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Forse non lo sapevate – Mimì e Dario

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di Gianfranco Giacomo D’Amato

Mimì e Dario – Una storia di musica e di vita.
La “Come il vento” nei primi anni 70 è un ambiente piuttosto “frizzantino”.

 Fondata da Michele Del Vecchio, la casa discografica vanta un organico di artisti di grandissimo livello. Il nome è stato preso da una canzone dei fratelli Maurizio e Salvatore (Popi) Fabrizio, appunto “Come il vento”. Oltre ai due giovani, nei corridoi degli uffici della CIV girano personaggi come Mia MartiniBruno Lauzi, Dario Baldan Bembo, i fratelli La Bionda. Dietro le quinte si muove uno dei discografici di maggior intuito di quegli anni, già musicista e paroliere: Giovanni Sanjust.
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La coesistenza di intuito, genialità musicale e poetica, abilità interpretative assolutamente irripetibili creano quello che tutti conosciamo: il fenomeno Mia Martini.

mia Martini

 

Mimì (come è nota per tutti nell’ambiente) in quel periodo cambia nome da Mimì Bertè a Mia Martini, e da interprete pressochè sconosciuta infila una serie di successi strepitosi, con canzoni destinate a sopravvivere ai decenni. Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto, Un uomo in più, Inno, Agapimù, Che vuoi che sia. La musica di tutti questi brani è di Dario Baldan Bembo. I testi di Lauzi, di Franco Califano (quello di Minuetto), di La Bionda, di Luigi Albertelli. Ci sono innumerevoli aneddoti sulla nascita di queste canzoni. Ma quello che conta è che Mimì diventa la stella della canzone italiana, sbanca tutte le classifiche e si afferma in molte competizioni. E’ il periodo felice.

Piccolo uomo

Negli anni successivi quel successo clamoroso, che non può durare per sempre, lascia forse qualche strascico negativo nella vita di Mimì. Arrivano nella sua carriera e nalla sua vita periodi difficili fatti di (pochi) alti e (parecchi) bassi. Un momento bellissimo da ricordare è quello legato alla meravigliosa Almeno tu nell’universo di Fabrizio/Lauzi, una canzone rimasta per ben quattordici anni in un cassetto prima di essere finalmente ripescata. O di altri successi come La nevicata del ’56, (Vistarini, Califano, Lopez, Cantini). Ma sono momenti che non arrestano il declino, che non è artistico, ma psicologico. Ci sono responsabilità enormi da parte dell’ambiente musicale italiano che nei confronti di Mimì opera una vera e propria emarginazione. Oggi tutti la ricordano come una delle più grandi artiste. In quegli anni invece l’ignoranza e la malafede la escludevano e anche io, nel mio piccolo, ho raccolto alcune testimonianze letteralmente incredibili sul trattamento che le veniva riservato, del resto notissimo a chi conosce l’ambiente. Proprio a lei, che era inequivocabilmente la regina.

Verso la metà degli anni 90 Mimì è praticamente abbandonata da tutti. Vive da sola a Cardano al Campo, una piccola località a ridossso dell’aeroporto di Malpensa. Ha ancora qualche progetto ma la sua vita va avanti per inerzia. Dario Baldan Bembo, l’autore di tutte le melodie degli anni d’oro di Mimì, intanto ha seguito il suo percorso artistico. Ha avuto successi eccezionali come compositore e si è tolto grandi soddisfazioni come interprete delle sue canzoni. Come già avveniva all’inizio degli anni 70, nel momento di massimo splendore di Mimì, però, i due non incontrano mai nella vita privata. Nel 1995 non si vedono ormai da molti anni.

Quello che segue è forse il racconto più emozionante che ho raccolto dopo tante ricerche condotte per scrivere il mio libro. Ringrazio moltissimo Dario Baldan Bembo per questo e lo riporto qui di seguito. Ogni volta che lo rileggo mi tornano gli stessi brividi che mi hanno attraversato quando l’ho ascoltato dalla bocca del protagonista.

Siamo nella primavera del 1995. Dario si trova in un locale di Brera, in via Fiori Chiari, a Milano. Sta bevendo qualcosa con degli amici.

Baldan

A un certo punto vede arrivare Mimì. Si stropiccia gli occhi, non ci crede. Lei non andava mai in giro, non era una frequentatrice di locali. Era praticamente impossibile incontrarla. I due si riabbracciano dopo anni con affetto. Nel locale c’è un complessino che suona. Dario e Mimì gettano un occhio al palco e pensano contemporaneamente la stessa cosa… Chiedono gentilmente a quelle persone di lasciare a loro la scena. Dario va al pianoforte, Mimì al microfono, il duo di tante canzoni della nostra memoria si ricostituisce. Tutto per caso, in una serata magica. “Rifacemmo dal vivo, solo io e lei, tutte le canzoni più belle: Piccolo uomo, Minuetto, Donna sola, Inno. Tutte.”

Una coincidenza incredibile, uno spettacolo assolutamente irripetibile a cui hanno la fortuna di assistere alcuni presenti increduli. “Si ! – riprende Dario – Una serata indimenticabile !”

Pochi giorni dopo Dario viene a sapere dalla televisione della morte di Mimì. Me lo racconta con la pelle d’oca. “C’è qualcosa di ancestrale, di mistico dietro questo fatto. Dopo quella sera non l’ho ovviamente più vista ma nemmeno prima la vedevo mai. Mi sono detto che forse era venuta a salutarmi prima di andarsene, era venuta a dirmi: “Dario, cantiamoci per l’ultima volta questa canzoni”. Scrivilo questo racconto, ci tengo”.

Prima che di musica, una incredibile storia di vita. Quella di una delle più grandi artiste italiane di sempre. Dario termina il racconto con le lacrime agli occhi e ovviamente mi emoziono anche io. Come non si potrebbe ?

Mia

 

Tratto da “Mi ritornano in mente” di Gianfranco D’Amato – Editrice Zona

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