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Ligabue, da Correggio al mondo e ritorno

Ligabue, Il Giro del Mondo, La Notte della Taranta, Campovolo.

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di Giuseppe Santoro

Per me scrivere di Ligabue è come raccontare ricordi importanti.

L’adolescenza di molti ragazzi è stata condizionata dalle sue canzoni, anche le più recenti, ma io sono sempre rimasto affascinato dai suoi primi album e sono cresciuto inseguendo quei famosi sogni di rock’n roll, in un tempo che forse non era così giusto nemmeno per alcuni della mia generazione.

Negli anni sono cambiate alcune cose ed è cambiato anche Ligabue, nonostante molti dicano di no. Nelle sue canzoni non esistono più i fossi e le paludi, non ci sono più i personaggi del Bar Mario e le avventure di paese; quando si gira il mondo i pensieri cambiano e a 55 anni non si pensano le cose di 30 anni prima, quindi le storie è normale che assumano un carattere più generico e meno personale e quotidiano.

Bisogna dire poi obbiettivamente, che dal 2000 la musica di Ligabue è stata forse un po’ troppo uguale a se stessa e i singoli, in alcuni casi, veramente troppo commerciali.

Ligabue
Dopo qualche mese ho ascoltato finalmente “Giro del mondo”, l’ultima (l’ennesima) raccolta del Luciano nazionale, uscita in Aprile.
Il progetto è composto da una versione standard, 2 CD (24 tracce) + 1 DVD (20 tracce), una versione deluxe, 3 CD (36 tracce) + 2 DVD (38 tracce) e una versione bluray, 3 CD (36 tracce) + 1 DVD in formato bluray (38 tracce).

Nel cofanetto sono incluse le migliori canzoni registrate dal vivo durante i concerti che il Liga e la sua band hanno realizzato in giro per il mondo. Ed ecco quindì che fa uno strano effetto sentire e immaginare “Tu sei lei” nella versione live di Tokyo, oppure ascoltare “Vivo,morto o x” direttamente dal concerto di Los Angeles.

A quanto pare poi, non erano solamente italiani gli spettatori del giro del mondo di Ligabue. Per sua stessa ammissione infatti, c’erano diversi giapponesi e americani che sapevano a memoria le sue canzoni in lingua italiana. Potere del web.

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Tornando al disco e scorrendo le sue tracce, oltre alle registrazioni live, ci troviamo di fronte a 4 inediti. In realtà, sono solo due le canzoni completamente nuove, perché le altre due sono rifacimenti di brani scritti per altri. “C’e sempre una canzone” e “A modo tuo” infatti, erano presenti negli album datati 2013, di Luca Carboni e di Elisa. Qui invece vengono presentati da Ligabue con un arrangiamento più robusto e in linea col progetto.

Non ho che te”, è un pezzo con un ritmo punk che pur ricordando un po’ troppo “I cento passi” dei Modena City Ramblers, funziona soprattutto per il testo sociale e cantautorale. Il secondo inedito è “I campi in Aprile”, malinconico racconto in musica ispirato alla morte di Luciano Tondelli, un ragazzo correggese di vent’anni che perse la vita a dieci giorni dalla liberazione del 1945.

XTracklist completa

CD 1 

  1. C’è sempre una canzone
  2. Il muro del suono
  3. Nati per vivere (adesso e qui)
  4. Vivo morto o X
  5. Per sempre
  6. Siamo chi siamo
  7. Ho messo via
  8. Il sale della Terra
  9. Una vita da mediano
  10. Bambolina e barracuda
  11. Certe notti
  12. I campi in Aprile

CD 2

  1. Non ho che te
  2. Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
  3. Tu sei lei
  4. Sulla mia strada
  5. Ti sento
  6. L’odore del sesso
  7. Tra palco e realtà
  8. La neve se ne frega
  9. Urlando contro il cielo
  10. Ho perso le parole
  11. Con la scusa del rock’n’roll
  12. A modo tuo

DVD 1 

  1. Il muro del suono
  2. Nati per vivere (adesso e qui)
  3. Vivo morto o X
  4. Per sempre
  5. Siamo chi siamo
  6. Ho messo via
  7. Il sale della terra
  8. Una vita da mediano
  9. Bambolina e barracuda
  10. Certe notti
  11. Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
  12. Tu sei lei
  13. Sulla mia strada
  14. Ti sento
  15. L’odore del sesso
  16. Tra palco e realtà
  17. La neve se ne frega
  18. Urlando contro il cielo
  19. Ho perso le parole
  20. Con la scusa del rock’n’roll

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La mia opinione è che questo sia il Ligabue che si fa preferire, quello più introspettivo che riesce a raccontare delle storie in maniera sincera ma secondo il suo stile.
La formula musicale degli ultimi anni, come detto prima, è ormai ben precisa e collaudata, tanto che talvolta sfocia in canzoni un po’ troppo simili e in giri armonici già sentiti.

Non so se sia questo il prezzo da pagare per rimanere sulla cresta dell’onda per 25 anni riempiendo stadi e arene, fatto sta che la sua voce è sempre bella quanto rara, i suoi testi e le sue melodie restano comunque superiori alla media nazionale, soprattutto se paragonati al pattume che ci propinano ogni giorno le radio.
Per questo mi sento di dire che hai ragione tu Liga, continua pure a modo tuo!

Ps: A proposito di stadi e arene, ci sono due appuntamenti importanti per chi ama Ligabue: il 22 Agosto sarà nel mio Salento per la diciottesima edizione de “La notte della Taranta”, evento che spero di poter seguire e raccontare; mentre il 19 Settembre ci sarà il terzo “Campovolo” in dieci anni, per festeggiare i 25 anni di carriera.
Sono già stati venduti 150.000 biglietti e siamo ancora a Luglio.
Come direbbe Luciano, bella lì.

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Giuseppe Santoro
Ricco, bello, dolce e simpatico nella vita precedente. In questa invece, nasco a Lecce il 18 luglio del 1989 da una famiglia di professori. Mia madre insegna Lettere in una Scuola Media di provincia e mio padre, adesso pensionato, era insegnante di Educazione Fisica. Dopo il diploma commerciale ho lavorato come impiegato in un Centro di Medicina Nucleare per un anno e mezzo, ma purtroppo in seguito ai tagli alla sanità pugliese, all’inizio del 2011 mi sono ritrovato disoccupato. Nel 2013 ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e adesso frequento la facoltà Magistrale di Lettere Moderne. Importante è stata per la mia formazione professionale, l’esperienza come responsabile comunicazione e social per il sito Cometiveste.it, di cui sono il fondatore con altri due ragazzi. Canto in una band da due anni e adesso ci stiamo dedicando anche allo sviluppo di alcuni progetti inediti. Ho sempre scritto testi musicali, poesie, ma anche saggi brevi sugli argomenti più disparati e nei miei articoli mi piace osservare la società con occhio critico. Oltre a un’ ipotetica carriera nell’ambito dell’insegnamento, molto difficile visti i tempi che corrono, mi piacerebbe continuare a dedicarmi alla critica musicale e sociale. Non amo molto dire cose ovvie e in generale, non mi piace stare dalla parte del più forte. Da un po’ di tempo collaboro con questo blog che credo stia diventando un punto di riferimento importante per chi ama la musica e i suoi retroscena. Spero di essere all’altezza del compito e poter interessare i lettori a quelle che sono le mie idee e i miei pensieri.

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