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LA MUSICA CHE SI MUOVE

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di Blumarin

A volte viene da chiedersi se sia l’artista a cercare la “musica” oppure se sia la “musica” a cercare la persona adatta per potersi manifestare correttamente.

E ascoltando le canzoni di Virginio a volte viene da chiedersi proprio questo. Per quanto si possa stare a pensare a volte credo che sia la musica stessa a chiamare a sé un artista talentuoso.

La musica è un’arte in movimento; la musica è un continuo divenire, è una crescente evoluzione, è un qualcosa che continuamente cambia restando però sempre fedele a sé stessa. E quando la musica chiama a sé qualcuno che mette al centro della sua arte il rispetto per sé stesso e che fa parlare il proprio cuore allora nascono i capolavori.  È quello che penso della musica di Virginio. E di suoi capolavori già ne abbiamo visti. Possiamo parlare di “Davvero” scritta in giovanissima età oppure di “Quale altro pianeta” oppure possiamo soffermarci su “Sei” o ancora su “Mai” per non parlare poi delle recenti canzoni scritte per Laura Pausini (“Limpido” e “Dove Resto Solo Io”)  e per Raf (“Rimani Tu”).

Ma questo è quello che è successo e che già conosciamo. Questo è ieri. Ma noi non viviamo solo del passato, siamo il presente. Ed il presente è che abbiamo altre canzoni nell’aria, altri capolavori, altre emozioni che stanno prendendo forma tra Milano, San Francisco e New York. Ora ci attendono nuovi brani, nuove creazioni, nuovi movimenti e se vogliamo nuove essenze. E sì, perché la musica è fatta di “essenze”. Essenza di sé stessi, essenza della vita, essenza dell’amore, essenza del rispetto. Sono sicura di trovare tutto questo nella nuova musica di Virginio perché la musica è il “linguaggio del cuore” e chi conosce questo artista sa perfettamente che egli scrive e canta proprio con il cuore. Oliver Sacks, il neurologo autore di Riflessi e di numerosi altri libri e articoli scientifici, dice che: “La musica è il modo più diretto e misterioso di trasmettere ed evocare il sentimento. È un modo per collegare la nostra coscienza a quella di un altro.”  E Virginio con la sua musica riesce davvero a trasmettere e ad evocare sentimenti comuni, sentimenti profondi che a volte releghiamo nella parte più nascosta di noi.

In ogni canzone, infatti, c’è una storia, un “racconto” di vita che lascia nell’ascoltatore una forte carica emotiva, una sensazione di liberazione, di comprensione. Ecco, ascoltando la musica di questo giovane cantautore sembra proprio di essere stati capiti, di essere compresi; si ha la sensazione che qualcuno ha saputo dare suono e voce ad esperienze personali. In una sola parola la musica di Virginio dona “emozioni”.

Capita però che quando parliamo di “emozioni” siamo tentati di rimandare questo termine a concetti sdolcinati e pseudo romantici o addirittura a superficiali sentimentalismi. Ma non è così. La parola “emozione” è una parola forte e profonda correlata al movimento, al mettersi in moto. E dato che la musica è sempre legata all’emozione essa ci spinge inevitabilmente ad un “movimento psichico”, ad un turbamento che a volte ci coinvolge anche fisicamente. Secondo J. A. Sloboda, psicologo sperimentale, pianista e compositore che si occupa principalmente della psicologia della musica: “se una persona è coinvolta dalla musica che ascolta, se si commuove, se prova un’emozione, deve essere passata attraverso quella fase cognitiva che implica la formazione di una rappresentazione interna astratta o simbolica di quella musica”. Possiamo dire quindi che la musica sa suscitare e comunicare emozioni quando parte dal cuore di chi la scrive e raggiunge il cuore di chi l’ascolta e quando ciò che si prova non è traducibile con le parole.

Ed allora ancora una volta vogliamo rimanere “senza parole” quando ascolteremo la “nuova musica” di Virginio che sembra vibrare nell’aria e – ancor prima di poterla ascoltare – sembra già arrivare dritta al cuore.

 

Commento su Faremusic.it

1 COMMENT

  1. Quasi tutti i bambini esaminati si tranquillizzavano all ascolto di musica armonica e lenta, diminuendo i movimenti cos come la frequenza cardiaca. Ci dimostra chiaramente quanto il feto sia sensibile e reagisca ai pi piccoli stimoli esterni al grembo materno.

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