to Kuraseba (Living With My Mother), un film del grande regista giapponese Yoji Yamada. Per ora mi astengo dal suonare dal vivo.
Perdonatemi se suona banale, ma la malattia mi ha portato una nuova consapevolezza, e sono davvero grato per questo. Si tratta davvero di un segno della natura o del Paradiso. Cogliendolo, farò in modo di evitare le mie vecchie abitudini, trattando i giorni che mi rimangono con la massima cura“.

Qui di seguito lo streaming di Kizuna World, brano di Sakamoto presente nella compilation MITRA Music for Nepal.

Introspettivo, rarefatto, struggente…semplicemente Sakamoto.

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